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Feste natalizie, pranzi e… bracconieri

Feste natalizie, pranzi e… bracconieri

Feste natalizie, pranzi e… bracconieri
Un aspetto tradizionale dell’imminente peirodo natalizio e’ quello delle libagioni. A casa propria, da parenti, amici, o magari «fuori porta», magari a gustare qualche specialita’ locale. Magari illegale: occhi aperti perche’ la protezione della fauna passa anche dal piatto (19/12/09)

Il tema sarebbe ampio, potendo spaziare dal delirio di una societa’ che soffre e si ammala per il troppo cibo (i bambini italiani sono i pia’ grassi d’Europa!) al delirio del consumo di certe pietanze. Inutile lamentarsi dell’estinzione del tonno o del pescespada se poi lo si mangia! Ogni nostro comportamento ha un impatto e dovrebbe essere valutato per le sue conseguenze per quanto piccole possano apparire.

Ma qui ci concentriamo su un altro aspetto. L’Italia ha una straordinaria tradizione culinaria che affonda le sue radici nella sria. Una storia che e’ stata fatta anche di fame e poverta’, dove ogni cosa commestibile era mangiata e addirittura celebrata. Compresa la fauna selvatica.

Sono quindi rimasti nella nostra tradizione molti piatti – dallo spiedo bresciano alle grive sarde alla polenta e osei del veneto all’istrice o ai ghiri in meridione – che oggi come oggi non sono certo giustificati dal bisogno di procurarsi del cibo ad ogni costo.

Al contrario, sono piatti che per essere realizzati devono necessariamente approvvigionarsi da bracconieri che dalla metodica e spietata distruzione della nostra fauna ricavano un reddito che li compensa lautamente dei pochi rischi che corrono.

Sta a i consumatori, con il poprio comportamento, dire un NO deciso a qualsiasi offerta di piatti sospetti. Non c’e’ tradizione che tenga : mangiarli equivale ad essere complici di un reato e a dare il nostro piccolo contributo alla distruzione di un patrimonio sempre piu’ fragile.

Ma si puo’ fare di piu’. Ad esempio segnalare alle autorita’ competenti il ristorante che offre questi piatti: quello che vi puo’ essere proposto in gran segreto come una leccornia e’ semplicemente illegale, deriva da una tradizione in cui si mangiava quello che c’era per mancanza di alternative e quindi non ha neanche alcun pregio gastronomico. E’ solo una prova di stupidita’, di desiderio di profitto (questi piatti costano sempre molto cari perche’ costituiti da «roba che scotta») ai danni dell acomunita’ e come tale merita di essere punita.

Vi alleghiamo un facsimile di modulo di denuncia: e’ lo strumento migliore che avete per colpire i veri mandanti di buona parte del bracconaggio, per dare il vostro contributo alla tutela del nostro patrimonio faunistico contro l’avidita’ di speculatori criminali.