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La Svizzera verso la caccia al lupo?

Pressioni di una parte del mondo rurale per aprire la caccia al lupo, accusato di predare animali al pascolo. Una serie di accuse demenziali per una risposta ancora più demenziale: ancora una volta la più becera stupidità minaccia una delle specie più preziose del nostro ecosistema. La Svizzera ha già un risibile "piano di gestione" del lupo dal grilletto facilissimo e una robusta reputazione di massacratrice di predatori che, come nel caso della lince, neutralizzano qualsiasi tentativo di reintroduzione e salvaguardia (17/11/11)

La protezione del lupo ha i giorni contati? Il Consiglio federale, su pressione del Parlamento, ha adottato oggi una mozione del senatore vallesano Jean-René Fournier che chiede di modificare la Convenzione di Berna affinché il lupo possa essere cacciato in territorio elvetico. Al momento il suo abbattimento è possibile solo se supera un contingente di predazioni.

L'aspetto positivo é che la Convenzione di Berna é stata ratificata da 39 paesi e dall'Unione europea e quindi difficilmente potrà essere modificata per la pressione di un politicante che cerca d'arruffarsi quattro agricoltori con un mucchio di insensatezze.

"Si tratta di una risposta alle richieste dei cantoni di montagna" sostiene Cleto Ferrari, presidente dell'Unione contadini ticinesi. "Qui in Ticino la petizione "Via il lupo dalle valli" aveva raccolto oltre 5'000 firme e lo stesso Gran Consiglio si era espresso in tal senso, dopo aver evaso una serie di atti parlamentari, tra cui alcuni miei."

"Dobbiamo decidere se vogliamo il lupo o il formaggino di capra" prosegue Ferrari. "Gli ambientalisti dicono che i cani sono sufficienti per proteggere le greggi, ma non è assolutamente così. Anzi, i cani da protezione hanno mangiato più capretti loro di quanti ne abbia sbranati il lupo."

"Come commissione del Gran Consiglio siamo andati anche su aziende biologiche a verificare la situazione e loro stessi dicono che è impossibile attuare misure di prevenzione" dice Ferrari. "Tra i nostri agricoltori ce ne sono anche che sono a favore del lupo, ma non sono quelli che fanno l'allevamento caprino. Lupo e allevamenti di montagna non sono compatibili nel nostro Cantone." "In Ticino il 53% del territorio è ricoperto da bosco. Invece di difendere il lupo, noi diciamo "difendete gli allevatori", che sono sempre meno. E la scomparsa degli allevatori favorisce ancor più l'inserimento del lupo. Poi ora abbiamo solo esemplari "solitari", ma se facessero branco avremmo delle conseguenze impressionanti."

Certo, se il Canton Ticino fosse invaso da migliaia e migliaia di lupi... altro che conseguenze i,pressionanti, ma questa si chiama fantascienza.

"Il lupo è più un problema di pancia che di realtà" sostiene invece Pierre Rusconi, presidente della SPA di Lugano e dintorni. "Il lupo non è un pericolo per l'uomo. Non si verificano attacchi da anni, nemmeno negli Stati Uniti, dove ce ne sono molti di più." "Se invece lo si vuole accusare di creare dei disequilibri nel mondo animale, è un'altra menzogna. I cacciatori in Ticino ammazzano 1'200 cervi, al lupo ne vengono imputati solo 5" prosegue Rusconi.

"Potrebbe essere un problema per quanto riguarda gli allevatori delle zone discoste" dice ancora Rusconi. "Ma sia in Abruzzo che in Spagna sono riusciti a risolverlo, con i cani e dandosi la pena di curare meglio gli animali senza abbandonarli in alto. Certo che la soluzione più rapida è quella di abbattere il lupo."

