Amit Jethwa aveva una lunga storia di lotte a difesa dell'ambiente e della fauna nella propria regione, in India. La sua ultima iniziativa, una denuncia contro lo sfruttamento minerario illegale all'interno della foresta di Gir, in Gujarat, era andata a toccare interessi illeciti di politici potenti. È stato ucciso a colpi di pistola da due sicari il 20 luglio (28/07/10)
Da anni Jethwa si batteva per proteggere l'ambiente e la fauna del suo paese. Anni fa aveva denunciato una star del cinema indiano che, durante le riprese di un film, aveva abbattuto un Chinkara (o Gazzella indiana, Gazella bennettii). Per otto anni aveva tenacemente mantenuto sotto pressione le forze che cercavano di insabbiare il caso a causa della grande notorietà del colpevole il quale, alla fine, era stato condannato a 5 anni.
Nel 2008 aveva lanciato l'allarme per una serie di morti sospetti di leoni asiatici nella foresta di Gir che ospita l'ultima popolazione al mondo della specie. Le successive indagini della polizia avevano portato a sgominare una banda di bracconieri responsabile dell'abbattimento illegale di oltre venti leoni nel santuario di Gir.
Jethwa aveva recentemente denunciato alle autorità lo sfruttamento illegale di risorse minerarie all'interno della stessa foresta. Una denuncia che non aveva esitato a coinvolgere Dinu Solanki, un membro del parlamento indiano del partito Bharatiya Janata.
In qualità di presidente del Gir Nature Youth Club di Dhari, Amit Jethwa (nato nel 1977) aveva avuto modo di farsi molti nemici. Aveva duramente combattuto la corruzione tra i funzionari dell'Indian Forest Service, denunciando molte promozioni sospette.
Nel 2007 aveva denunciato gli abbattimenti di leoni asiatici, alcuni dei quali mettevano evidentemente in luce delle corresponsabilità da parte degli uomini addetti alla vigilanza. Uno di loro venne sospeso e le indagini portarono a sgominare una banda di bracconieri. Successivamente Jethwa si oppose al trasferimento di alcuni leoni da Gir al Kuno Wildlife Sanctuary in Madhya Pradesh.
Sin dal 2008, Jethwa aveva iniziato a presentare una serie di interrogazioni relative alle attività minerarie illegali ai margini de Gir Forest National Park e per questo era già stato vittima di una aggressione da parte di esponenti del partito di Solanki.
A metà 2010 la sua denuncia arrivò sino alla Corte Suprema dello stato del Gujarat, tirando in causa il politico Dinu Solanki e i suoi parenti e chiedendo che a tutte le attività illegali venisse interrotta la fornitura di energia elettrica.
Nel giugno 2010 l le pressioni di Jethwa hanno iniziato ad avere effetto. La polizia, in collaborazione col servizio geologico, ha compiuto una serie di perquisizioni presso queste strutture sequestrando parecchi macchinari utilizzati nelle estrazioni illegali. Materiale che è stato dopo poco “rubato” alla stessa polizia. Dato il sospetto coinvolgimento di un leader politico locale, Jethwa aveva richiesto che del caso si occupasse un ombudsman indipendente, previsto dalla normativa indiana. Ma non a caso il governo locale dal 2003 aveva lasciato questo posto vacante, privando i cittadini di questo diritto. Jethwa aveva allora ottenuto una ingiunzione del tribunale al governo affinché provvedesse a coprire la posizione dell'ombudsman.
Il 20, mentre lasciava l'ufficio del suo legale vicino alla Corte Suprema del Gujarat a Ahmedabad, Jethwa è stato avvicinato da due uomini in moto che gli hanno sparato con una pistola artigianale. Ferito, Jethwa ha reagito aggrappandosi ad uno degli assalitori e strappandogli una giacca e costringendo i due ad abbandonare la moto e darsi alla fuga a piedi.
I sospetti si concentrano sul potente politico Dinu Solanki il quale ha grossi interessi economici legati alle attività minerarie illegali contro cui Jethwa si batteva. Lo stesso lo aveva pubblicamente minacciato durante un incontro pubblico a Kodinar. Jethwa aveva denunciato il fatto alla polizia richiedendo protezione anche a seguito di diverse telefonate minatorie a lui e a suoi parenti.
Jethwa lascia moglie e due figli.