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Il gatto nella spazzatura: la colpevole fa ammenda

“E’ stato un raptus, pensavo fosse una cosa divertente!”. Cosi’ si giustifica la quarantacinquenne con la capacita’ di giudizio di un bambino di tre anni che ha fatto giustamente scandalo venendo filmata mentre prima coccola un gatto e poi lo infila in un bidone della spazzatura, chiudendo il coperchio. Dopo 15 ore di prigionia il gatto è stato liberato dai proprietari, ma poteva finire nel camion della nettezza urbana e da qui chissa’ dove (25/08/10)

"Non capisco tutto questo baccano, in fondo è solo un gatto". Se Mary Bale (nella foto) un donnone con la facciotta un po’ da fessa, voleva farsi ancora un po’ di cattiva’ pubblicita’ presso gli amanti degli animali e le persone con un minimo di senso civile, con questa frase ci è riuscita benissimo.

L’episodio è ormai noto in tutto il mondo e visibile su YouTube per chi non lo conoscesse. Una signora apparentemente tranquilla passeggia per una tipica via residenziale britannica, a Coventry: casette con giardino, auto posteggiate, poca gente, bidoni della spazzatura. Passa accanto a un gatto tigrato domestico e particolarmente confidente: si ferma, lo accarezza, il gatto si fa coccolare. Poi la signora si guarda in giro, non vede nessuno, apre il cassonetto, afferra il gatto per la collottola e ce lo mette dentro. Chiude e se ne va come se nulla fosse.

Il gatto non è un randagio qualsiasi, ma era seduto sul muricciolo di casa sua. I padroni lo cercano disperatamente per ore, poi pensano di controllare il video girato dalla telecamera che hanno messo davanti a casa per contrastare atti di vandalismo. Ed ecco la scena agghiacciante: è Lola, il loro gatto, quello che la signora apparentemente perbene acchiappa e infila nella spazzatura. Corsa fuori a cercarlo, ed ecco il povero felino, da 15 ore nell’immondizia, col rischio di essere prelevato dalla nettezza urbana, finire compresso tra i rifiuti, triturato, sepolto in una discarica o dentro a un inceneritore.

Una fine atroce a causa di un gesto del tutto gratuito di una persona apparentemente normale che pensava fosse “uno scherzo divertente”. Di solito il senso dell’umorismo inglese è molto migliore di questo gesto di idiozia che denota una mente insana, altro che un “raptus improvviso di cui sono molto dispiaciuta (ma i fondo state facendo tanto rumore per nulla era solo un gatto)”.

I proprietari di Lola hanno denunciato il fatto alla Polizia e postato il video. Nel giro di una giornata la sadica scriteriata è saltata fuori: volentieri si è recata dalla Polizia, ma non per dirsi colpevole, ma per chiedere aiuto e protezione. A trovarla è stato anche qualcun altro che non ha apprezzato il gesto e ha pensato di mettere un po’ di pepe sulla coda della “butta gatti”. Pare arrivando a minacce di morte: noi tutti speriamo siano anche questo uno scherzo di cattivo gusto, ma non proviamo la minima simpatia o solidarieta’ con questa sadica che se ora passa dei giorni di inferno… ben le sta.

Secondo la Polizia “il fatto non è reato”, ma gli investigatori della Societa’ Reale per la Protezione degli Animali (RSPCA) non la pensano affatto cosi’: se in un caso tanto eclatante il colpevole – reo confesso e inchiodato dalle prove – se la cava gratis dicendo “era solo uno scherzo” quanti altri potranno dedicarsi a mille varianti del gioco certi di restare impuniti perche’ “pensavano fosse solo uno scherzo divertente”? Raccolta tutta l’evidenza il loro dipartimento legale ha ora tre settimane per decidere se procedere contro la sadica.

Sinora l’unica reazione reale al folle gesto di cui si ha prova è questa: http://tv.repubblica.it/mondo/la-vendetta-del-gatto-donna-nel-cassonetto/52187?video=&pagefrom=1

La mamma della spiritosona ha difeso la figlia, dichiarando che costei “ha sempre amato i gatti e ne ha avuti anche quando era piccola”. Non ha pero’ spiegato che fine questi abbiano fatto…

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