Le drammatiche immagini di un vero e proprio bagno di sangue hanno fatto il giro del mondo, scandalizzando e innescando spesso reazioni insensate (19/12/08)
E’ stata una di quelle « catene dell’orrore » che ogni tanto si scatenano su Internet. Una rassegna di foto agghiaccianti dove il mare delle isole Faroe si tinge di rosso per una formidabile strage di «delfini». In realta’ si tratta di Globicefali (Globicephala melas) ma e’ ovvio che questo dettaglio non sposta il problema.
Una delle reazioni e’ stata quella di bombardare la Danimarca di e-mail scandalizzate, dimenticandosi – come nel frattempo cercavano di far pacatamente capire i danesi stessi – che su queste faccende le Faroe son del tutto indipendenti ed e’ un po’ come scrivere alla Regina di Inghilterra per far chiudere la caccia alle foche in Canada…
Al contrario, questa campagna che circola in rete da diversi anni e gia’ in passato ha avuto dei picchi di notorieta’, ha assunto spesso la connotazione di una guerra culturale. Da una parte un mondo scandalizzato che grida «assassini, assassini», dall’altra gli indigeni delle Faroe che si sono arroccati a difendere la loro «identita’ culturale».
Questo ci deprime innanzitutto per i Globicefali, in secondo luogo perche’ sempre piu’ spesso qualsiasi barbarie viene giustificata sulla base della «tradizione», che siano i Globicefali delle Faroe, le balene per i giapponesi, gli archetti dei bresciani o le fucilare dei maltesi. La cultura, se in questo caso di cultura si puo’ ragionevolmente parlare, si evolve nel tempo, altrimenti saremmo ancora degli ominidi che stentano a camminare eretti. Curioso che qualcuno ostinatamente neghi la dimensione dinamica della cultura, pensando che questa consista semplicemente nell’ancorarsi al passato.
Se "cultura" e' in qualche modo imparentata a "intelligenza", questa e' la miglior prova che non stiamo parlando di cultura, perche' qui lintelligenza e' la grande assente.
Aggiungiamo qualche elemento. Alcune voci dicono che la strage di Globicefali (poco meno di un migliaio ogni anno, in calo a causa – ma guarda che sorpresa – del calo della popolazione complessiva) e ‘ una sorta di «rito iniziatico» per i giovani. Non e’ vero, la strage e’ operata da maschietti adulti che da un pezzo hanno deciso cosa fare da grande e risolto il problema dell’acne.
La carne di Globicefalo e’ abitualmente consumata alla Faroe, luogo certamente affascinante ma anche sfigatissimo dove o si importa tutto o si prende quel che c’e’, Gloicefali compresi. Ma proprio qui sta il problema o una semplice applicazione della dantesca «legge del contrappasso». La carne dei Globicefali, che stanno ai vertici della catena alimentare e’ altamente contaminata PCB (policlorobifenili), metalli pesanti come piombo e mercurio e altre tossine.
E’ probabilmente da ascrivere al cosumo di questa carne sempre piu’ inquinata l’aumento dei casi di problemi dell’apprendimento che si registrano nelle generazioni piu’ giovani. Non e’ un caso che il 1 dicembre le utorita’ sanitarie delle Faroe hanno dichiarato che la carne di Globicefalo e’ inadatta al consumo umano a causa dell’eccessiva presenza di contaminanti.
Al di la’ di qualsiasi altra considerazione etica, che rischia di creare un muro contro muro da cui non si esce, e’ forse questo un punto tanto drammatico quanto essenziale. Che senso ha uccidere migliaia di animali la cui carne non puo’ essere mangiata perche’ troppo ricca di inquinanti a detta delle stesse autorita’ sanitarie nazionali?
Se qualcuno ha ancora voglia di esprimere la propria opinione, lo faccia almeno agli indirizzi giusti e non ai danesi. Per esempio al Primo Ministro o all’Ufficio del Turismo i cui indirizzi seguono :
Prime Minister's Office
Løgmansskrivstovan
Tinganes
P.O.Box 64
FO—110 Tórshavn
Tel: +298 351010
Fax: +298 351015
E-mail: info@tinganes.fo
Faroe Islands Tourist Board
Samvit—Faroe Islands Enterprise
Bryggjubakki 12
P.O. Box 118, FO-110 Torshavn, FAROE ISLANDS
E-mail: tourist@tourist.fo