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Caccia, le dieci giornate di Milano

Si sono svolte dieci giornate di delirio calibro 12 a Milano, con una patetica processione di politici a caccia di voti per le imminenti elezioni comunali a Milano. Mal gleiene incorse, ed è un motivo in più per festeggiare (01/06/11)

La paura fa 90, e così con l'avvicinarsi di elezioni amministrative di grande valenza politica, il Pdl non si è sottratto dal patetico pellegrinaggio al gerontocomio dell'asfittica caccia milanese. Il presidente della Provincia on.le Podestà, il vicesindaco sen. De Corato e il presidente regionale prof. Cavallari hanno entusiasticamente detto “sì” alle proposte di Rodolfo Grassi presidente FIDC.

Meno tasse ai pensionati, giorni liberi, cinofilia nei parchi. Promettere non costa nulla, specie prima delle elezioni, e a maggior ragione quando in tema di caccia non si ha la benché minima competenza, come nel caso del Comune. Che ci faceva quindi De Corato? Accattonava voti, ma questa volta non gli è riuscito di raggranellare neanche quelli delle doppiette milanesi.

Le descrizioni dell'evento da parte dei caciatori sono trionfalistiche. Una grande assise cacciatori – agricoltori nel Parco di Monza. La Milano della politica e del mondo agricolo dice sì alla Federcaccia che allarga le proposte alla Società civile con progetti e nuove alleanze. Bum! E con questo tono epico si prosegue:

E’ accaduto all’assemblea provinciale dei Federcacciatori Milano, Monza e Brianza, un vasto territorio che di recente ha mutato la geografia politica scindendosi in due province. Il presidente Rodolfo Grassi ed il Consiglio FIDC hanno messo a segno un altro importante risultato. I consensi sono giunti dall’onorevole Guido Podestà presidente della Provincia di Milano, dall’assessore milanese per caccia ed agricoltura Luca Agnelli, dal vicesindaco del capoluogo senatore Riccardo De Corato.

L’autorevole assenso di Monza è stato confermato dall’assessore all’Agricoltura e caccia Andrea Monti. Per gli agricoltori ha parlato il presidente della Coldiretti di Milano, Monza, Brianza e LodiCarlo Franciosi chiamato dalla FIDC a presiedere l’assemblea (ha ottenuto unanime consenso) e dicendosi convinto che occorre una sinergia fra mondo dell’agricoltura, della caccia e della Società civile.Applaudito per l’intervento propositivo ed essenziale il presidente regionale Federcaccia professor Mauro Cavallari. Testimoni numerosi giornalisti fra cui Renato Andreolassi caporedattore Rai, responsabile dei servizi politici in Lombardia e profondamente stimato per professionalità ed autorevolezza, Maurizio Donelli caporedattore del Corriere della Sera e responsabile delle pagine dei motori, Michele Focarete in rappresentanza della cronaca del Corriere della Sera, Cristiana Lodi inviata di Porta a Porta, Michele Cennamo inviato speciale di Avvenire ed in fineMirella Gritti direttore amministrativo dell’Ente nazionale della cinofilia italiana.

Lo scorso anno l’assemblea provinciale era stata caratterizzata dalla presenza di Mario Capanna, “antico” cacciatore ed amico di una natura che dev’essere una risorsa da salvaguardare, rinnovabile e tutelata da uno sviluppo compatibile.Rodolfo Grassi nella sua relazione ha rilanciato l’idea del sindacato del territorio con tutte le organizzazioni della Società civile e proposto per settembre una grande assise degli “Stati generali della caccia “ con i politici in veste di ascoltatori ed i cacciatori protagonisti nei loro progetti”ha sottolineato. Una richiesta che ha suscitato l’entusiasmo dei due assessori, Luca Agnelli ed Andrea Monti. Quest’ultimo si è detto disponibile ad ospitare l’incontro in un salone all’interno del grande Parco antistante l’autodromo e “che nacque- ha detto- come riserva di caccia reale”.

Nella sua relazione il presidente provinciale Rodolfo Grassi, giornalista, dopo aver ricordato Adelio Ponce de Leon– l’assemblea ha preferito un lungo applaudo al rituale minuto di silenzio – e sottolineato il ruolo guida dei cacciatori- ha tracciato un ritratto desolante e desolato della realtà venatoria in regione “ dove si delinea – ha detto- l’immagine di una Lombardia dell’ingiustizia nella caccia perché se a Milano abbiamo virtualmente neppur sette ettari ridotti a metà per strade, ferrovie e distanze di rispetto, a Mantova ne hanno dodici, a Pavia quasi trenta”. La Lombardia quindi “diventa il ritratto di una regione dell’ingiustizia, della sperequazione, dei poveri, in termini venatori, che sono destinati a diventare sempre più poveri ed avere meno terreno e pagare sempre di più non solo in euro ma anche in delusioni”. Il presidente ha poi difeso la passione del mondo venatorio aggiungendo che “la caccia è un miracolo di passione e partecipazione capace di suscitare scintille di orgoglio di fronte a quelle difficoltà che avrebbero fatto ammainare le bandiere a tante altre associazioni”.

Rodolfo Grassi ha poi chiesto un ricalcolo della superficie regionale, la riduzione ad almeno la metà della tassa regionale per chi abbia una pensione da lavoro subordinato, dieci giorni di caccia libera in tutti gli ambiti lombardi per chi abbia pagato la quota in uno, prove cinofile nei parchi e nelle oasi, riconoscimento dell’attività svolta dai “selettori” e da chi cattura predatori o selvatici invasivi, aumento della rappresentanza dei cacciatori negli ambiti, obbligo delle associazioni naturalistiche di designare loro rappresentanti che abbiano titoli necessari e non siano quindi solo attivisti anticaccia.In fine ha rilanciato la proposta del sindacato del territorio come punto di incontro della nostra vocazione ad essere operai della natura e nella natura, produttori di ecologia che significa salute.

Avviandosi a conclusione ha poi detto “ La caccia è una risorsa e mai un problema non è un’icona della storia ma guarda al futuro nella gestione della selvaggina, nella collaborazione con il mondo agricolo, nell’impiego del tempo libero, nell’universo dei cani e persino nella coltivazione dell’eterna illusione di ripercorre sentieri antichi col cuore al futuro”.

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