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Bracconaggio: cronache italiane

La polizia provinciale sorprende due bracconieri in provincia di Caserta; un uomo denunciato mentre cacciava di notte nelle Valli del Po. A Venezia, denunciati due bracconieri che cacciavano nella laguna di Cavallino-Treporti  (07/03/07)

Caserta: un'operazione antibracconaggio, realizzata dalla polizia provinciale ha portato alla denuncia per caccia di frodo di due persone. Gli Agenti della Polizia Provinciale hanno sequestrato due fucili semiautomatici, 41 cartucce calibro 12 e alcuni richiami acustici riproducenti anatre selvatiche che abitualmente vengono adagiati sullo specchio d'acqua. L'operazione è avvenuta in una zona in passato definita «la riserva di caccia della camorra», un territorio dove i capiclan riuscivano a imporre ai cacciatori impenitenti pedaggi anche di ottomila euro l'anno. I due uomini sono stati sorpresi in flagranza di reato mentre erano appostati all'interno di un gabbiotto nei pressi di un laghetto naturale. Dopo aver piazzato in acqua i richiami, i due attendevano l'arrivo di alcune anatre selvatiche ma sono stati sorpresi dagli agenti della polizia provinciale. Un successo per la polizia provinciale, che da oltre un anno ha intensificato i controlli di polizia ambientale, con particolare attenzione verso il servizio notturno di antibracconaggio e lo sversamento abusivo di rifiuti. Il corpo, che fa parte del comitato interforze della Questura, svolge anche compiti di polizia stradale sulle arterie di competenza della Provincia.

Valli del Po: una pattuglia della Polizia Provinciale ha prima rilevato le tracce di un appostamento (tecnicamente una 'paciara' con un piccolo specchio d'acqua antistante) da caccia e quindi predisposto un servizio notturno di vigilanza per sorprendere il bracconiere in flagranza di reato. Ai primi colpi di fucile, i due agenti in servizio sono intervenuti, ma il bracconiere si è dato alla fuga abbandonando l'imbarcazione con la quale era giunto all'appostamento, il fucile ed i richiami che aveva utilizzato, ed altri effetti personali che ne hanno permesso l'identificazione. "E' l'ennesimo episodio – ha commentato l'assessore provinciale alla Caccia, Luigi Solimini – che dimostra che una parte del mondo venatorio è rimasta indietro nel tempo. Oggi ci sono norme chiare e di civiltà che regolano l'esercizio della caccia: la maggior parte dei cacciatori sa rispettarle, ma ancora qualcuno si pone al di fuori della legalità e deve essere fermato.
Ringrazio gli agenti della Polizia Provinciale che anche in questa occasione hanno dato prova di grande professionalità e capacità ponendo in atto una azione di repressione mirata ed estremamente accurata
".

Venezia: gli agenti della Polizia Provinciale di Venezia sono riusciti a bloccare due cacciatori di frodo, residenti a Cavallino-Treporti, intenti a cacciare nella valli lagunari. Il primo cacciatore è stato bloccato di mattina, quando gli agenti della Polizia Provinciale lo hanno sorpreso all'interno di un'azienda faunistico venatoria con in mano un fucile Beretta calibro 12 e la relativa scorta di munizioni. Il secondo cacciatore è stato scoperto di notte: approfittava dell'oscurità per andare a caccia lungo le suggestive barene del litorale nord. L'uomo è stato trovato in possesso di un fucile Flobert calibro 9 ma anche di un germano reale appena ucciso. Entrambi, sono stati denunciati per non aver rispettato la legge 157 del 1992 che disciplina la caccia in tutto il territorio nazionale. Sequestrati, ovviamente, i fucili e la selvaggina uccisa.

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