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"Lei non sa chi sono io": e viene condannato

Una bella storiella a lieto fine per chi considera il suo straccio di "potere" un lasciapassare per poter agire al di fuori delle regole. Sanzionato nel 2008 per irregolarita' nell'esercizio della caccia, Euro Rocchi, vicepresidente regionale di Arcicaccia, aveva minacciato le guardie di "rovinarle" grazie alle sue conoscenze influenti. Tra queste evidentemente non rientrava il Giudice che lo ha condannato il 29 giugno a sei mesi di reclusione, al risarcimento dei danni per le parti civili e al pagamento delle spese legali (01/07/10)

Letta così, come è messa giù nero su bianco dal pubblico ministero nel capo di imputazione, sembra proprio un caso classico di «lei non sa chi sono io». Poi torni sul nome e vedi che in effetti si tratta di un alto dirigente toscano di Arcicaccia, addirittura il vicepresidente regionale. Possibile che una persona così "altolocata" abbia cercato di intimorire gli agenti della vigilanza ambientale mentre questi stavano svolgendo i propri compiti? Si'.

Il 29 giugno 2010 il Vice presidente dell'Arcicaccia Regionale Toscana, Euro Rocchi, è stato condannato a sei mesi di reclusione (con attenuanti). Dovrà anche risarcire i danni per le parti civili (1.000,00€ per ciascuna guardia) oltre che pagare le spese legali.
 
I fatti risalgono al 21 settembre 2008 quando Euro Rocchi fu fermato da due guardie Zoofile del WWF e due Guardie Volontarie della Provincia di Grosseto, che accertarono due sanzioni amministrative in materia di caccia a suo carico. In particolare l'uomo stava cacciando ad appena 26 metri dalla strada più vicina quando avrebbe dovuto invece essere oltre i 50 metri indicati dalla norma per ovvi motivi di sicurezza.

Rocchi aveva dichiarato di aver creduto di essere già oltre quella distanza mentre seguiva i propri cani dopo essere sceso dall'auto. Se la cosa fosse finita lì, Rocchi avrebbe dovuto semplicemente pagare alla Provincia una sanzione da 210 euro.

Ma il problema non è la sanzione. Il problema sono le parole che Rocchi ha rivolto alle quattro guardie: «Cosa state misurando? Non vorrete mica fare il verbale per la distanza dalla strada. Ma lo sapete chi sono io? Sono il vicepresidente dell'Arcicaccia Toscana. Se mi fate un solo verbale, con le mie conoscenze farò il possibile per rovinarvi. Guardie come voi non dovrebbero esistere. Siete troppo fisçali, altre guardie avrebbero chiuso sicuramente un occhio e se ne sarebbero andate».

L'italica tradizione delle regole-elastico, che ci sono ma non vanno mica applicate, e del "lei non sa chi sono io" per cui se sono "importante" e "conosco le persone giuste" sono intoccabile risplendono nel loro vergognoso fulgore.

Le Guardie giustamente non si scompongono e mettono tutto a verbale, compreso il prosieguo.  «Domani farò alcune telefonate e poi vedremo. Comunque siete sempre in tempo: chiudete tutto e andatevene, nessuno saprà niente e voi non avrete nessun problema. È l'ora che guardie come voi la finiscano di fare questi controlli e questi assurdi verbali. Con le mie amicizie non pagherò certo questi verbali e non immaginate i guai che passerete. Ho molte amicizie, oltre che in Regione anche negli uffici della Provincia».

Le ultime parole famose. Come e' crudele a volte la vita: gli "amici influenti" che ti abbandonano nel momento del bisogno. Coraggio, signor Rocchi, sono ferite che guariscono e fanno bene alla salute. E' infatti incoraggiante vedere che l'arroganza viene, a volte, giustamente sanzionata. Altro che "lei non sa chi sono io"!

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