Cosa è esattamente l’impresa di Verano Brianza dove nei giorni scorsi hanno fatto irruzione gli uomini della Polizia Provinciale di Monza Brianza e di Milano? Di sicuro prepara mangimi per animali, poi anche animali e non tutti legalmente detenuti, anzi (13/12/10)
Peppole ed altri fringillidi protetti dalla legge, poi Tortore dal collare orientale ma anche quaglie, del tipo utilizzate nelle gare di caccia. Alcuni degli uccellini erano morti. Poi anche reti ed altri mezzi di caccia vietati, come trappole e gabbie a scatto. Il corredo dell’uccellatore, insomma. Uccellagione praticata fuori provincia, così come anche di fuori provincia sono parte dei negozi di animali gestiti dall’imprenditore.
Questo è, ora, incappato nell’operazione “Arca di Noè”, così come il cartello verde che svetta in uno dei padiglioni della ditta. L’indagine è partita da Paderno Dugnano (MI) dove pare che l’industrialotto si prodigasse ad uccellare. La Polizia Provinciale pensa che dietro a quanto rinvenuto ci possa essere un lucroso giro d’affari legato al commercio illegale di avifauna protetta da destinare come richiamo per i cacciatori.
Molte regioni (Lombardia compresa) continuano ad emanare atti illegittimi con i quali si autorizza il prelievo degli uccelli in natura, cosa che da altre parti è reato. Gli animali dovrebbero comunque essere denunciati e inanellati, cosa che a Verano Brianza non avveniva. Un affare da 400 euro ad uccellino.
A Verano Brianza, comunque, non solo animali protetti ma anche tenuti in pessime condizioni di detenzione, ovvero ammassati in gabbie sporche. Quanto basta per denunciare l’imprenditore gestore di negozi di animali per maltrattamento e detenzione illecita a scopo di vendita di fauna protetta proveniente da cattura.
(Fonte: GEAPRESS)