Bookmark and Share

Abruzzo: la Regione tardivamente esegue l'ordinanza del TAR

La giunta ha varato la quarta versione del calendario venatorio. Per decine di specie diminuiscono i giorni di caccia in Abruzzo perché la Regione si è dovuta finalmente adeguare per i periodi di caccia all'ordinanza di sospensiva del TAR di L'Aquila a cui si erano rivolti Animalisti Italiani, LAC e WWF (19/12/11)

La Giunta Regionale, peraltro con gravissimo ritardo rispetto alla prima ordinanza di sospensiva del TAR, si è vista costretta a varare una quarta versione del calendario venatorio il 28 novembre scorso. Non deve sfuggire che la Regione aveva cercato sostanzialmente di eludere l'ordinanza del TAR pubblicando una scarna lettera del suo dirigente del tutto insufficiente a recepire le indicazioni della magistratura amministrativa. A nulla erano valse due diffide delle associazioni che poi si sono dovute rivolgere di nuovo al TAR di L'Aquila con un ricorso urgente "per ottemperanza" (cioè si chiedeva al TAR di commissariare la Regione per far rispettare la sospensiva!).

A quel punto, pochi giorni prima dell'udienza, la Regione, messa all'angolo, ha dovuto cedere su molti dei punti della sospensiva e in particolare sul cuore del calendario venatorio, i periodi di caccia, gli orari di caccia e le forme di caccia. Alcune questioni sulla completezza del recepimento della sospensiva rimangono aperte e sono in via di valutazione da parte delle associazioni.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione per la caccia in Abruzzo. Basti pensare che con il nuovo calendario per la beccaccia la caccia si chiuderà il 31 dicembre e non il 19 gennaio come aveva previsto inizialmente la Regione, con ben 20 giorni in meno di pressione venatoria su questa specie. Giusto per far capire la portata del risultato, già nel 2009 il TAR di L'Aquila sul ricorso del WWF aveva stabilito questa data ma addirittura si era scomodato il consiglio regionale che aveva votato una leggina, su cui non era possibile il ricorso al TAR, per continuare a cacciare la beccaccia fino alla fine di gennaio. Nel 2010 tutto il calendario venatorio era stato approvato con legge regionale e vi era stata perciò l'impugnativa del Governo, il cui ricorso è stato discusso lo scorso 13 dicembre davanti alla Corte Costituzionale.

Tornando alla modifica del calendario venatorio, per le specie acquatiche (germano reale, folaga, gallinella d'acqua, alzavola, porciglione, fischione, codone, mestolone, marzaiola, moriglione, beccaccino, pavoncella, canapiglia e frullino) la caccia ora si chiuderà il 19 gennaio e non più il 30 gennaio. Per le tre specie di turdidi (cesena, tordo bottaccio e tordo sassello) la caccia ora si chiude il 9 gennaio mentre prima si chiudeva il 19 gennaio.

Per il fagiano la chiusura prevista per il 30 dicembre è stata anticipata al 30 novembre. Per la starna la Regione si è dovuta adeguare alle prescrizioni richieste dall'ISPRA, solo che lo ha fatto con questa quarta versione del calendario approvata il 28 novembre scorso, solo tre giorni prima della chiusura della caccia già  prevista per questa specie, quando il TAR aveva depositato la sospensiva il 27 ottobre!

Pertanto, grazie all'atteggiamento ostruzionistico dell'assessorato, per un mese questa specie è stata cacciata in forme non adeguate al parere dell'ISPRA e, quindi, non attuando l'ordinanza del TAR.  Altra novità  di non poco conto è la chiusura al 19 gennaio della caccia in forma vagante con l'ausilio del cane

(fonte: LAC Liguria)

Commenti

Tutela Fauna Copyright & Disclaimer