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Giaguaro: finalmente la protezione in USA

Capovolgendo l'approccio che aveva seguito sotto l'amministrazione Bush, il Fish and Wildlife Service proporrà aree specifiche di protezione per la tutela del giaguaro (09/03/10)

Secondo il Center for Biological Diversity, l’organizzazione che piu’ di ogni altra si è battuta per questa causa e ha ottenuto dopo tre denunce questo ottimo risultato risultato, con l’identificazione delle aree e di un piano di recupero esiste la possibilita’ che il giaguaro ossa tornare in alcuni dei suoi storici territori di diffusione.

La definizione degli habitat portera’ alla protezione fasce di territorio sud occidentale degli USA, una regione nella quale il giaguaro è sempre stato di casa ma dove da tempo appare solo saltuariamente.

Per quanto entrambe queste azioni (definizione degli habitat e definizione di un piano di recupero) siano obbligatori secondo l’Endangered Species Act per le specie che questa norma protegge, il Fish and Wildlife Service che avrebbe dovuto realizzarle erano in questo caso inutili, in quanto la maggior parte dell’areale di distribuzione del giaguare è al di fuori dei confini degli USA. Solo a marzo un giudice si è espresso in maniera opposta, “condannando” il FWS alla loro immediata redazione.

Un duro colpo per l’Arizona Game and Fish Department, che si è sempre opposto alla redazione di questi documenti e ha sempre richiesto “autonomia” nel gestire l’intera faccenda. Date le tradizioni storiche, venatorie e politiche di questo Stato, questo significava non fare nulla e semmai ammazzare i giaguari che facevano capolino se questo avesse minimamente disturbato cacciatori o allevatori.

Si veda a questo proposito la storia esemplare di Macho B, un maschio di giaguaro che per 13 anni ha frequentato la parte meridionale dell’Arizona prima di morire in circostanze misteriose. Secondo la versione ufficiale, Macho B è stato soppresso perche’ affetto da una grave insufficienza renale che era stata notata pochi giorni dopo che il giaguaro era stato “erroneamente” catturato dall’Arizona Game and Fish Department, intento a catturare puma e orsi.

Una indagine federale sull’episodio, verificatosi all’inizio del 2009, ha gia’ messo in evidenza che la cattura non è stata affatto “accidentale” in quanto era ben nota la presenza in zona del giaguaro e le stesse trappole sarebbe state innescate con escrementi di giaguaro proprio per attirare questo animale. La sua cattura per inciso è un crimine federale. Pochi giorni dopo la sua liberazione, Macho B è stato ricatturato, adducendo come motivazione che dava segni di grande debolezza. Molto rapidamente gli uomini dell’Arizona Game and Fish Department e i veterinari dello Zoo di Phoenix hanno concluso che aveva un problema renale e lo hanno soppresso, senza condurre alcuna approfondita analisi ma solo una “cosmetic necropsy”.

Secondo un’altra accreditata versione, è stata la prima cattura a danneggiare l’animale, ad esempio pregiudicandone la possibilita’ di cacciare, e quindi provocandone la debolezza. La sua cattura e soppressione sarebbero quindi state mirate a nascondere un crimine federale ed evitare guai ai ranger dell’Arizona che nella sostanza sarebbero quindi pienamente colpevoli di avere provocato la morte dell’ultimo giaguaro vivente negli USA.

È evidente che un piano di recupero deve anche prevedere le modalita’ di intervento e non lasciare spazio all’approssimazione e all’incuria che, come nel caso di Macho B, possono portare a gravissime conseguenze.

L’habitat critico per la specie dovrebbe includere sostanziali porzioni di territorio in California, Arizona, New Mexico, Texas, e Louisiana. La American Society of Mammalogists descrive l’habitat del giaguaro negli USA come "vitae per la sopravvivenza di lungo periodo della specie" e invita il Fish and Wildlife Service a predisporre le opportune attivita’ al piu’ presto. Il Jaguar Conservation Team, un gruppo multidisciplinare, ha gia’ identificato milioni di acri in Arizona e New Mexico che potrebbero essere un habitat adeguato per il giaguaro e questa ricerca verra’ fornita come base per gli atti ufficiali.

Con la crescente minaccia rappresentata dall’espansione degli insediamenti umani e dalla creazione di infrastrutture come il muro divisorio tra USA e Messico per contrastare l’immigrazione clandestina, la designazione di questi habitat è essenziale. Al loro interno l’amministrazione federale non potra’ svolgere alcuna attivita’ che li danneggi, ne’ supportare attivita’ di nocumento alla tutela del giaguaro. L’esperienza accumulata con l’applicazione dell’Endangered Species Act ha sinora dimostrato che la definizione di habitat di tutela raddoppia le possibilita’ di recupero di una specie.

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