In Svizzera al momento si troverebbe una decina di lupi. In Ticino dovrebbero essere un paio, in Leventina, ma è difficile fare stime precise perché si tratta di un animale molto mobile, capace di fare 70 chilometri al giorno in ambito alpino. "Ogni tanto ci sono anche predazioni di animali di passaggio, come è successo nella zona di Cerentino, in Valmaggia" afferma il signor Brignoli, responsabile della protezione greggi del Cantone. "In Ticino abbiamo pochi animali fissi, ma ne abbiamo tanti che attraversano il nostro territorio. La situazione è diversa nelle regioni intorno a noi. Il Piemonte ha circa 20 branchi di lupi, principalmente nella zona confinante con la Francia, dove attualmente hanno il problema che i lupi attaccano animali di dimensioni più grosse, anche bovini."

La facilità di colonizzare nuove aree sarebbe una caratteristica del lupo. "Il meccanismo che si instaura in un gruppo di lupi è quello dell'espulsione degli animali che non riescono a diventare dominanti" continua Brignoli. "Questi lupi diventano "esploratori" e vanno a insediarsi in nuovi territori. Se poi trovano la possibilità di procreare, restano in questi territori. E quando arrivano i cuccioli riparte lo stesso meccanismo."

Il lupo comunque non è una novità nel Canton Ticino. "In Verzasca ci sono ancora le trappole per il lupo utilizzate nell'Ottocento" prosegue Brignoli. "Ma ai tempi l'allevamento di montagna era più diffuso, per cui il lupo aveva gli agricoltori come nemici. Ora che i suoi nemici stanno sparendo, è più semplice per lui tornare nel nostro territorio."

Dopo il lupo, in Ticino potrebbe tornare pure l'orso, già avvistato a più riprese nei Grigioni. "È possibile che ci siano orsi nelle zone vicine al Ticino" dice Brignoli. "L'ultimo avvistamento ufficiale è quello nei Grigioni dell'anno scorso. Ma la mobilità di questi animali è notevole. E se mai dovesse arrivare l'orso rappresenterebbe un problema non solo per gli animali, ma per tutta la popolazione." Affermazione insensata dato che da secoli in Europa non si ha notizia di attacchi di orsi a esseri umani.

Ma al nostro sparatutto non basta e rincara la dose evocando le più cupe paure. "Sono stato in Bulgaria in zone dove ci sono lupi e orsi. I contadini, quando escono ad accompagnare il bestiame, si portano la lupara perché c'è sempre il rischio di essere vittime della predazione di un orso. E ci sono già stati diversi casi reali."

"Nel parco di Yellowstone gli orsi li prendono e li portano a 250 miglia all'interno del parco. Da noi significherebbe portarli a Zurigo (stupidaggine colossale: per quanto Yellowstone sia grande, da qualsiasi suo punto con uno spostamente di 250 miglia si é abbondantemente fuori dai suoi confini!). E negli Stati Uniti hanno una quantità notevole di territorio, qui da noi sarebbe un problema non gestibile" conclude Brignoli. Ora la "caccia al lupo" potrebbe diventare una nefasta realtà. La caccia all'orso, invece, resta ancora nel futuro.

Noi speriamo restino entrambe nel passato.

