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Rhino wars: il Sud Africa schiera l’esercito al Kruger

A fronte della gravissima impennata del bracconaggio nel più importante parco nazionale sudafricano, il Kruger, si schiera l’esercito. Ormai é guerra tra bande internazionali di bracconieri militarizzati e truppe regolari. I metodi forti sembrano funzionare per il momento, ma tappare la falla al Kruger serve a poco finché persiste la forte domanda di corna di rinoceronte in Asia, Cina e Vietnam in particolare (03/08/11)

Con 193 rinoceronti uccisi in Sud Africa dai bracconieri nei primi sei mesi del 2011 – rispetto ai 13 di tutto il 2007 (vedi articolo di TutelaFauna) si é raggiunta una soglia tale di allarme che dal mese di aprile i soldati del Sud Africa sono stati dispiegati nel Kruger National Park per controllare il confine col Mozambico da dove bracconieri pesantemente armati e altamente organizzati partono per perpetrare il massacro di rinoceronti per alimentare il mercato nero asiatico di un «ingrediente» della medicina tradizionale.

"Non è solo il bracconiere a caccia di carne, o con trappole, lancia, frecce o un fucile da caccia", spiega Ken Maggs, un investigatore sui reati ambientali nel parco. "Arrivano in bande pronte a combattere con tattiche paramilitari, occhiali per la visione notturna, armi automatiche da guerra e in un caso addirittura con granate. »

Le pattuglie dell'esercito sono la prima linea di difesa. Lavorano in collegamento coi ranger del parco, si muovono attraverso la macchia nelle prime ore del mattino, allerta per la minaccia sia dei predatori che dei cacciatori di frodo che rappresentano una minaccia decisamente più mortale e in diverse occasioni non hanno esitato ad aprire il fuoco contro le pattuglie.

E mal gliene incorse. Quindici bracconieri sono stati uccisi in sparatorie nel Kruger, nove feriti e 64 arrestati. Il deterrente costituito dal pugno di ferro dell’esercito sembra funzionare.

Marzo 2011 è stato il mese più letale per i rinoceronti nella storia del Kruger, con 40 animali uccisi. Dal momento che il dispiegamento dell'esercito, il numero è costantemente sceso: 30 nel mese di aprile, 15 a maggio e solo due nel mese di giugno.

É il primo, e ancora cauto, segnale di miglioramento rispetto al 2007, quando «solo» 13 rinoceronti erano stati bracconati in Sud Africa - rispetto ai 333 del 2010.
 
Ma il successo nel parco risolverà solo una parte del problema. Con la crescente domanda di corna di rinoceronte da parte dei «nuovi ricchi» in Asia, in particolare Cina e Vietnam, per curare tutto, dalla epistassi di febbri, nessun luogo é sicuro per questo magnifico pachiderma.

"La recente crisi è stata attribuita a un aumento della domanda in Vietnam, dove é stato lanciato un nuovo uso del corno di rinoceronte come trattamento per il cancro", ha detto Alona Rivord, portavoce del gruppo ambientalista WWF. Proprietà terapeutica interessante per un ciuffo di peli…

I corni di rinoceronte sono fatti di cheratina, come unghie umane, e non hanno alcun valore medicinale scientificamente provato, ma questo non serve per frenare la domanda del mercato nero. La Cina ha messo al bando l'uso di corni di rinoceronti in medicina, ma l'applicazione della legge è lassista, denunciano le associazioni ambientaliste.

I prezzi elevati in Asia hanno portato a un problema aggiuntivo. Dato che con apposita autorizzazione é possibile cacciare il rinoceronte in Sud Africa, la relativa documentazione viene falsificata per esportare corna di rinoceronte che finiscono sul mercato nero. A dimostrazione di come aprire la porticina dello «sfruttamento minimo legale» della caccia, di fatto spalanchi la saracinesca del bracconaggio: un caso esemplare da ricordare a chi vorrebbe riaprire il commercio legale dell’avorio a partire da paesi con sistemi di vigilanza e pubbliche amministrazioni che sono un colabrodo di corruzione, inefficienza, disorganizzazione e mancanza di mezzi.

Secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, i Rinoceronti neri (Diceros bicornis) sono in pericolo critico di estinzione con solo 4.838 esemplari nel mondo.

I Rinoceronti bianchi (Ceratotherium simum) sono più numerosi, con 17.480. Questi sono cacciati legalmente in Sud Africa, con un permesso che costa solo 50 rand (5 euro), ha detto Rynette Coetzee, funzionaria esecutiva del programma per la politica di conservazione dell’Endangered Wildlife Trust.

Ogni cacciatore è autorizzato ad uccidere “solo” un rinoceronte ogni anno, ma la polizia ha arrestato all'inizio del mese nazionale tailandese Chumlong Lemtongthai, accusandolo di lavorare con un’associazione a delinquere che aveva contrabbandato 40 corni ottenuti con licenze di caccia legali.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il tailandese aveva pagato amici e persino prostitute per farsi intestare un permesso di caccia e ha lavorato con un commerciante sudafricano di fauna selvatica che acquistava all’asta rinoceronti per ucciderli subito dopo il loro arrivo nella sua fattoria.

Chumlong vendeva poi i corni per 55 mila dollari al chilo: letteralmente valgono tanto oro quanto pesano!

Secondo Maggs la corruzione all'interno del business della fauna selvatica è diffusissima: si tratta dei cosiddetti "colletti kaki" – commercianti di fauna, cacciatori professionisti, veterinari, proprietari di riserve, guardiacaccia – che sacrificano volentieri questi straordinari animali per i fotyi guadagni che possono garantire nel brevissimo periodo. Una conferma di questa attività è arrivata con l’arresto di un ranger del Kruger per connessione con bracconaggio.

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