Bookmark and Share

Parlamento europeo: linea dura contro il Canada per la caccia alle foche

L'Europa ha opportunamente bandito l'importazione dei prodotti derivati dalle foche massacrate in Canada e queso paese intende ora ricorrere all'Organizzazione Mondiale del Commercio per ripristinare il commercio di questa barbarie. In tutta risposta il Parlamento Europeo ha approvato una dura mozione che minaccia la sospensione di un importante trattato commerciale nel caso in cui il Canada non ritiri tale richiesta (13/06/11)

Il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza, nella seduta dell'8 giugno, la Risoluzione n. 344 che prevede non venga ratificato l’Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA) tra Unione Europea e Canada se, tra le altre richieste avanzate dal Parlamento UE, il Canada non ritirerà anche il ricorso presentato lo scorso mese di febbraio presso il WTO contro il bando europeo al commercio di prodotti di foca.

Il CETA è l’accordo commerciale più completo mai negoziato, comprendente capitoli sul commercio ma anche sugli investimenti e sui diritti di proprietà intellettuale, e, se ratificato, porterà nelle casse del governo canadese oltre 8 miliardi di euro entro il 2014, soprattutto considerando il fatto che l’Unione Europea è il secondo maggiore partner commerciale del Canada e che il Canada è attualmente, in ordine di importanza, l’undicesimo partner commerciale dell’Unione.

Tuttavia il Parlamento ha sollevato alcune preoccupazioni tra cui il conflitto relativo al divieto di importare e commercializzare nell’Unione Europea prodotti di foca e per il quale, al fine di non ostacolare i negoziati CETA, pretende una soluzione amichevole. Il Parlamento ha così invitato la Commissione Europea a mantenere una posizione salda in favore delle disposizioni dell’attuale Regolamento CE 1007/2009 ed ha sollecitato il Canada a ritirare il ricorso presentato al WTO prima che il Parlamento voti la ratifica dell’accordo CETA.

Il Parlamento europeo, grazie ai maggiori poteri conferiti con il Trattato di Lisbona, ha infatti il potere di rifiutare qualsiasi accordo di libero scambio negoziato tra le due parti.

Il governo canadese che sino ad oggi ha difeso ostinatamente una pratica aberrante come è la caccia delle foche dovrà ora prendere l’unica decisione possibile: ritirare il ricorso contro il bando europeo – dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV Campagne Pellicce L’Unione Europea, con le sue Istituzioni che rappresentano la volontà di 500 milioni di cittadini, si è espressa ancora una volta in favore della necessità di mettere al bando la caccia alle foche. E’ inaccettabile che il Canada possa anche solamente pensare di ottenere favori economici e commerciali da una parte, mentre dall’altra contesta i valori morali del popolo europeo che stanno alla base di questo bando”.

Anche l'IFAW (International Fund for Aniumal Welfare)  una delle maggiori organizzazioni ambientaliste mondiali - ha chiesto al governo canadese il ritiro del ricorso. "Il Canada dee rispettare il diritto degli Europei di dire NO a questa crudele ed inutile industria. Per proteggere una attività economica senza futuro il Canada sta mettendo in pericolo un accordo commerciale del valore di miliardi di dollari."

L'IFAW ha appena reso disponibile un video sul massacro di foche nella stagione 2011 (vedi homepage di TutelaFauna o questo link) che dimostra coòe i cacciatori non siano controllati e se ne infischino delle norme previste dalla Marine Mammal Regulation.

Quella del 2011, pur nei suoi numeri esorbitanti è stata una caccia assai limitata. Meno di 50 barche hanno partecipato uccidendo "solo" 38.000 foche per un valore commerciale di 750.000 dollari canadesi (poco più di 500.0000 euro). Il video conferma che sia i cacciatori che il governo canadese si ostinino ad ignorare non solo l'orrore espresso a liovello mondiale relativamente alle modalità barbariche di uccisione delle foche ma anche le poche regole esistenti.

"Molti cacciatori non fanno uan piega per almeno far sembrare di rispettare queste regole, anche se sanno di essere sotto osservazione e filmati" ha osservato Sheryl Fink, Direttore del Programma Foche dell'IFAW.

I contenuti del video, molto forti, rafforzano la convinzione dell'IFAW che il bando di tale barbarie sia non solo giustificato, ma assolutamente indispensabile. Questi esempi di crudeltà sono la ragione principale er cui l'Unione eruopea ha posto un bando sull'importazione di prodotti derivati dalle foche.

Commenti

Tutela Fauna Copyright & Disclaimer