“Nella scorsa settimana sono giunti presso il Centro di Recupero degli Animali Selvatici del Parco dell’Adamello quattro rapaci: una civetta, una poiana e due sparvieri.
Questi animali hanno una cosa in comune: sono vittime di atti di bracconaggio, in quanto tutti e quattro presentano lesioni da arma da fuoco.
Nel caso della Civetta, proveniente da Cerveno, e di uno Sparviere, proveniente da Sellero, le lesioni erano tali da non essere compatibili con la vita, per cui sono stati immediatamente sottoposti ad eutanasia.
La sorte della Poiana trovata in bosco ad Astrio e dello Sparviere rinvenuto a Gianico sembra essere migliore; entrambi i volatili sono stati sottoposti ad intervento chirurgico per la ricostruzione degli arti fratturati. Adesso dobbiamo sperare che la natura dia una mano alle cure veterinarie prestate e ridoni una vita libera a questi meravigliosi animali.
Ritornando al gesto di chi imbraccia un fucile e vaga per i boschi sparando ad animali protetti dalla legge e perfettamente riconoscibili dalle specie cacciabili, il sentimento che si prova è di grande rabbia. Non è possibile che ancora ad oggi si verifichino episodi simili.
Questi atti vandalici e illegali portano discredito ai cacciatori onesti e inducono l’opinione pubblica a considerare l’attività venatoria come un atto violento fine a se stesso.
Si chiede che l’attenzione degli organi di stampa si mantenga elevata per continuare a denunciare questi fatti sdegnosi. (la Vallecamonica non merita di essere considerata un ricettacolo di bracconieri.)”
Fin qui il Comunicato del Parco. La nostra triste considerazione è che purtroppo non è la Valle Canonica ad essere un “ricettacolo di bracconieri”: è tutta la provincia di Brescia…