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Pesca e uccelli marini in Europa

Oltre che a desertificare i nostri mari, la pesca in Europa dà un importante contributo alla messa a rischio della sopravvivenza di molte specie di uccelli marini. Le soluzioni sono a portata di mano ma l'arretratezza culturale dell'industria della pesca europea ne limita l'applicazione. BirdLife fa sette proposte concrete per fermare la strage (25/07/10)

Negli ultimi 10 anni si stima che siano stati oltre 2 milioni gli uccelli marini morti a causa della pesca esercitata dai pescherecci europei. Una strage che deve finire, hanno dichiarato BirdLife International e la Royal Society for the Protection of Birds in occasione della raccolta di firme per una petizione da presentare al Commissario europeo per la pesca, Maria.

Moltissimi animali finiscono vittime dei palangari (o palamiti), catturate dalle reti a strascico o affogate in tramagli e spesso appartengono a specie a grave rischio di estinzione, come la Berta delle Baleari (Puffinus mauretanicus). A livello globale le attività di pesca stanno mietendo vittime alate come non mai tanto è vero che la pesca è uno dei principali responsabili del fatto che le specie di avifauna marine sono tra quelle in calo più rapido.

Sono 10 anni che la Commissione europea promette di intervenire per porre fine a questa strage, ma sinora non si è registrato alcun impegno concreto ed efficace. La potentissima lobby della pesca fa  il bello e il cattivo tempo anche a Bruxelles, come prova la cronica incapacità europea di regolamentare la pesca stessa limitandosi ad interventi palliativi, insufficienti e ampiamente in ritardo rispetto all'emergenza dei problemi.

Non stupisce quindi che i pescatori facciano muro opponendosi a qualsiasi “vincolo” ne limiti la tendenza devastatrice in nome della redditività di breve periodo. Benchè esistano soluzioni a basso costo al problema dell'uccisione involontaria di uccelli marini attraverso gli strumenti della pesca, l'industria è arroccata in un no deciso che paralizza qualsiasi progetto. Una posizione poco invidiabile che lascia la pesca europea nella sua tradizionale arretratezza ambientale rispetto a quella di altri paesi che ha preso atto del problema e implementato soluzioni adeguate.

BirdLife International e RSPB invitano l'Unione europea a introdurre senza perdere ulteriore tempo un serio Piano di Azione per la protezione degli uccelli marini che recepisca le indicazioni e le buone pratiche raccomandate dalla FAO.

Il piano proposto da BirdLife International prevede sette punti:

  • assicurazione che il Piano copra tutte le attività di pesca rilevanti, per zona e tipologia, includendo tutte le navi europee che pescano dentro e fuori le acque territoriali europee;
  • azioni di emergenza per la tutela delle specie a maggior rischio, in particolare per Berta delle Baleari (Puffinus mauretanicus)., Berta maggiore (Calonectris diomedea) e la specie quasi a rischio di estinzione Berta minore mediterranea  (Puffinus yelkouan) introduzione di un livello minimo di misure adeguate al contenim,ento delle catture accidentali di uccelli marini nelle aree dove maggiore è il rischio di interazione tra specie di uccelli marini e attività di pesca;
  • richiesta ai paesi membri di raccogliere le informazioni relative alle catture accidentali di avifauna da parte di pescatori attraverso la presenza sul 10% dei vascelli di osservatori;
  • finanziamento di ricerche e studi per la messa a punto di adeguate misure di mitigazione degli effetti collaterali della pesca;
  • accrescimento della sensibilizzazione dell'industria della pesca sul problema e formazione di osservatori;
  • creazione di una piattaforma per la collaborazione tra scienziati, l'industria della pesca, i governi e le associazioni per la tutela della fauna per l'implementazione e il miglioramento del Piano di Azione.

L'adozione delle misure di mitigazione non solo non rappresenta un particolare onere per l'industria, ma presenta dei vantaggi oggettivi, quali il risparmio di esche e la possibilità di aumentare le catture delle specie target anzichè di uccelli “inutili” ai fini del commercio.

BirdLife ha identificato i punti caldi dove maggiore è l'impatto della pesca sulla conservazione degli uccelli marini: si tratta in particolare il Mediterraneo per il palangari e il Baltico per le reti a tramaglio. Le norme dovrebbero applicarsi anche alle flotte europee che pescano in acque internazionali, come le navi spagnole che pescano tonni e pesce spada nell'Atlantico meridionale, nell'Oceano Indiano e in quello Pacifico.

Firma la petizione http://www.birdlife.org/eu/EU_policy/Fisheries_Marine/seabird_pledge.html

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