Non è un indovinello e neanche una battuta, ma il tema di un'indagine che negli USA ha affrontato un aspetto particolarmente delicato della convivenza tra umani e grossi plantigradi (02/02/10)
Una volta che un orso nero (conosciuto anche come baribal, Ursus americanus) ha associato gli esseri umani alla disponibilità di cibo si può essere certi che i problemi sono dietro l'angolo e a farne le spese è quasi sempre l'orso.
Trovare un sistema per invertire la tendenza ad avvicinarsi all'umani alla ricerca di cibo è quindi essenziale sia per la tutela delle persone che degli orsi stessi. Il personale dei Parchi americani utilizza a questo scopo diverse tecniche di dissuasione: spray irritanti (al peperoncino), inseguimenti, sparo di proiettili di gomma, fionde e lancio di sassi. L'efficacia dei diversi sistemi è stata accuratamente monitorata in uno studio quadriennale condotto all'interno del Sequoia National Park, in California.
Lo studio ha analizzato 1.050 eventi che hanno coinvolto 150 orsi, 36 dei quali cronicamente convinti che l'uomo fosse segno certo di presenza di cibo facile (orsi definiti “food conditioned”). Questi orsi, responsabili per la maggior parte dei confronti, hanno preso l'abitudine di frequentare aree abitate alla ricerca di cibo facendo esplodere il conflitto con gli abitanti e mettendo il personale del Parco della condizione di dovere capovolgere il condizionamento. Da “uomo fonte di cibo” a “uomo pericolo da evitare”.
Lo studio ha analizzato l'efficacia di breve e lungo periodo di diverse modalità di contro condizionamento, evidenziando aspetti interessanti. Il primo è che l'efficacia è tanto più elevata quanto precoce è l'intervento. Il secondo è che lo strumento dissuasore più efficace è il proiettile di gomma sparato da un fucile calibro 12.
11 orsi sono stati responsabili del 90% degli interventi che hanno portato in alcuni casi all'abbattimento o alla rilocalizzazione di sei degli orsi coinvolti. In ogni caso, i tentativi di contro condizionamento hanno contribuito a diminuire ma non a cancellare la frequentazione di aree abitate alla ricerca di cibo. È così emerso che nelle aree dove gli orsi hanno bisogno di accesso ad habitat critici è molto più efficace vietare l'accesso delle persone piuttosto che quello degli orsi.
I risultati dello studio sono stati pubblicati su The Journal of Wildlife Management.