Si è tenuta stamane l’audizione di alcune associazioni animaliste da parte del Comitato ristretto della XIII Commissione Ambiente/Territorio del Senato per l’esame di una diecina di disegni di legge sulla caccia presentati a Palazzo Madama, che in grande maggioranza stravolgerebbero l’attuale disciplina in senso estremamente permissivo (27/11/08)
Il prof. Carlo Consiglio, presidente della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia, ONLUS) ha innanzi tutto chiesto l’abolizione della caccia, attività non più compatibile con le moderne conoscenze scientifiche sulla sofferenza degli animali e contraria ai sentimenti di almeno il 72% degli italiani, in base a recenti sondaggi.
In via subordinata ha chiesto la modifica della vigente legge sulla caccia (n. 157 del 1992):
- aumentando la percentuale di territorio protetto al 40%,
- vietando la munizione di piombo nelle zone umide in esecuzione del trattato AEWA sulla tutela dei migratori acquatici,
- fissando una grandezza massima di 15.000 ettari per gli ambiti territoriali di caccia,
- consentendo al proprietario o al conduttore di un fondo di vietare la caccia sul proprio terreno mediante semplice tabellazione,
- vietando l’allevamento del cinghiale
- vietando la caccia nelle aree dellea Rete Natura 2000 individuate ai sensi delle direttive comunitarie per la protezione della fauna.
Per quanto riguarda i vari disegni di legge all’esame del Senato, il prof. Consiglio ha espresso opposizione all’inserimento di altre specie nell’elenco di quelle cacciabili, perchè vietate dalla direttiva sulla conservazione degli uccelli o per oggettivi problemi di conservazione nei restanti.
Ferma contrarietà della LAC al prolungamento della stagione di caccia oltre il 31 gennaio, che porterebbe ad uccidere solo dei riproduttori, con gravissimo danno per la conservazione delle specie; un netto NO alla depenalizzazione dei reati di bracconaggio; all’autorizzazione alla caccia da appostamento fino ad un’ora dopo il tramonto, con grave rischio che a causa del buio vengano uccisi esemplari di specie protette; alla mobilità dei cacciatori su tutto il territorio nazionale; ai fucili a più di due colpi, vietati dalla citata direttiva; alla sanatoria per detenzione di richiami vietati; alla riduzione del divieto di caccia sui valichi montani.
La LAC continuerà a battersi contro la caccia per difendere sia gli animali selvatici che i loro habitat.
(fonte: Ufficio Stampa - Lega Abolizione Caccia)