Bookmark and Share

Ibis eremita: il bracconaggio italiano è la più alta causa di mortalità

Nei giorni scorsi un esemplare di Ibis eremita – specie gravemente minacciata e protetta a livello internazionale – è stato ucciso illegalmente in Abruzzo (23/12/11)

L’assessore all’Agricoltura e alla Caccia Mauro Febbo intanto usa toni forti contro i bracconieri e sprona la polizia e i cacciatori a cercare i responsabili dell’uccisione dell’Ibis nei giorni scorsi. ”Esprimo la mia più ferma condanna – ha detto Febbo – nei confronti di quegli pseudo cacciatori, delinquenti bracconieri, che si rendono protagonisti di comportamenti non rispettosi del regolamento faunistico. Come Assessore alla Caccia, sento il dovere di ribellarmi a questi abusi da parte di soggetti che, in spregio ai regolamenti e precise normative nazionali e regionali, sparano senza fare distinzione di sorta tra le specie cacciabili da quelle non cacciabili.

La nostra Regione possiede un patrimonio faunistico eccezionale che va salvaguardato e tutelato. Infatti la mia Direzione ha intrapreso iniziative lodevoli e importanti come l’istituzione dell’Osservatorio Faunistico regionale e l’avvio del nuovo Piano faunistico-venatorio Regionale unitamente all’ISPRA e gli Ambiti territoriali di caccia. Pertanto invito tutte le Forze e le autorità di competenza ad intervenire sanzionando coloro che si rendono protagonisti di tali atti deprecabili e invito i cacciatori a sorvegliare affinché non si ripetano episodi del genere”.

Ibis eremita abbattuto in Abruzzo dai cacciatoriIl dottor Johannes Fritz è direttore del progetto Waldrappteam per la conservazione dell’Ibis eremita (Geronticus eremita) o NBI (Northern Bald Ibis) e membro della stazione di ricerca Konrad Lorenz a Grünau, Austria (KLF), che è legata all’ Università di Vienna.

Il dottor Johannes Fritz lavora con il suo team da 10 anni a uno studio di fattibilità per l’introduzione di colonie di Ibis migratori in Europa. Le attività principali sono le cosiddetto migrazioni guidate da uomini dall’ Austria e dalla Germania ad un area di svernamento in Toscana, l’Oasi Laguna di Orbetello, gestita dal nostro partner WWF Italia.

Dopo 10 anni di ricerca” spiega Johannes Friitz “possiamo dire che la reintroduzione di colonie migratorie di queste specie altamente minacciata di Ibis è possibile. Gli uccelli migrano in primavera dalla Toscana alla loro posizione di allevamento in Austria o Germania e tornano in autunno. La reintroduzione dell’Ibis sarebbe la prima reintroduzione di successo di una specie migratrice. Ciò solleva qualche speranza, non solo per questa specie, ma anche per tutti gli altri uccelli migratori.

Tuttavia – aggiunge Fritz  - devo dire che fin dall’inizio un grave handicap, o per meglio dire, la principale causa di mortalità, è stata la caccia illegale dei nostri uccelli in Italia.

Radiografia di Ibis ucciso da pallini. Per gentile concessione WaldrappteamLa maggior parte degli uccelli semplicemente scompare, ma soprattutto scompare in Italia durante la stagione della caccia italiana, da settembre a gennaio. Durante il resto dell’anno non ci sono perdite importanti. Abbiamo già diversi casi in cui la caccia è una sicura causa di mortalità. Potete infatti vedere la radiografia di un  uccello ucciso dalle fucilate dei cacciatori".

Questo autunno di nuovo, circa 10 uccelli sono scomparsi in Italia. Quindi siamo preoccupati che anche questa volta la perdita di un numero significativo di uccelli  sia dovuta alla caccia illegale.

Per saperne di più e leggere tutta l'ìintervista a Johannes Fritz del progetto Waldrappteam, collegarsi a questo link

Commenti

Tutela Fauna Copyright & Disclaimer