Zanne d'elefante, denti di leone, scaglie di tartaruga marina: sequestrati migliaia di pezzi derivati da specie protette a un cittadino somalo (04/12/07)
Nel campionario c'era di tutto: più di 3.500 oggetti che derivano da specie protette, 60 chili di scaglie di tartaruga marina, 100 uova di struzzo, 1.500 denti di leone, scacchiere in avorio e tartaruga marina, aculei di istrice africano, fauci di squalo, bracciali in tendine e pelo di elefante, zanne d'elefante, bracciali e collane in avorio d'elefante . È quanto sequestrato all'Esquilino dalla Forestale dopo il fermo di un somalo che in passato era già stato sorpreso con statue in avorio.
"L'ennesimo sequestro di migliaia di prodotti derivati da specie protette evidenzia ancora una volta come non si deve abbassare la guardia sulle attività di monitoraggio e indagine del commercio di animali e piante ." Questo il commento di Massimiliano Rocco, responsabile Traffic e Specie del WWF Italia, alla notizia del sequestro effettuato ieri notte a Roma. "Un commercio mondiale che coinvolge decine di migliaia di specie e loro parti e prodotti per valori economici di miliardi di euro, una montagna di soldi che fanno gola a tanti e che fomentano un traffico illegale lucroso e senza scrupoli, per il quale in paesi come l'Africa o l'Asia si continua ad uccidere e dove la corruzione spesso vanifica gli sforzi fatti per la conservazione della biodiversità e il lavoro dell'enforcement ."
"I sequestri degli ultimi mesi promossi dal Corpo Forestale dello Stato in Italia - continua Massimiliano Rocco del WWF - con la sottrazione al mercato illegale di migliaia di testuggini (alcune appartenenti a specie rarissime in rischio di estinzione), pappagalli, passeriformi e oggi avorio, oggetti in tartaruga, fauci di squalo, denti di leone, testimoniano come il nostro paese sia un anello della catena del commercio illegale e come si debbano promuovere tutti i possibili sforzi per dotare le nostre Autorità CITES di quegli strumenti operativi ed economici che sono necessari ad applicare seriamente e puntualmente la CITES ."
"Oggi serve un serio impegno del Governo per promuovere una strategia nazionale e migliorare l'apparato amministrativo che sovrintende l'applicazione della CITES nel nostro paese creando un unico coordinamento - conclude Rocco - Occorre dotare le nostre autorità CITES di maggiori risorse economiche e strumentali per promuovere indagini all'avanguardia e un concreto lavoro di relazioni con le altre autorità di polizia a livello internazionale, sviluppare concretamente la Sezione Investigativa del Servizio CITES, e infine dotarsi di un sistema di centri che consentano di gestire e offrire una casa decente a quelle migliaia di animali vivi sottratti alla filiera del contrabbando, per i quali un paese civile come il nostro non può esimersi dal promuovere un futuro migliore, come di recente la stessa Commissione Europea ha indicato di fare agli Stati Parte ."