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Pesca
L'orrore ecologico degli allevamenti di salmone in Cile

L'orrore ecologico degli allevamenti di salmone in Cile

Non potete vivere senza il sushi o il salmone affumicato? Pensate che essendo il salmone quasi sempre di allevamento non ponga alcun problema di conservazione? Bene, leggetevi questo articolo...

L'orrore ecologico degli allevamenti di salmone in Cile

Una scoperta casuale effettuata da scienziati tedeschi impegnati nello studio della comunicazione acustica tra le balene mostra l'enorme portata della minaccia rappresentata dagli allevamenti industriali di salmoni in Cile: inquinamento chimico, acustico e diffusione di malattie: un danno potenzialmente devastante in un ambiente che si credeva incontaminato (25/06/11)

Con esportazioni del valore di due miliardi di dollari l'anno, il Cile è uno dei principali produttori mondiali si salmone. Gli impianti di acquacoltura su vastissima scala sono per lo più localizzati nella zona dei fiordi nella provincia di Aysén in Patagonia con effetti devastanti sull'ambiente: essendo il salmone atlantico che viene allevato una specie non autoctona in Cile, le malattie che ha portato con sé stanno ponendo notevoli problemi così come il pesante utilizzo di farmaci (in particolare antibiotici ma anche pesticidi per tenere sotto controllo certi parassiti) all'interno degli allevamenti per cercare di tenere sotto controllo le malattie che in vasche ristrette e super affollate rischiano di esplodere in ogni momento con danni devastanti.

Una "fattoria di salmoni" in CileNegli ultimi anni il virus dell'ISA (anemia infettiva del salmone), che provoca per l'appunto anemia e morte, ha costretto molti allevatori a chiudere i propri impianti nel Cile settentrionale, spostandosi molto più a sud. “Gli impianti di acquacoltura si stanno espandendo sempre più a sud” ha riportato  Heike Vester dell'istituto di ricerca norvegese Ocean Sounds “ma poiché è una zona estremamente impervia la scala complessiva del loro impatto è apprezzabile solo dal mare”.

Il materiale fotografico raccolto da Vester mostra la minaccia sostanziale per le popolazioni di leoni marini che vivono nella zona e che finiscono intrappolati dalle reti protettive che circondano gli impianti di acquacoltura. In questi casi o muoiono annegati o, nel caso riescano a liberarsi, restano più o meno imprigionati da pezzi di rete che possono causarne la morte in un periodo successivo.

Le “fattorie di salmoni” che sono in mare aperto hanno altri effetti negativi. La grande quantità di cibo e le feci prodotte da questa straordinaria concentrazione di animali galleggiano nell'acqua del mare circostante, inquinandolo.

La lavorazione industriale del salmoneInoltre le navi che riforniscono gli allevamenti di quanto necessario e i generatori che producono l'energia necessaria a mantenere in esercizio gli impianti generano un forte rumore subacqueo costante che tiene a distanza i mammiferi marini rappresentando un gravissimo inquinamento sonoro. Tra questi la Balenottera azzurra (Balaenoptera musculus), la Megattera (Megaptera novaeangliae), Balenottera boreale (Balaenoptera borealis), Lagenorinco australe (Lagenorhynchus australis, un piccolo delfino che vive nelle acque intorno alla Terra del Fuoco) e Cefalorinco eutropia (Cephalorhynchus eutropia  un piccolo delfino di circa 170 cm di lunghezza, con una testa arrotondata che si trova solamente al largo delle coste del Cile, in cui è noto comunemente con il nome di Tunina). I ricercatori del Max Planck Institute for Dynamics and Self-Organisation hanno scoperto che questo inquinamento interferisce pesantemente coi sistemi di comunicazione dei cetacei  nei fiordi e nei canali dove hanno sempre trovato rifugio e territori di caccia.

Nessuno inoltre si pone il problema, in queste zone remote e prive di qualsiasi controllo (e forse di apposita legislazione!) di disporre dei salmoni morti per malattia in maniera adeguata: “Di solito sono raccolti in sacchi di plastica e gettati in mare” spiega Vester, che ampiamente documentato con immagini questa pratica. “In questo modo il virus che ha provocato la morte del salmone entra nell'intero ecosistema e al momento non è possibile quantificare con precisione quale sia l'impatto di questo vero e proprio crimine ambientale”.