Sea Shepherd, in collaborazione con la Brigitte Bardot Foundation, ha testato un sistema subacqueo che consente di deviare i branchi migratori di globicefali fuori dalla portata dei cacciatori delle isole Faeroe. Un eseprimento che potrebbe allargarsi in futuro, ma del quale indagare le possibili conseguenze (26/08/10)
Nelle ultime settimane Sea Shepherd Conservation Society e’ stata presente nelle isole Faeroe nell’ambito di un progetto in collaborazione con la Brigitte Bardot Foundation per opporsi al tradizionale massacro di globicefali operato alle Faeroe.
Forse addirittura peggiore del bagno di sangue di Taiji, in Giappone, questa barbarie e’ un’aperta violazione della Convenzione di Berna a cui la Danimarca, di cui le Faeroe sono un protettorato, e’ firmataria.
Dalla nave «Golfo Azzurro», gli uomini di Sea Shepherd e della Brigitte Bardot Foundation hanno raccolto ulteriore evidenza sulla strage e installato dei sistemi acustici sperimentali subacquei per tenere i globicefali lontani dalla costa delle isole.
L’attivita’ e’ rimasta segreta sino a quando la stampa delle Faeroe ha iniziato a divulgare notizie di branchi di globicefali inspiegabilmente allontanatisi a causa di suoni sottomarini. A quanto pare il sistema funziona, e nei progetti delle due associazioni c’e’ la volonta’ di estenderne l’utilizzo nel prossimo futuro.
Alle Faeroe e’ tradizione massacrare interi branchi di globicefali che vengono fatti spiaggiare e quindi massacrati con mazze e coltelli sino all’ultimo individuo. Per gli indigeni questo e’ “The Grind” (in inglese «lavoro lungo, pesante e monotono») ed e’ un dono di Dio (chissa’ perche’ quando c’e’ un bagno di sangue di vittime innocenti di solito c’e’ qualche Dio di mezzo…). Per altri – noi compresi – un insensato atto di sadismo, un’orgia di sangue degna del piu’ cupo medioevo.
Questi sistemi acustici possono essere lasciati in loco e funzionare per lunghi periodi a batteria, creando quindi una barriera che impedisce l’avvicinamento dei globicefali a alle mortali coste.
La marina danese si e’ limitata a tenere sotto osservazione la «Golfo Azzurro» ma non gli e’ stata fornita alcuna scusa per intervenire direttamente a bordo.
L’unica domanda che è legittimo porsi, al di la’ dell’indiscutibile utilita’ di sottrarre i globicefali a tale demenziale mattanza, è quali possano essere gli effetti di tale sistema sulle rotte migratorie. Sarebbe opportuno verificare che, nel tentativo di sottrarli a questa carneficina, si creino ai globicefali problemi magari anche piu’ gravi.