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Denunciati tre bracconieri bresciani in trasferta a Biella

Brillante operazione antibracconaggio delle guardie venatorie volontarie della LAC del Nucleo di Biella. Sequestrate armi, munizioni e decine di esemplari di fauna protetta illegalmente abbattuti. Una denuncia anche per per porto abusivo d’arma dato che uno della banda era privo di licenza di caccia (22/11/11)

L’autunno è il periodo nel quale i piccoli migratori dal nord e dal centro dell’Europa si spostano verso sud in cerca di aree di svernamento più miti. Quasi tutti appartengono a specie protette, alcune in grave contrazione numerica soprattutto a causa della riduzione del loro areale. Si tratta per lo più di uccelli di pochi grammi che con i loro versi e i loro voli allietano prati, boschi e campagne. Eppure c’è ancora chi, indifferente alla norme di legge, li aspetta ai margini delle radure, armato di fucile, per sterminarli a più non posso.

Le sanzioni per i cacciatori-bracconieri, ancorché a carattere penale, sono troppo lievi e non costituiscono un sufficiente deterrente. Le splendide colline intorno al Lago di Viverone non sono indenni da questa piaga. Gli sparatori arrivano spesso da altre regioni.

I volontari della LAC sono da sempre in prima linea per difendere questi amici alati, così anche la piccola, ma attiva sezione provinciale di Biella.

Una pattuglia di guardie venatorie volontarie della LAC con la collaborazione di 4 GEV della Provincia nella tarda mattinata di sabato 19 novembre 2011 individua nella campagna circostante la frazione Salomone di Roppolo (BI) all’interno dell’Azienda Agri-Turistico-Venatoria “Contea di Paverano” un’autovettura con all’interno decine di cartucce da caccia lasciate incustodite. I numerosissimi spari che giungono dalla campagna circostante suggeriscono di intensificare i controlli.

Vengono fermati tre cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia. M.F. di anni 51 di Bienno (BS) viene trovato dalle guardie in possesso di ben 69 esemplari di piccoli uccelli protetti illegalmente abbattuti (49 fringuelli, 2 verdoni, 6 lucherini, 5 cardellini, 2 cinciallegre, 1 cinciarella, 1 frosone. 2 pettirossi, 1 ghiandaia).

Per lui scatta la denuncia per caccia di frodo all’Autorità Giudiziaria. La Polizia Provinciale successivamente chiamata sul posto provvede a sequestrare il fucile, le decine di cartucce lasciate incustodite nell’auto, gli animali uccisi.

M.A. di anni 22 di Bienno (BS) viene trovato in possesso di 5 fringuelli abbattuti. Non solo, ma le guardie gli contestano l’incauto affido del fucile all’amico M.G di anni 27, anche lui di Bienno (BS), privo di porto d’armi e di licenza di caccia. M.A. viene denunciato all’Autorità Giudiziaria per caccia di frodo e incauto affido dell’arma. La Polizia Provinciale gli sequestra gli animali, il fucile. L’amico M.G rimedia una denuncia all’Autorità Giudiziaria per porto abusivo d’arma e una sanzione amministrativa per caccia senza licenza. Alle denunce penali alla A. G. si aggiungono alcune sanzioni amministrative per diverse irregolarità.

Ben cinque ore è durata l’intervento a Roppolo. La soddisfazione per un’operazione di vigilanza riuscita è oscurata dalla tristezza per l’alto numero di animali trovati uccisi. La LAC intensificherà i controlli venatori nelle prossime settimane nel Biellese, soprattutto nelle aziende private di caccia, per scoraggiare i distruttori di quel poco di natura che ancora si è preservato.

(fonte: LAC)

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