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Caccia & bracconaggio
Caccia in Romania al di fuori delle regole

Caccia in Romania al di fuori delle regole

Caccia in Romania al di fuori delle regole

In Romania il Ministro dell'Ambiente dice basta ai massacri di uccelli da parte dei cacciatori italiani. Le associazioni CABS Comitato contro l'uccellagione (Committee Against Bird Slaughter), ENPA, LAC, LIPU e WWF Italia  denunciano l'insostenibile pratica dei viaggi venatori di cacciatori italiani in Romania, dove tour operator senza scrupoli organizzano massacri di migliaia di uccelli migratori, spesso in spregio alle norme europee e ai principi di conservazione (18/10/12)

L’11 ottobre la polizia rumena pone in stato di fermo venti cacciatori italiani per violazioni alla legislazione sulle armi e per bracconaggio. In seguito alla perquisizione dell’albergo dove alloggia la comitiva viene sequestrato un vero e proprio arsenale composto da 30 fucili e 9.000 cartucce, detenute nella più totale insicurezza. Vengono sequestrati anche 1.200 uccelli morti oltre a richiami elettromagnetici utilizzati per attirare la fauna. Tre cittadini italiani e sei rumeni coinvolti nell’organizzazione della gita di caccia, che avrebbero distribuito 18.000 cartucce in pochi giorni, sono tuttora in carcere e rischiano pesantissime condanne. 

 
Queste stragi di fauna selvatica realizzate in pochi giorni durante i viaggi “pronto caccia” sono rese possibili dall’utilizzo dei richiami elettromagnetici, apparecchi tassativamente vietati dalla Direttiva Europea, che vengono invece pubblicizzati come legali in Romania dai tour operators venatori italiani.  
 
La notizia provoca sdegno in Romania e mette sotto accusa ancora una volta le stragi perpetrate dai cacciatori italiani all’estero, confermate dai numerosi sequestri effettuati negli anni passati in Italia, Ungheria, e Serbia di centinaia di migliaia di uccelli protetti uccisi e occultati in tir per sfuggire ai controlli doganali.
 
Eppure il Ministro dell’Ambiente rumeno, con nota del 29 agosto 2012 a firma del Direttore Generale Eugen Simionescu ha risposto a quesito posto dalla Societatea Ornitologică Română /Birdlife Romania  ribadendo che “in conformità con l’Ordinanza Governativa n° 57/2007, annesso 6, lettera a, su tutto il territorio nazionale è vietato l'uso di apparecchi elettronici allo scopo di uccidere o catturare specie della fauna selvatica “. L’ Ordinanza Governativa n° 57/2007 recepisce le disposizioni della Direttiva europea uccelli 2009/147/CE ed è stata tramutata con la legge n. 49/2011.
 
Le ‘imprese’ dei cacciatori italiani all’estero, che infrangono le norme europee, gettano discredito sul nostro Paese – sottolineano CABS, ENPA, LAC, LIPU e WWF – Meglio sarebbe che Paesi ricchi di natura come la Romania, puntassero sul turismo naturalistico piuttosto che su una pratica venatoria estrema che rischia tra l’altro di impoverirli di biodiversità e portarli presto a procedure e sanzioni da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto delle direttive comunitarie
 
In questo senso le Associazioni ricordano quanto affermato dall'europarlamentare Idv Andrea Zanoni in un'interrogazione alla Commissione europea, secondo il quale “alcuni tour operator venatori italo rumeni stanno attirando nel Paese molti turisti-cacciatori con la promessa di poter dar libero sfogo alla propria ingordigia venatoria grazie anche all'utilizzo di questi strumenti vietati dalle norme europee. La Romania non può diventare il Far West venatorio d'Europa. Un paese di così grandi bellezze naturali dovrebbe puntare su un turismo rispettoso dell'ambiente e chiudere finalmente le porte all'irresponsabilità dei cacciatori.”