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CFS: uccellatori… nella rete!

Brillanti operazioni del CFS di Forlì: un impegno che ci rincuora e dovrebbe fare scuola. Ancor auna volta i roccoli autorizzati dalle provincie si rivelano come centri di bracconaggio (30/11/08)

Una prima operazione  ha visto coinvolto nelle settimane scorse il CFS Forlì (Nipaf e CFS Predappio) che ha dato esecuzione a decreto di perquisizione e sequestro in roccolo autorizzato dalla Provincia di Forlì-Cesena a Cesena.

Il titolare del roccolo, durante le indagini che sono durate quasi un anno, è stato oggetto di intercettazioni video-ambientali autorizzate dalla procura ed è stato beccato a vendere le fascette che la provincia gli aveva ceduto allo scopo di marcare i richiami. Il soggetto vendeva fascette e certificava la vendita emettendo un falso foglio di cessione richiami vivi.

Il CFS ha proceduto al sequestro di alcuni uccelli e di tutte le fascette di identificazione presenti nonché dei registri delle cessioni. In più, nel centro di cattura sono stati rinvenuti fucile e munizioni non debitamente custodite, munizioni a palla non denunciate ed una canna di fucile non denunciata: il tutto è stato ovviamente sequestrato.

Il titolare del centro è stato denunciato per peculato, abuso d'ufficio, falso, omessa denuncia di parte di arma, omessa denuncia di munizioni a palla unica, omessa custodia di armi e munizioni. L’attività del centro di cattura è stata sospesa.

Non contenti di rovinare la giornata ai bracconieri, dopo poco tempo altro intervento congiunto CFS Bagno-Predappio-S.Piero a Bagno di Romagna sempre nella provincia di Forlì-Cesena. Un ex uccellatore che lavorava per la provincia ma ora non più autorizzato causa numerosi precedenti, continuava a uccellare illegalmente in un roccolo dismesso.

All’arrivo del CFS non aveva le reti tese e si è rifiutato di aprire la porta  in metallo del capanno minacciando gli uomini della Forestale i quali non si sono né arresi né fatti impressionare. Data la nutrita serie di precedenti, la chiara provenienza dall’interno del capanno di canti di uccelli che a nessun titolo l’uomo era autorizzato a detenere in quanto non cacciatore, non allevatore, non tenditore, il CFS ha semplicemente proceduto a chiamare un fabbro, nominarlo ausiliare di pg e fargli aprire la porta!

All’interno del capanno sono state rinvenute 7 reti da uccellagione, 4 tordi sassello con fascetta fasulla e amovibile, gabbiette vuote, mangimi e svariate fascette fasulle da apporre ai presicci. Nel cellulare foto di uccelli catturati nelle reti e foto del suo roccolo abusivo con reti tese. In tasca dell’uomo un tordo sassello morto.

Il bracconiere recidivo è stato denunciato per furto, resistenza a pubblico ufficiale, 468 cp, e varie violazioni della legge sulla caccia. Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro, compresa la moto che aveva utilizzato per raggiungere il posto la quale non aveva nè targa né assicurazione.

Visti i precedenti, come le altre volte, basterà aspettare un poco per ribeccarlo.

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