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Oca collorosso: la popolazione è calata del 50%

Il tracollo negli ultimi 10 anni l’ha portata ad essere classificata come a rischio di estinzione dallo IUCN con una popolazione totale di circa 30.000 esemplari. Il Wildfowl & Wetlands Trust lancia una serie di iniziative per la sua tutela nell’ambito del Red-breasted Goose International Working Group (19/09/08)

Il WWT (Wildfowl & Wetlands Trust) finanzia la realizzazione di una stazione di ricerca a Durankulak, in Bulgaria, il piu’ importante sito di svernamento per l’Oca collorosso (Branta ruficollis), ospitando circa la meta’ della popolazione complessiva, che servira’ da base per i ricercatori, da centro informazioni per la sensibilizzazione delle popolazioni locali, consulenza agli agricoltori per la gestione delle colture piu’ adatta alla specie e centro di educazione per scolaresche e visitatori. La struttura dovrebbe essere pronta nell’estate del 2009.

Il WWT ha anche organizzato un International Action Planning Workshop for Red-breasted Goose in Romania nel Febbraio 2008 identificando le principali minacce per la specie e le strategie di tutela che possono cosi’ essere riassunte:

  • conservazione degli habitat nelle zone di riproduzione
  • identificazione e tutela delle aree di alimentazione
  • studio degli effetti dei mutamenti climatici
  • riduzione dell’impatto della caccia, diretto e indiretto, attraverso l’educazione dei cacciatori (buona fortuna!)
  • identificazione delle migliori tecniche di rotazione delle colture per l’alimentazione delle oche
  • pressioni politiche per l’introduzione di misure agro-ambientali favorevoli alla specie

Tra i progetti del WWT c’è anche quello di marcare con dei trasmettitori satellitari 10 Oche collorosso nel 2009 grazie a un finanziamento ottenuto dal BBC Wildlife Fund. Nell’estate del 2009 i ricercatori del WWT si recheranno nell’area di riproduzione della penisola di Taimyr per installare i trasmettitori e poter seguire gli spostamenti degli animali.

Questo potrebbe portare all'identificazione di aree particolarmente strategiche in paesi come Russia, Kazakistan e Ucraina, permettendo quindi lo sviluppo di azioni di tutela. A questo si associera’ una strategia di monitoraggio lungo le rotte migratorie che assicuri l’impiego di metodi di raccolta dati standardizzati per lo studio della popolazione, delle sue abitudini e della sua consistenza.

Le principali minacce alla specie sono costituite dalla caccia, in particolare sulla costa del Mar Nero nel nord est della Bulgaria praticata sia da indigeni che dagli amanti delle “vacanze venatorie” col gusto del massacro in terra straniera. Un’attivita’ cosi’ intensa che, anche quando non coinvolge direttamente l’Oca collorosso, le impedisce di fermarsi e nutrirsi adeguatamente prima della cruciale migrazione verso l’Artico per la riproduzione.

Altre minacce sono rappresentate dalla perdita di habitat, anche a causa dello sfruttamento petrolifero, dalla conversione delle colture agricole nelle aree di svernamento da cerealicole a orticoltura e vigneti che ne rendono piu’ problematica l’alimentazione.

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