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Un'apertura alare da record

Con un'apertura alare di oltre cinque metri, questo antico uccello supera qualsiasi altro volatile oggi vivente. Il record attuale era detenuto da un Albatro urlatore che sfiorava i 4 metri (01/11/10)

Lo scheletro di un antico uccello marino ritrovato nel Cile settentrionale conferma che fra i 5 e i 10 milioni di anni fa i cieli erano solcati da uccelli di dimensioni eccezionali.

Le ossa delle sue ali mostrano che il Pelagornis chilensis - come è stata battezzata la nuova specie - aveva un'apertura alare che poteva raggiungere i 5,20 metri, ben più quindi di qualsiasi altro uccello: per fare un confronto, quella del grifone può raggiungere i 2,80 metri, e l'esemplare di uccello vivente con la maggiore apertura alare mai documentata, un albatros urlatore (Diomedea exulans), arrivava ai 3,63 metri.

L'animale - descritto in un articolo pubblicato sul Journal of Vertebrate Paleontology a firma Gerald Mayr del Museo di storia naturale Senckenberg a Francoforte, in Germania, e David Rubilar Museo nazionale di storia naturale di Santiago del Cile - appartiene ai pelagornitidi, informalmente chiamati anche uccelli "dentati", perché il bordo del loro lungo becco è ornato di molte proiezioni spinose che ricordano i denti, la cui funzione era quella di trattenere le prede catturate in mare aperto.

Fossili di uccelli con il becco orlato di pseudo-denti sono stati trovati in tutti i continenti, ma si tratta in grande maggioranza di campioni incompleti e frammentari in quanto le fragili ossa di questi animali difficilmente resistono ai processi di fossilizzazione. Finora di questa nuova specie cilena di uccello "dentato" era noto un solo campione frammentato e molto mal conservato.

Il nuovo fossile è invece integro e completo al 70 per cento, cosa che ha fornito importanti nuove informazioni sulle dimensioni e sull'anatomia di questo strano uccello.

"Per quanto questi animali possano in qualche modo ricordare per l'aspetto le creature di Jurassic Park, si tratta in realtà di veri uccelli, i cui ultimi rappresentanti possono anche essere coesistiti con i primi esseri umani in Africa settentrionale", ha detto Mayr.

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