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Cacciatori fermati in Croazia

Tre vicentini residenti a Camisano sono stati bloccati dalla polizia durante una battuta illegale di caccia. Sequestrati i fucili e gli uccellini abbattuti, parte dei quali protetti. Ora devono restare in attesa del processo (20/08/11)

Le loro vacanze le avevano programmate in Croazia, così da visitare una terra splendida e da poter coltivare il loro grande hobby, quello della caccia. Ma tre vicentini sono incappati in un controllo della polizia durante una battuta e sono stati posti in stato di fermo in attesa del processo. Dovranno pertanto aspettare fino a martedì per poter tornare in Italia, e rischiano una forte multa per delle violazioni commesse.

Nei guai sono finiti Antonio e Alex Bulato, rispettivamente padre e figlio, di 69 e 26 anni, e dell'amico Roberto Danieli, 24, tutti residenti a Camisano. I tre sono accusati di aver praticato in maniera illegale l'attività venatoria durante una battuta in Croazia.

In base a quanto è stato possibile ricostruire i camisanesi si erano recati nel paese dell'Est Europa in compagnia di un gruppetto di appassionati di caccia, con la supervisione di un'agenzia che gestiva il viaggio. Sono numerosi i cacciatori vicentini che scelgono questa formula per andare a fare danni nei paesi balcanici o dell'Est, per avere supporto logistico in loco e per avere ausilio in caso di guai.

Con i due Bulato e con Danieli c'erano almeno altre tre-quattro persone. I vicentini sarebbero stati sottoposti ad un controllo a sorpresa da parte della polizia forestale croata che ha mosso loro delle contestazioni per avere abbattuto uccelli protetti.

Per questo hanno dovuto seguire gli agenti in una caserma poco lontano nella quale sono stati identificati e trattenuti sino a quando è giunto l’ordine del magistrato di processarli. La loro auto è stata tenuta in caserma, le loro armi da caccia sequestrate oltre, ovviamente, alle cartucce e agli uccellini che fino a quel momento avevano ucciso durante la battuta.

Il terzetto rischia - in base ad altri processi analoghi ai quali sono stati sottoposti altri italiani anche di recente - la confisca della cacciagione e delle armi, ma soprattutto di pagare una forte multa, che potrebbe essere nell'ordine di parecchie migliaia di euro ciascuno.

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