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Fucili artigianali e bracconaggio

Un ventunenne finisce in manette: deteneva un fucile artigianale da caccia perfettamente funzionante e del tutto illegale, probabilmente utilizzato per la caccia di frodo (20/02/10)

Due tubi d'acciaio, un calcio dello stesso materiale ma colorato con vernice rossa e saldato alla bella meglio, un percussore e la capacità di esplodere cartucce calibro dodici. Un fucile a tutti gli effetti, che ha messo nei guai un giovane di Iglesias, Riccardo Siddi di 21 anni, arrestato dai carabinieri della Compagnia di Iglesias con l'accusa di detenzione di arma clandestina.

Ieri mattina i militari hanno effettuato un perquisizione nella casa dell'uomo. Durante i controlli è stato ritrovato il fucile artigianale. Ulteriori accertamenti hanno consentito ai militari di appurare che l'arma è idonea all'utilizzo di cartucce calibro dodici. Dopo il ritrovamento il giovane è stato interrogato, ma non ha fornito alcuna spiegazione sulla provenienza del fucile ed è stato arrestato.

I militari hanno avviato le indagini per risalire all'artigiano che ha fabbricato l'arma, tra le altre cose utilizzata recentemente, forse per la caccia di frodo. Il modello è molto diffuso tra i bracconieri, più che altro per questioni pratiche.

L'arma infatti si può smontare rapidamente. Si riduce a due semplici tubi d'acciaio che pesano relativamente poco e si possono abbandonare facilmente. Tra l'altro le dimensioni sono molto ridotte. Il fucile sequestrato dai carabinieri di Iglesias è lungo poco meno di quaranta centimetri. In altri contesti è stato utilizzato anche per commettere omicidi e intimidazioni di stampo camorristico, in particolare in Campania dal clan dei Casalesi, come ha raccontato lo scrittore Roberto Saviano nel libro Gomorra.

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