"Mi giungono mail dove viene asserito che Renzo Castagnola era un brav'uomo, amava i suoi cani come figli, era perseguitato, stava facendo cambiamenti al suo canile e..e..vogliamo continuare senza imparare dai fatti, senza riflettere e cercare di capire e..si continua a seminare odio e poi se si raccoglie tempesta allora non lo vogliamo accettare, non è accettabile ma è andata così, a volte la realtà trascende l'immaginazione.
Non deve succedere, oggi 3 famiglie piangono, si è aggiunto odio nell'odio a causa di un concetto diversamente visto da due culture contrapposte, una animalista e progressista e una rurale, contadina e conservatrice. Due facce di gente cresciuta in due ambienti diversi, due mondi che non vogliono parlare tra loro, e che nemmeno vengono aiutati dalla cultura, dalla società, dalla politica e dalla stampa a parlare tra loro.
E i cani nel nome dei quali è successo quello che non deve succedere, nel nome di un loro presunto benessere diversamente interpretato, sono destinati a finire in un canile 4×4 mq. vitto e cuccia.
Ma loro sono cani sportivi, nati e selezionati per correre un giorno intero, così li abbiamo voluti e formati in un passato dove stanno le nostre radici, forse per loro non è così importante avere mezzo metro di catena in più e una cuccia più spaziosa ma poter disporre di terreno da battere, fiutare, inseguire e scagnare, cosa che hanno fatto fino all'altro giorno e non faranno più assieme ad un uomo cacciatore che parlava con loro, che con loro condivideva la fatica, i rischi ed il piacere di predare.
E' stato un gesto estremo, inaccettabile ma che urla un messaggio, il profondo amore che lega il cacciatore al proprio ausiliare e una ben diversa interpretazione del loro benessere, che deriva da una cultura che vogliamo dimenticare ma che era quella dei nostri padri e nonni. Forse è venuto il giorno di fare la pace, di parlare, di isolare gli estremismi, di comprendere che la soluzione di un problema vecchio come il mondo, il rapporto tra l'uomo e gli animali, non si risolve salvaguardando questa o quella specie solo perché sinantropa o simpatica, che umanizzare un animale non è detto sia benessere, è solo il risultato di un adattamento di quella specie ad una condizione che gli imponiamo.
Comprendere un animale per il momento è sola e pura presunzione di una specie animale, la nostra che si definisce sapiens ma che quando pensa ed agisce come un animale viene definita pazza. Io sono G.D., veterinario."