L'11 luglio 2011, con decreto assessorile n. 15556, la Regione Sardegna, in persona dell'assessore all'ambiente Giorgio Oppi, approvava il calendario venatorio 2011-2012, omettendo di acquisire il parere dell'ISPRA, obbligatorio per legge.
Tale calendario venatorio conteneva diverse violazioni della legge nazionale sulla caccia, quali consentire la caccia di martedì, consentire la caccia oltre il 31 dicembre a merlo ed allodola, e mancata applicazione delle indicazioni dell'ISPRA sullo stato di conservazione degli uccelli selvatici e sul divieto di caccia nei periodi di riproduzione e migrazione degli stessi.
Alcune associazioni ambientaliste ricorrevano al TAR che con ordinanza 855 del 14 novembre 2011 sospendeva il calendario venatorio limitatamente alle deroghe temporali previste per merlo ed allodola. Le associazioni si appellavano quindi al Consiglio di Stato che sospendeva in toto il calendario venatorio, anche nella parte non sospesa dal TAR, ed ordinava l'esecuzione dell'ordinanza all'amministrazione coinvolta.
Si costituiva in giudizio anche l'ISPRA con una memoria severissima nei confronti della Regione Sardegna. Il 23 dicembre l'assessore all'ambiente con decreto n. 29968 approvava una nuova modifica del calendario venatorio, ancora una volta priva del parere dell'ISPRA. Seguivano forti pressioni del mondo venatorio e manifestazioni di protesta che inducevano l'assessore all'ambiente a riconvocare il Comitato regionale faunistico il 4 gennaio 2012 per apportare un'ulteriore modifica al calendario venatorio.
In tale riunione l'assessore proponeva di prolungare la caccia al tordo fino al 19 gennaio, proposta che in un primo momento veniva bocciata dal Comitato, ma avendo l'assessore illegittimamente annullato tale votazione, essa veniva ripetuta e la delibera approvata. Conseguentemente l'assessore emanava una nuova delibera pubblicata sul bollettino ufficiale il 7 gennaio 2012, che consentiva illegittimamente il prolungamento della caccia a cesena, tordo bottaccio e tordo sassello.
Le associazioni ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF, difese dagli avvocati Valentina Stefutti e Carla Campanaro, hanno pertanto inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari una denuncia contro l'assessore all'ambiente Giorgio Oppi e quei membri del Comitato regionale faunistico che espressero voto favorevole alla delibera, per violazione degli articoli 110, 323 (abuso d'ufficio) e 650 (inosservanza dei provvedimenti dell'autorità) del codice penale e dell'articolo 30, comma 1, della Legge 11 febbraio 1992, n. 157. Inoltre le predette associazioni hanno presentato istanza di sequestro preventivo delle specie di fauna protetta che formano oggetto degli abbattimenti previsti.