Fucile clandestino: arrestato cacciatore

I l numero di matricola era stato completamente cancellato, trasformando così un semplice fucile da caccia in un'arma clandestina. La licenza per l'attività venatoria poi, non l'aveva proprio, e nell'automatico, a dispetto di quanto impone la legge, aveva caricato cartucce a pallettoni e non a palla singola come prescrive la normativa per la caccia al cinghiale (05/02/10)

Per questo Luca Monni, 36 anni di Burcei, quando si è trovato davanti domenica mattina i forestali, ha pensato bene di darsi alla fuga tentando di non essere fermato e identificato. Ben sapendo che quelle irregolarità commesse gli avrebbero procurato seri guai. I suoi tentativi maldestri di fuggire sono però naufragati in un attimo.

I ranger del nucleo investigativo di Cagliari, impegnati in un'operazione di controllo nelle campagne tra Burcei e Sinnai coordinata dall'Ispettorato ripartimentale, lo hanno bloccato. Sono così saltate fuori, una dopo l'altra, le magagne. Fucile con numeri abrasi, porto d'arma assente, munizioni non consentite nel caricatore dell'automatico. L'arresto è stato inevitabile. Flagranza di reato, Luca Monni è stato prima accompagnato in caserma e poi, su disposizione del magistrato, rinchiuso nel carcere di Buoncammino in attesa di essere interrogato dal giudice per le indagini preliminari.

L'operazione che ha portato all'arresto dell'operaio di Burcei rientra in un servizio di controllo ad ampio raggio predisposta dall'Ispettorato ripartimentale del Corpo forestale regionale. Domenica l'obiettivo era quello di verificare l'esistenza di irregolarità all'interno di una delle compagnie di caccia grossa che operano in questo territorio. A cadere nella rete è stato però un singolo cacciatore.

L'obiettivo era ben altro. Belle montagne tra Serpeddì e il massiccio dei Settefratelli gli 007 del Corpo forestale stavano cercando non solo di contrastare il bracconaggio ma soprattutto tentare di intercettare e combattere il traffico d'armi clandestine. «Ovvero - ha precisato il direttore del Servizio ispettorato, Giuseppe Delogu - di quelle armi di provenienza furtiva ma anche artigianale come appunto i tubi-fucile che vengono impiegate a danno della selvaggina».

Gli investigatori del Servizio ispettorato ripartimentale di Cagliari, che interessa sia la provincia di Cagliari che quella del Medio Campidano, nella stagione venatoria che va dal primo settembre al 31 gennaio hanno predisposto 54 comunicazioni di reato, indagato per reati venatori 51 persone (tra cui 19 per reato d'uccellagione), sequestrato 26 fucili, 492 munizioni, 29 mila e 750 lacci, tagliole e reti. Hanno anche sequestrato 7 cervi, 2.117 tordi, 11 cinghiali, 2 lepri e tre pernici. Quarantanove sono state infine le violazioni amministrative.

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