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Gran Bretagna: a picco la popolazione del 20% delle specie di uccelli

Popolazioni dimezzate nel corso degli ultimi 40 anni. È questo il drammatico dato emerso dall’ultimo Breeding Birds in the Wider Countryside Report per il 20% delle specie d’avifauna in Gran Bretagna (09/03/11)

Il report del British Trust for Ornithology, realizzato in collaborazione con il Joint Nature Conservation Committee (JNCC) e pubblicato alla fine del 2010, utilizza i dati raccolti da osservatori volontari negli ultimi 40 anni per individuare l’andamento delle popolazioni di 117 specie di uccelli. A partire dagli anni ‘60, una su cinque è diminuita del 50%.

Altri recenti risultati ottenuti nell’ambito del Breeding Bird Survey realizzato da diverse associazioni protezioniste -  BTO/JNCC/RSPB -  suggeriscono che anche altre specie, come Usignolo (Luscinia megarhynchos), Stiaccino (Saxicola rubetra) e Balia nera (Ficedula hypoleuca) andranno aggiunti a questo elenco.

I dati raccolti dagli inanellatori e dall’analisi dei nidi aiutano a caomprendere anche le cause di questo crollo. “Diverse di queste specie, come  Pigliamosche (Muscicapa striata), Luì grosso (Phylloscopus trochilus) e Fanello (Carduelis cannabina) hanno registrato un calo del tasso di successo riproduttivo” hanno osservato gli esperti del British Trust for Ornithology. “Il fatto che 39 specie continuino ad anticipare la data di deposizione delle uova è anche un segnale importante per comprendere come i mutamenti climatici stiano influenzando il comportamento degli uccelli con potenziali gravi conseguenze per gli insettivori”.

Ci sono anche notizie positive. Diciotto specie hanno raddoppiato la propria popolazione nello stesso periodo. La Poiana (Buteo buteo) si è ripresa grazie a una diminuzione delle persecuzioni da parte di cacciatori e agricoltori e alla maggior disponibilità di cibo (conigli). Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major) e Colombaccio (Columba palumbus) stanno sfruttando sempre meglio le risorse alimentari presenti nei giardini e, come il Picchio verde (Picus viridis) e la Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes), beneficiano probabilmente anche degli inverni più miti. 

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