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Corrida bandita dalla Catalonia

I due partiti PSC e CiU avevano in mano le chiavi per decidere la sorte della corrida ed hanno deciso di lasciare liberi i propri rappresentanti di votare secondo coscienza. Con il risultato finale di 68 a 55, dal 1 gennaio 2012 entrerà in vigore la proibizione della corrida su tutto il territorio della Catalonia (28/07/10)

In realtà la Catalonia non è la prima, ma la seconda “comunidad” spagnola che proibisce la corrida: le Isole Canarie lo avevano già fatto nel 1991.

La ILP (Iniziativa Legislativa Popolare) sostenuta dalla piattaforma PROU! (Basta!) ha iniziato il proprio percorso nel 2008 quando fu presentato un progetto di legge che fu ammesso. Da quel momento si sarebbero dovute raccogliere 50.000 firme nel giro di 120 giorni. Se ne raccolsero 180.000!

Nel Dicembre del 2009 un ulteriore voto del Parlamento ammetteva la prosecuzione dell’iniziaitva legislativa. Nel Marzo 2010 le due parti – a favore e contro la corrida – presentavano le proprie posizioni al Parlamento. Ora il verdetto legislativo.

Si conferma cosí la crescente opposizione della società spagnola contro la tauromachia, che ha costretto le comunità più retrogade come Madrid e Valencia ad arroccarsi dichiarandola “patrimonio culturale” per cercare di frenare la crescente ondata abolizionista.

L’ultimo sondaggio scientifco sul tema, realizzato da Gallup nel 2007 ha mostrato che il 70% della societò spagnola è contrario o oindifferente alla tauromachia.

Certo, nel voto catalano c'è una componente significativamente politica di matrice autonomista: la corrida è vista come eminentemente "spagnola" e questa è una etichetta che la rende antipatica a molti autonomistio che meno sentono odore di Spagna, meglio è. Ma questo aspetto non va assolutamente sovrastimato e non inficia minimamente il valore culturale del voto: la corrida infatti è sempre stata presente come tradizione catalana - come del resto nel sud della Francia - e non è affatto un "prodotto di importazione" spagnolo.

Onore ai catalani che hanno saputo levarsi dal groppone questoi insulso fardello senza tenerselo per amore di tradizione. Le tradizioni "brutte e cattive" si buttano via, punto e basta. Se qualcuno cper vivere deve aggrapparsi a qualsiasi vecchiume perchè è "tradizione" è un poberaccio che non sa vivere il presente ed affrontare il futuro: la sua unica salvezza è guardarsi indietro in un passato pieno di tradizioni rassicuranti. Cosrui merita solo compassione, ma non certo tolleranza.

Oggi è certamente un girno da celebrare, ma resta da fare ancora moltissimo lavoro per eliminare del tutto gli spettacoli che sfruttano a vario titolo gli animali, uccidendoli, tortutandoli, costringendoli lontani dal loro ambiente per la forma più becera e retrograda di “divertimento”. Più che vantare le origini storiche e la tradizione della corrida, sarebbe interessante indagare le menti perverse di chi nella meticolosa tortura di un essere senziente, in condizioni di assoluta inferiorità, fino alla sua truculenta uccisione prova piacere e parla addirittura di “arte”.

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