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Nasce a Zurigo il Partito svizzero degli animali

Tra i membri fondatori un economista, un avvocato e il capo delle associazioni vegetariane. Tra gli slogan "diamo voce agli animali" e "più forza ai loro diritti in politica ed economia" (24/07/10)

Che gli svizzeri fossero sensibili alle esigenze di cani, gatti, tartarughe e persino pesci rossi si sapeva. La loro legge, ad esempio, punisce con multe salate chi "scarica" un pesciolino nella toilette e per tenere in casa una bestiola (una qualsiasi, anche una capra o una pecora) bisogna dimostrare allo Stato di poter garantire "almeno un contatto visivo con i propri simili". Ci mancava la partecipazione alla vita politica, ma si e' pensato di colmare questa lacuna fondando a Zurigo il Partito svizzero degli animali (PSA).

Lo scopo della nuova associazione, il cui slogan è "diamo voce agli animali", è quello di lottare per difendere i loro interessi in politica, economia e nella società in generale. Il presidente è Thomas Maerki, un ecologista che è riuscito a realizzare il progetto in collaborazione con un giurista, un economista aziendale e il presidente dell'Associazione svizzera dei vegetariani. "In tre mesi - ha detto Maerki all'agenzia di stampa svizzera ATS - abbiamo raccolto su Facebook un migliaio di simpatizzanti. Resta da vedere quanti di questi aderiranno effettivamente al partito".

I fondatori ci tengono però a sottolineare che il PSA è una cosa seria, e che, come ogni altro movimento politico, presenterà le proprie candidature alle elezioni federali del 2011, "promuovendo relazioni dignitose e responsabili fra tutti gli esseri viventi", ha concluso il presidente. "Noi non ci riteniamo né di destra nè di sinistra, pur sentendoci molto vicini ai Verdi liberali".

Lo scorso 7 marzo è stata però rifiutata dal 70% degli elettori svizzeri una proposta di referendum che chiedeva di assegnare, in tribunale, un avvocato d'ufficio agli animali maltrattati. La battaglia era stata portata avanti dallo stesso Maerki, che certamente, se con questo nuovo partito finirà in Parlamento, riprenderà in mano la questione.

Non è la prima volta che nel vecchio continente nascono iniziative di questo tipo. All’inizio della scorsa legislatura olandese aveva ad esempio debuttato in Parlamento il "Partij voor de dieren", il "Partito per gli animali". Con due deputati, un senatore e diversi rappresentanti locali eletti, il Pvdd ha trionfalmente portato le tematiche animaliste nelle stanze del potere.

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