In diversi comprensori francesi la popolazione di questa specie è in declino, a causa del prosciugamento dei luoghi di deposizione e riproduzione, come torbiere, stagni e prati umidi.
Alle minacce di tipo ambientale si aggiunge anche quella del bracconaggio; nelle aree rurali c'è l'usanza di catturare e consumare le rane durante la settimana pasquale. La vecchia tradizione è divenuta anche una fonte di lucro per il mercato nero, e il prezzo di una dozzina di zampe di rane selvatiche può raggiungere i 4 euro.
Pertanto nelle zone più critiche ogni anno gli agenti di polizia ambientale dell'ONEMA (Ufficio nazionale per le acque e gli ambienti acquatici) , pattugliano i siti giorno e notte, efefttuando appostamenti e controlli di veicoli, nel corso di campagne di controllo che coinvolgono anche i luoghi di compravendita delle rane (ristoranti, mercati del pesce, locande) .
Nel marzo 2011, tra i monti del villaggio di Ségur-les-Villas (dipartimento di Cantal, regione dell'Alvernia) , in una giornata nebbiosa nel mezzo della foresta, 2 noti bracconieri intenti a tagliare le zampe delle rane catturate sono stati bloccati dagli agenti statali; 2.500 rane, per complessivi 28 chili, erano state catturate prima della deposizione ed erano piene di uova.
I bracconieri sono stati sanzionati per la mutilazione di animali selvatici, pesca fuori stagione e con mezzi non consentiti, oltre che senza licenza. I malcapitati hanno già pagato 2.500 euro ciascuno di risarcimento civile alla Federazione della Pesca e compariranno in tribunale a fine marzo 2012
(nella foto il guardiapesca ed agente ambientale statale dell'ONEMA , Frank Avard, con il bottino sequestrato)