Continua la ripresa del Cervo Sardo grazie ad una politica di protezione attuata seriamente a partire dagli anni '80 del secolo scorso, quando sembrava avviato ad una inesorabile estinzione. Importantissima in proposito l'attività svolta dall'Azienda foreste demaniali della Regione autonoma della Sardegna, oggi Ente Foreste della Sardegna, e dal WWF con la riserva di Monte Arcosu. Ma restano seri motivi di preoccupazione (08/02/10)
Lascia, però, piuttosto perplessi la forte differenza fra il censimento curato dall’E.F.S. (con il metodo della conta dei maschi brami tanti) e il censimento svolto dalla Provincia del Medio Campidano per il solo areale dell’Arburese, grazie alla collaborazione dell’I.S.P.R.A. (con il metodo termografia ad infrarossi e distance sampling): 121 cervi bramenti per una stima complessiva di 605 esemplari (E.F.S.) verso 2.773 (con un margine di errore del 15%) stimati dall’I.S.P.R.A.
Una differenza di ben il 458,35% ! C’è qualcosa che non torna…
Inoltre, censimenti poco accurati (per usare un eufemismo) danno anche l’abbrivio a proposte poco meditate (sempre per usare un eufemismo) come quella di riaprire la caccia di selezione al cervo, effettuata dall’Assessore alle politiche energetiche e ambientali della Provincia di Cagliari Ignazio Tolu nel dicembre scorso.
I problemi per il Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus) non mancano, primi tra tutti la distruzione degli habitat e il bracconaggio. Tuttavia oggi sono affrontati con spirito, metodi ed energia diversi. Eppure continuano, crudeli e cruenti, gli episodi di bracconaggio come quello del 26 settembre 2009 (un esemplare di cervo letteralmente fatto a pezzi addirittura nell'area di Maidopis (Sette Fratelli), nei pressi del vivaio forestale. Praticamente sotto gli occhi dell'E.F.S. e del Corpo forestale) .
Insomma, l’attenzione ecologista e di tutta l’opinione pubblica deve rimanere ben desta sulle sorti del re delle foreste della Sardegna.
(fonte: Gruppo d'Intervento Giuridico, Lega per l'Abolizione della Caccia e Amici della Terra)