Riportiamo un intervento del centro sinistra relativo alla discussione sulla modifica della legge 157/92 che norma l’esercizio della caccia in Italia. Una sfida a chi distrugge di meno, ma chi sta dalla parte della conservazione? Nessuno (15/02/09)
Secondo Susanna Cenni (Pd), responsabile caccia e fauna del governo ombra del Pd, il disegno di modifica della legge 157, presentato mercoledì 11 febbraio in Commissione ambiente al Senato dal relatore di maggioranza Franco Orsi (Pdl) "è un testo antistorico, antieuropeo ed antifederalista, un disegno di legge pericoloso, che propone una caccia senza limitazioni e senza controllo e che mina nelle fondamenta la legge 157".
"In materia di caccia il Popolo della Libertà - sottolinea Cenni - comincia nel peggiore dei modi, presentando un testo dal linguaggio antieuropeo ed antifederalista, che parla solo al fondamentalismo venatorio, ma non al Paese e al mondo della caccia responsabile".
"La lista delle 'assurdità' - continua la deputata Pd - contenute nel Disegno di legge è davvero lunga: si comincia dalla scomparsa dell'interesse della comunità nazionale nella tutela della fauna, che discende direttamente dalla Costituzione, e che rischia di andare a complicare ulteriormente i rapporti di competenza tra Stato e Regioni.
Troviamo antistorico e privo di buon senso dare la possibilità di iniziare a sparare a partire dai 16 anni; liberalizzare totalmente i richiami vivi; punire le Regioni che eccedono il 30% di territorio protetto e non quelle che sono ancora sotto il 20%; far sparire le specie "superprotette" e togliere, dopo la già avvenuta soppressione dell'Infs ad opera governo, all'Ispra il ruolo di organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province autonome, senza che tale compito sia riassegnato. La lista purtroppo potrebbe continuare a lungo".
"Nelle scorse settimane il Partito democratico - continua Susanna Cenni - ha esplicitato con chiarezza durante un seminario la propria posizione: "no" all'abbattimento dei principi che hanno tenuto assieme prelievo e tutela. Per riaffermare questa idea ci batteremo con forza in Parlamento e nel Paese. Mentre l'Italia - aggiunge Cenni - comincia a sentire gli effetti della grave crisi economica e finanziaria che sta attanagliando il mondo, il Pdl, ritiene che la priorità sia impegnare il Parlamento su proposte di questa natura. Proposte che non solo non aiuteranno a favorire una forma responsabile di caccia, ma porranno le basi per un modello medievale di caccia esclusiva, che ignora le regole e i principi di tutela, e, soprattutto, contribuiranno a produrre un ulteriore baratro tra la sensibilità della società italiana e l'esercizio venatorio".
"Oggi - dice la responsabile caccia e fauna del governo ombra - sono altre le priorità da affrontare, a partire dalla sofferenza del mondo agricolo per i danni causati dagli ungulati, dalla necessità di un rapporto più trasparente tra Stato e Regioni e da una più stretta relazione tra scienza e programmazione venatoria. Su questi punti, tra l'altro, è stato già avviato un lavoro di ascolto in Commissione agricoltura della Camera che potrebbe produrre proposte importanti e magari unitarie".
"Ma soprattutto - conclude Cenni - sono ben altre le priorità degli italiani e del Parlamento, che passerà dalla raffica di decreti del governo senza possibilità di modifica alcuna, al pasticcio venatorio del senatore Orsi".