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Bracconaggio ai danni di rapaci

Riceviamo dal Centro Recupero Animali Selvatici del Parco dell’Adamello questo comunicato stampa con le scioccanti immagini di una civetta presa a fucilate da un cacciatore. Vale ricordare che la civetta è una specie particolarmente protetta, assolutamente NON cacciabile e impossibile da confondere con qualsiasi animale cacciabile. Si tratta quindi di un gesto criminale deliberato da parte di chi, con un fucile in mano, si sente padrone del mondo e in diritto di fare quel che crede (28/11/11)

“Nella scorsa settimana sono giunti presso il Centro di Recupero degli Animali Selvatici del Parco dell’Adamello quattro rapaci: una civetta, una poiana e due sparvieri.

Questi animali hanno una cosa in comune: sono vittime di atti di bracconaggio, in quanto tutti e quattro presentano lesioni da arma da fuoco.

Nel caso della Civetta, proveniente da Cerveno, e di uno Sparviere, proveniente da Sellero, le lesioni erano tali da non essere compatibili con la vita, per cui sono stati immediatamente sottoposti ad eutanasia.

La radiografia con ben evidenti i pallini da caccia rimasti nel corpo della civettaLa sorte della Poiana trovata in bosco ad Astrio e dello Sparviere rinvenuto a Gianico sembra essere migliore; entrambi i volatili sono stati sottoposti ad intervento chirurgico per la ricostruzione degli arti fratturati. Adesso dobbiamo sperare che la natura dia una mano alle cure veterinarie prestate e ridoni una vita libera a questi meravigliosi animali.

Ritornando al gesto di chi imbraccia un fucile e vaga per i boschi  sparando ad animali protetti dalla legge e perfettamente riconoscibili dalle specie cacciabili, il sentimento che si prova è di grande rabbia. Non è possibile che ancora ad oggi si verifichino episodi simili.

Questi atti vandalici e illegali portano discredito ai cacciatori onesti e inducono l’opinione pubblica a considerare l’attività venatoria come un atto violento fine a se stesso.

Si chiede che l’attenzione degli organi di stampa si mantenga elevata per continuare a denunciare questi fatti sdegnosi. (la Vallecamonica non merita di essere considerata un ricettacolo di bracconieri.)”

Fin qui il Comunicato del Parco. La nostra triste considerazione è che purtroppo non è la Valle Canonica ad essere un “ricettacolo di bracconieri”: è tutta la provincia di Brescia…

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