Vengono al pettine anche per la pesca i nodi legati alle procedure di infrazione in cui l’Italia è incappata negli scorsi anni (24/11/08)
Quattro in particolare, dal 1992 al 2007 riguardano il settore ittico, giunte oggi a diversi stati di avanzamento: una, del 2001, sulla mancata comunicazione dei dati relativi alla pesca, si è tradotta in una sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (2001/2118) mentre tre procedure di infrazione sono ancora pendenti: quella del 1992 per i controlli sulle spadare, in stato di ricorso alla Corte di Giustizia da parte dell’Italia; quella del 2004 per inadempimenti sul controllo satellitare, e l’ultima, del 2007, per lo sforamento delle quote tonno.
Ne deriva l’obbligo per il Governo italiano di adeguare le normative vigenti, obbligo assolto con l’emanazione del Decreto legge 8 aprile 2008 n. 59. Vengono introdotte nuove multe: la sanzione da 2.000 a 12.000 euro per manomissioni o alterazioni degli apparecchi blue box per il controllo satellitare; di pari importo, la multa per violazioni delle norme relative ai piani di ricostituzione di specie ittiche; da 500 a 3.000 euro si pagheranno invece per irregolarità nelle dichiarazioni delle catture e degli sbarchi, sanzione triplicata nel caso di specie sensibili. Introdotta anche una sanzione pecuniaria da 2.000 a 6.000 euro per la vendita di prodotto catturato a scopo ricreativo e di pesca sportiva.
Tra le altre modifiche introdotte ai decreti legislativi 153 e 154 del 2004 e della legge 963/65 sulla pesca marittima figurano: per le taglie minime, obbligo di rigetto in mare per esemplari di dimensioni inferiori alla taglia minima, di cui è introdotto divieto di somministrazione, oltre che di commercializzazione, insieme a quella delle specie di cui è vietata la cattura, come i datteri, con la sospensione dell’esercizio commerciale da 5 a 10 giorni; per gli attrezzi, oltre al divieto di utilizzo, anche divieto di detenzione a bordo di attrezzi non consentiti e distruzione degli attrezzi confiscati, con spese a carico del contravventore; sospensione della licenza da 10 a 30 giorni in aggiunta alle altre pene amministrative accessorie in caso di recidiva delle violazioni alle norme di tutela delle risorse.
Aumentati gli importi di sanzioni già previste: passa da 1.000 euro a 6.000 la sanzione per tempi, zone e metodi di pesca non consentiti, (prima da 1 a 6 milioni di lire), da 1.000 euro a 3.000 per mancata iscrizione nel registro di pescatori marittimi (prima da 500 mila lire a 3 milioni), da 1.000 a 3.000 euro per pescasportiva e subacquea irregolare (prima da 1 a 3 milioni di lire); da 500 a 2.000 euro per cessione irregolare di fucile subacqueo (prima da 500 mila a 3 milioni), da 2 mila a 6 mila euro per ostacolo alle ispezioni (prima a 200 mila a 1,2 milioni di lire).