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Gli elefanti e il commercio di avorio: un rapporto della Cites

Interessantissimo documento, in inglese, appena pubblicato sullo stato di conservazione delle popolazioni di elefante, sulle principali minacce che devono affrontare e sul commercio illegale di avorio (16/11/11)

Lo «Status of elephant populations, levels of illegal killing and the trade in ivory: a report to the standing committee of Cites» («Stato delle popolazioni di elefante, livelli di bracconaggio e commercio di avorio: un rapporto al comitato della Cites ») é un documento fondamentale per avere un qudro complessivo dello stato di sonservazione di questa specie.

La prima parte fornisce una analisi delle ricerche disponibili per stimare la popolazione residua di elefanti. Gli aspetti più salienti sono l’assoluta inaffidabilità dei dati relativi all’elefante indiano e il preoccupante stato di quello africano a cui ancora si attribuisce un areale di distribuzione che é per almeno il 50% illusorio.

La parte relativa al traffico illegale ovviamente si basa su stime in quanto i dati reali sono impossibili da conoscere, ma i numeri che circolano sono impressionanti, come ad esempio le 370 tonnellate di avorio sequestrate negli ultimi 20 anni, una frazione minima di quanto illegalmente commerrciato.

Con l’aumento della ricchezza, la Cina ha superato il Giappone come principale mercato di destinazione dell’avorio mentre gli altri paesi dell’estremo oriente - Malaysia, Filippine e Viet Nam - sembrano soprattutto qualificarsi come punti di transito

La crescente frequenza di sequestri di grossi quantitativi – ovvero superiori a una tonnellata – é un segnale preoccupante del crescente coinvolgimento in questo traffico di bande criminali internazionali ben organizzate.

Non si tratta del turista poco accorto che ha comprato un ciondolo in avorio e viene scoperto, ma di bande che armano e organizzano bande paramilitari di bracconieri in differenti, corrompono funzionari pubblici, fanno convergere l’avorio in un unico punto di raccolta e ne imbarcano enormi quantità in singole spedizioni. Dal 1990 al 2011 ci sono stati ben 75 sequestri appartenenti a questa categoria per un totale di oltre 140 tonnellate di avorio.

Congo, Nigeria e Thailandia sono indicati come i tre paesi più «problematici» per la lotta al bracconaggio e al commercio illegale mentre Kenya, Tanzana e Mozambico – che rappresentano i tre paesi di partenza dei carichi di avorio – devono intensificare i controlli alle frontiere.

Il documento si conclude con una serie di raccomandazioni che sottolinea l’importanza di avere una buona base di dati per contrastare il fenomeno, la necessità di studiare il materiale sequestrato per identificarne con precisione l’origine, la necessità che la Cina migliori i propri sistemi di controllo essendo il principale mercato di destinazione.

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