Il bracconaggio in Africa si sta facendo una sfida che, per tecniche e mezzi impiegati, ha ormai innescato una vera e propria escalation di violenza. Il tradizionale bracconiere armato di un vecchio fucile o d'una lancia che cercava di sfamare la famiglia è ormai stato soppiantato da bande paramilitari che, pesantemente armate, vengono gestite da organizzazioni internazionali di trafficanti di fauna. I guadagni derivanti da questi traffici e la facilità con cui si trovano armi da guerra e gente disposta a usarle hanno spianato la strada a questa agghiacciante evoluzione.
È evidente che a tale sfida i rangers deputati alla difesa della fauna devono rispondere con mezzi proporzionati ed ecco perchè negli ultimi tempi gli scontri a fuoco si stanno trasformando in vere e proprie piccole battaglie. “Dobbiamo decidere se i nostri rangers possono difendersi o devono farsi ammazzare come succede ai rimoceronti” ha dichiarato Bandile Mkhize, direttore dei parchi di KwaZulu-Natal e precedente responsabile del principale parco del Sud Africa, il Kruger.
Nel 2010 sono stati uccisi in Sud Africa 333 rinoceronti, il triplo di quelli uccisi nel 2009. I rangers hanno reagito aumentando la vigilanza e si prevede che pattuglie dell'esercito presto li affianchino ne Kruger, che è grande quanto Israele.
La stessa spirale di violenza si verifica in Kenya, dove i rangers hanno abbattuto cinque bracconieri nel mese di dicembre 2010, un numero mai raggiunto prima in un solo mese.
"L'impegno dei rangers è molto migliorato ed è molto più efficace" ha commentato Faan Coetzee dell'Endangered Wildlife Trust. "Inevitabilmente con maggiore vigilanza sono più frequenti gli incontri – e gli scontri – coi bracconieri, che non esitano ad sparare appena vengono individuati."
La manovalanza del bracconaggio viene reclutata nelle file dei poveri diavoli dei paesi africani secondo Joseph Okori, responsabile del programma Rinoceronte Africano del World Wildlife Fund che ha anche fatto appello affinchè questa violenza non diventi la norma del confronto. D'altra parte se in mezzo alla savana dei criminali ti sparano con armi da guerra, c'è oggettivamente poco margine per il confronto civile..
Da gennaio sono 8 i bracconieri fatti fuori nei parchi nazionali sudafricani e uno in un parco provinciale. Fortunatamente nessun ranger è rimasto vittima degli scontri.
Qualche segnale di causo ottimismo circa la repressione del bracconaggio arriva anche dallo Zimbabwe, un paese con uno straordinario patrimiono faunistico e governo folle che lo sta portando alla completa catastrofe. Tichaona Mutya è stato condannato a 17 anni di carcere dopo essere stato arrestato a seguito di un conflitto a fuoco scoppiato tra bracconieri e forze dell'ordine.
In realtà si tratta di un caso assolutamente isolato. Normalmente i bracconieri se la cavano con molto, moltissimo di meno, dato che di solito vengono rilasciati e spariscono nel nulla, molto probabilmente a riprendere quello che faceva prima. "Con tutti gli sforzi che vengono fatti e le risorse che vengono investite per la salvaguardia dei rinoceronti assistiamo impotenti all'assoluta indifferenza delle autorità che non fanno minimamente la propria parte” ha dichiarato Susie Ellis, direttore esecutivo della International Rhino Foundation. "Se sentenze così severe verranno ripetute nel futuro c'è qualche possibilità che i bracconieri allentino l'assalto su vasta scala che stanno portando ai rinoceronti in Zimbabwe".
Dal gennaio 2008, 40 bracconieri di rinoceronti sono stati arrestati in Zimbabwe, spessissimo grazie all'impegno di vigilantes privati, ma non più di cinque sono finiti a processo e sono stati condannati per reati che spaziano dall'utilizzo illegale di armi da guerra al bracconaggio di specie protetta.
L'assurdità è che tra quelli liberati c'è un gruppo che era stato trovato in possesso di cinque armi automatiche e aveva ammesso l'abbattimento di 17 rinoceronti. Rilasciati su cauzione han salutato tutti e son spariti nel nulla. Lo stesso per altri due, poco dopo, appartenenti alla Mazhongwe gang. Vero è che con la situazione economica dello Zimbabwe e i guadagni delle organizzazioni dei trafficanti, un giudice lo si compra probabilmente con un casco di banane.
Questo lassismo contribuisce certamente all'emoraggia di rinoceronti che affligge lo Zimbabwe: circa 130 sono stati bracconati nel periodo 2008 - 2009. La Mazhongwe gang, guidata dai fratelli "Big Sam" e Ishmael, è responsabile di almeno un quarto di questi abbattimenti.
A finanziare il tutto i mercati dell'Estremo Oriente dove vengono attribuite al corno di rinoceronte proprietà terapeutiche del tutto inesistenti (è un ciuffo di peli induriti, nulla più).