L'orso si è avvicinato "troppo" e il pastore, temendo un attacco, si è rifugiato nell'ovile e ha dato l'allarme. L'episodio è avvenuto due giorni fa sulle montagne di Scanno, teatro sempre più frequente di scorribande per gli orsi marsicani che sconfinano dal Parco nazionale d'Abruzzo e Molise. Il pastore si trovava con il gregge sui crinali di Serra Rocca Chiarano che, sopra il Passo Godi, separano il territorio comunale di Scanno dall'Altopiano delle Cinquemiglia.
Il pastore, temendo intenzioni bellicose da parte dell'orso, si è rintanato dentro l'ovile e poco dopo ha ricevuto il soccorso di altri pastori che si trovavano nella vicinanze e che sono riusciti ad allontanare l'animale sparando petardi e con l'ausilio dei cani. Le voci di un attacco avevano inizialmente scosso le comunità del Parco e della fascia di rispetto, proprio perché a memoria recente non si ricordano aggressioni da parte di orsi. Tiziana Altea, dirigente della Forestale di Castel di Sangro, è intervenuta per smentire che si sia trattato di un attacco: "Lo stesso allevatore, da noi contattato, ha smentito ogni presunta aggressione da orso al suo dipendente che si trova a guardiania delle greggi. Bisogna evitare inutili allarmismi".
La Forestale effettuerà un sopralluogo sul posto per il rilievo dei segni di presenza dell'orso per poi inoltrare la relazione al dipartimento di Biologia dell'Animale e dell'Uomo dell'università la Sapienza di Roma che dal 2010 cura un progetto europeo denominato "Life Arctos" con l'obiettivo di censire e approfondire le conoscenze sulla popolazione locale degli orsi. Negli ultimi anni, gli incontri fra l'animale simbolo della riserva e i residenti sono diventati più frequenti e spesso ravvicinati. Proprio a Scanno, nella frazione di Frattura, a settembre un pensionato si era ritrovato l'orso sul pianerottolo di casa.
Ci piace ricordare Giuseppe Alberti, guida ed educatore ambientale nel Parco naturale Adamello-Brenta, che proprio ques'anno aveva postato un video sul Facebook relativo al suo incontro con un orso bruno nelle Dolomiti. Un approccio assai più tranquillo e sereno, oseremmo dire entusiastico, a fronte della sincera paura dell'orso che dopo brevi istanti si é dato a una precipitosa fuga nel bosco. Altro che feroce predatore che richiede immani dispiegamenti di forze per essere allontanato...