L’operazione coordinata dalla Last Great Ape Organisation (Laga), una associazione non governativa impegnata nella lotta ai traffici di animali, in Camerun, Gabon, Repubblica Centrafricana e Congo-Brazzaville, segna un passo importante verso una migliore applicazione delle norme a tutela della fauna nell’area.
In Gabon, degli agenti sotto copertura che si spacciavano per contrabbandieri hanno permesso l’individuazione di 16 trafficanti che cercavano di vendergli 150kg di avorio lucidato. Ai 16, individuati dopo una lunga indagine che ha fatto perno attorno allo studio di uno scultore, è stata negata la libertà su cauzione.
Secondo Luc Mathot, della PALF (Projet d'Appui à l'Application de la Loi sur la Faune - progetto di supporto all‘applicazione della legge a tutela della fauna), che ha preso parte diretta all’operazione, si tratta della prima volta che dei trafficanti di avorio vengono incarcerati in Gabon a dimostrazione di una crescente attenzione da parte delle autorità.
In Camerun sono stati 3 i trafficanti arrestati mentre cercavano di piazzare 17 gusci di tartaruga. Nella stessa operazione, un carico di 1.000 African grey parrots del valore stimato di circa 100.000 sterline è stato intercettato e sequestrato mentre si cercava di fargli passare la frontiera con la Nigeria. Un poliziotto è stato arrestato per avere accettato una bustarella di 3.000 euro per favorire il passaggio del prezioso carico.
L’operazione nella Repubblica Centrafricana ha portato al sequestro di 7 pelli di leopardo, 2 di leone e due zanne di elefante nascoste tra pelli di vacca in un camion. Il trafficante è stato arrestato. Si presumono che le pelli fossero dirette in Europa. Nello stesso giorno sono stati individuati 30kg di avorio nella cittadina di Ouesso.
Si tratta della prima operazione coordinata tra diversi paesi che sembrano avere capito che la lotta ai traffici di fauna può e deve essere combattuta solo a livello internazionale perché ormai sono le organizzazioni criminali internazionali che gestiscono le operazioni con l‘utilizzo di manovalanza locale.
Una lotta che non solo deve essere portata avanti a livello internazionale, ma alzando il tiro. I veri responsabili sono di solito infatti degli “intoccabili“ con forti coperture politiche (i paesi coinvolti sono normalmente classificati come tra i più corrotti al mondo!) e l‘intera storia della conservazione in Africa centrale è, secondo la Laga “una storia di fallimenti nascosti dietro qualche caso di successo”. La Laga non ritiene neanche di definire questi recenti risultati come una “storia di successo” in quando bracconieri e trafficanti nella maggior parte dei casi agiscono ancora indisturbati e si è solo all’inizio di una vera azione di contrasto.
I traffici di animali negli ultimi due decenni si sono organizzati a livello internazionale: “l’estinzione delle specie non parte dai bracconieri, ma dai facoltosi clienti che sono disposti a pagare e dai ‘colletti biachi’ che gestiscono i traffici tra fornitori e clienti” sostiene la Laga.
Traffici che spesso avvengono alla luce del sole. Nel 2008 un cucciolo di ippopotamo era stato caricato su un volo di linea della Ethiopian Airlines in partenza da Douala e portato a Lahore in Pakistan accompa. Three traffickers, currently under investigation, reportedly paid $80,000 for the hippo and smuggled it out using forged government documents.
Il reddito di questi traffici nella regione si incrocia sempre più spesso con quelli di armi e droga. Quattro anni fa la polizia aveva sequestrato al confine tra Camerun e Nigeria un piccolo scimpanzé impacchettato assieme a 50kg di cocaina e marijuana.
Intanto le specie scompaiono. Il Rinoceronte nero dell’Africa occidentale non è più stato osservato in Camerun dal 2008; a fine 2009 la Sierra Leone ha annunciato che il suo ultimo elefante era stato ucciso mentre in Senegal non restano che 10 elefanti.