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Viaggio di un naturalista intorno al mondo

di Charles Darwin, Edizione 2005, XXVIII, 492 p, Einaudi  Editore (collana Tascabili) € 14,00 e anche Giunti Edizioni - Edizione 2002, Pagg. 647, Formato: 15,5x22,5 - € 18,00

Viaggio di un naturalista intorno al mondo - copertinaLa sua opera principale è certamente «Sull’origine delle specie», il libro che ha rivoluzionato non solo la scienza, ma la stessa concezione dell’uomo, ma anche questa opera di Charles Darwin merita grandissima attenzione.

Piu’ leggibile dei «Diari di viaggio» è la sintesi dei suoi 5 anni in giro per gli oceani a bordo del Beagle, in qualita’ di naturalista, l’esperienza che condotta in giovanissima eta’ (tra i 22 e i 27 anni!) ha gettato le basi per lo sviluppo della teoria evoluzionistica.

Non solo il testo è ricco di osservazioni naturalistiche (moltissime quelle geologiche), ma anche di cronaca e vita nei paesi visitati. Dai gauchos delle pampas argentina (chi sa che agli inizi dell’800 era in corso tra spagnoli e indiani sudamericani una guerra non meno brutale di quella ben piu’ famosa svoltasi nell’America del Nord ?) agli indigeni della Terra del Fuocom della Polinesia e dell’Australia, alle colonie portoghesi, inglesi e spagnole.

L’impressione che si ha di Darwin come uomo è contrastante: spirito decisamente avventuroso, curioso e brillante, passa da una sentita compassione verso gli schiavi – giudicando la loro condizione un abominio, anche se spesso «tollerabile» - alla piu’ assoluta indifferenza e disprezzo verso gli indiani sudamericani, visti come bruti selvaggi che in fondo non era cosi’ sbagliato massacrare (per la cronaca, mentre in Nord America sono rimasti degli indiani, in Argentina no).

In lui si sovrappongono i chiari segni distintivi di un approccio scientifco (apostrofa come «retrogradi» quelli che non vogliono chiedersi il perche’ e il come delle cose naturali ma le accettano come tali) associati a dei residui di cultura medievale. La malaria e’ una malattia causata dagli «umori» di certe zone e soprattutto gli animali vengono classificati, oltre che col nome scientifico, con una serie di giudizi «morali». Nobile, codardo, spregevole, leggiadro, di bell’aspetto non sono esattamente termini scientifici!

Parimenti la sua genialita’ nel guardare verso il passato e leggere in esso le tracce dell’evoluzione è curiosamente per nulla bilanciata da una sostanziale incapacita’ di guardare avanti, limitandosi a registrare l’estinzione, o la minaccia di estinzione, di alcune specie come una semplice notizia di cronaca non degna di particolare rilievo. Come e’ possibile che tanta fine capacita’ di analisi non sapesse proiettarsi verso il futuro circa le sorti di specie di cui freddamente diagnostica l’imminente estinzione?

Un ultimo punto interessante. Darwin si qualifica soprattutto come geologo e forse questo non e’ estraneo alla sua capacita’ di giungere alla teoria dell’evoluzione. Le sue conoscenze geologiche lo abituano a vedere il mondo in continua trasformazione. Le montagne che prima erano fondali marini, i fossili di specie estinte, o di specie antiche simili a quelle attuali, l’azione dei vulcani e dei fiumi : davanti agli occhi di Darwin si dispiega un mondo costantemente plasmato, modificato, trasformato. Perche’ anche le specie viventi – si e’ forse chiesto – non dovrebbero essere passate anche loro attraverso questo processo ?

Un modo affascinante per conoscere meglio un uomo che, col suo pensiero, ha cambiato per sempre il mondo in cui viviamo, con buona pace dei deliri creazionistici tanto in auge in alcuni paesi.

(a cura di Daniele Colombo)

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