L'ultima esternazione dell'ANLC (Associazione Nazionale Libera Caccia) grida al "complotto anticaccia", smascherando il bieco piano del Ministro dell'Ambiente per prima occupare l'INFS e poi piegarlo alle sue smanie anti venatorie facendogli produrre un parere tecnico sulla caccia allo storno asservito ai suoi disegni anticaccia. Peccato la realtà sia tutta diversa come emerge in maniera cristallina dal documento dell''INFS (03/03/07)
Dopo un po' che si è affetti da manie di persecuzione, il problema diventa cronico e così si iniziano a vedere congiure, nemici, oscure trame, complotti ovunque si guarda. Il pregiudizio ottenebra la capacità critica e qualsiasi questione venga affrontata in realtà ha già la risposta preconfezionata . Questa volta nel mirino di un'associazione di cacciatori c'è finito l'INFS, un organo serio, tecnico, che riporta le cose come stanno e per questo risulta per la maggior parte delle volte molto indigesta al mondo venatorio.
Il teorema dell'ANLC è semplice, come c'era da aspettarsi. Prima il Ministro per l'Ambiente "scippa" la competenza sull'INFS al Presidente del Consiglio, poi chiede all'INFS un parere sulla caccia allo storno e l'istituto di Ozzano, prono ai desideri del nuovo padrone politico, ecco che sforna un parere che dice che il tema del prelievo sullo storno non è affatto banale e arriva a sfidare la morale dei cacciatori - scandalo! - ipotizzando un bilanciamento del prelievo su altre specie che ne condividono determinate caratteristiche.
Andiamo per punti. Il primo è che è davvero curioso scandalizzarsi perchè a occuparsi di fauna selvatica - e quindi essere il referente istituzionale dell'organo tecnico competente - sia il Ministro dell'Ambiente. A noi pare molto logico. Ma forse le doppiette, abituate ad Assessori alla caccia che sono in realtà "rappresentanti dell'interesse dei cacciatori", pensano che un Ministro dell'ambiente sia necessariamente un "rappresentante degli interessi degli ambientalisti", quindi un nemico. Si tranquillizzino e pensino a Matteoli: anche se nessuno ne ha mai avuto l'impressione era il Ministro dell'Ambiente e certo neanche sospettato di essere un ambientalista.
Infastidisce poi sentire berciare sulla presunta "occupazione" dell'INFS da parte degli ambientalisti . Dobbiamo forse ricordare alle associazioni venatorie quando sono stati nominati nel Consiglio Direttivo dell'INFS nell'ordine: Viviana Beccalossi, rappresentante dei capannisti bresciani con l'idea fissa della caccia in deroga. Sergio Berlato, referente politico della fronda venatoria veneto-lombarda che sta combattendo la sua guerra interna al mondo della caccia per affossare le associazioni "tradizionali" considerate troppo morbide. Doriano Riparbelli, ex assessore alla caccia della Provincia di Milano che, trombato alle elezioni provinciali, era stato "piazzato" all'INFS a dispetto della sua assodata incompentenza faunistica ma forte propensione a fare il "cacciatore tra i cacciatori "?
Che non vengano quindi ora a lamentare un'occupazione ambientalista dell'INFS, dato che semmai il tentativo è stato l'esatto opposto negli ultimi anni.
Passando poi al presunto asservimento dell'INFS agli ambientalisti, basta a rispondere la comunicazione dell'INFS stessa - allegata - che argomenta con chiarezza la propria posizione, rimasta immutata nella sua versione del 2005 (con tutt'altro Governo, ricordiamo) e che riprende un documento del 1997. Una risposta chiara, completa, che solleva problemi che forse ai cacciatori non piace sentire: che è difficile giudicare il prelievo di specie come lo storno, che nell'elenco delle specie cacciabili in Italia ce ne sono diverse in cattivo stato di conservazione e che forse sarebbe bene toglierle se la logica prevalente fosse quella della tutela. Ma dato che non lo è, restano tra le specie impallinabili.
Una risposta seria, pacata, che riportiamo volentieri perchè ancora una volta testimonia la serietà dell'INFS. Meno seri gli attacchi di scrive per partito preso.