Commenti
Salve Marco Brignoli
 20/12/2011 00:50:25 Rispondi
Sono il seminatore di paure.... Ho letto con interesse il commento, faccio però notare che l'informazione sullo spostamento degli orsi in caso generino problemi ci è stata data dai rangers del parco durante una visita guidata. Nel parco ci sono stato e so quanto sia esteso. E per ciò che riguarda la pericolosità dell'orso ricorderei invece che anche la centrale di Fukushima era considerata dai suoi "fan" (non certo da me) innocua sino al momento che non ha generato dei problemi. È una questione di valutazione oggettiva delle potenzialità di danno, non di accaduto, fortunatamente positivo sinora con l'orso. Credo che al momento siamo tutti ben consci che nell'Europa occidentale vi sono ben più episodi gravi, ed anche decessi, dovuti ad api, calabroni, vespe ed altri insetti che a causa di grandi predatori.Il che non significa affatto vi sia qualcuno che possa pensare che tutti gli insetti vadano eliminati (...), ragionamento che si deve ovviamente applicare anche per altri animali. Ma come ci si difende dagli insetti, e si informa la popolazione, credo sia intellettualmente onesto farlo anche per l'orso. Come per il lupo va detto chiaramente, anche dopo averne visti da vicino-vicino, che le potenzialità di danni gravi all'uomo sono certamente basse (non nulle come per tutti i canidi, anche questo va detto esplicitamente). Chiedete ai pastori delle zone con gli orsi che fine possono fare i loro cani da protezione quando sono attaccati dagli orsi. E non sono certo dei chihuahua questi poveri esseri che si sacrificano per il loro bestiame. Volentieri disposizione per la discussione, se posso ricordando che mi occupo della protezione di animali e non d'altro..
Re: Salve Colombo Daniele
 30/12/2011 14:36:09 Rispondi
La potenziale pericolosità intrinseca dell'orso è fuori discussione, così come è intrinsecamente pericoloso attraversare la strada, fare il bagno al mare o una passeggiata in montagna, visto che ogni anni praticando queste attività muoiono migliaia di persone in Europa. A ogni evento rischioso, corrisponde una probabilità che accada: anche stare fermi a letto può essere letale se precipita un aereo sulla nostra casa... Proprio perchè la probabilità che la pericolosità dell'orso si traformi da potenziale in reale è prossima a zero, è insensato farnme un argomento di discussione. Ogni cultura ha la propria mitologia. A questo proposito è interessante ricordare cosa scrive Charlie Russel nel suo "Grizzly heart". Russel è stato per anni guida di bear-watching in British Columbia, Canada, negli stessi territori dove operavano i cacciatori di orsi. Metre i racconti di Russel sono pieni di ammirazione, stupore, scoperta, rispetto, egli stesso rileva come i racconti serali dei cacciatori era intrisi di orsi ferocissimi e sanguinari che si lanciavano all'attacco di qualsiasi essere vivente per dilaniarlo tra le fauci salvo essere fermati all'ultimo istante da una provvidenziale fucilata. Visioni opposte, parlando esattamente degli stessi animali. Anche Peter Dettling (un fotografo svizzero che lavora in Alberta, Canada), nel suo bellissimo "The will of the land" critica duramente i libri di cui son piene le librerie dei parchi nord americani su attacchi di orsi, come difendersi dagli orsi, quanto pericolosi possono essere gli orsi. Li critica perchè anche se scritti "a fin di bene" non fanno altro che creare la paranoia dell'orso feroce, cattivo e pericoloso che è il substrato culturale da cui poi fioriscono le idee cattive come quella di prenderli a fucilate. Svizzera e Germania sono un bell'esempio di questa logica insana, avendo introdotto nei propri piani di gestione il concetto assolutamente demente di "massimali di prelievo" da parte di predatori, oltre i quali scatta la pena di morte. Con buona pace del'opinione pubblica che indotta a pensare proprio dalla vostra cosiddetta "informazione" che in fondo si trattava di bestiacce pericolose, una bella fucilata sia la soluzione ideale al problema. Tanto si possono sempre vedere nei documentari... Ogni attività umana presenta dei rischi, compreso l'allevamento degli animali allo stato brado. Un agfricoltore può avere il raccolto devastato da piogge torrenziali o brucito dalla siccità, un industriale può essere messo fuori gioco da un concorrente troppo competitivo, un piccolo negoziante messo fuori mercato dalla grossa distribuzione. Tutti questi soggetti devono prendere adeguate misure per tutelarsi, dal coprirsi con una assicurazione al tenere gli occhi ben aperti, innovare, migliorare e propri servizi. Non si capisce perchè mentre da tutti questi imprenditori ci si aspetta che sia puramente la loro capacità e professionalità a tutelarli dai "rischi", per gli allevatori ci debba essere una qualche ulteriore tutela pubblica. Cos'hanno di diverso dagli altri? L'eventuale orso o l'eventuale lupo che predi dei capi di bestiame è un rischio del mestiere; se si accetta il mestiere, se ne accettino anche i rischi. Nessun produttore tessile italiano prende il fucile per far fuori il suo concorrente cinese: perchè diavolo dovrebbe essere autorizzato a farlo un allevatore con un orso?

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