Il piombo è un metallo velenoso ma è anche il componente principale delle munizioni usate nella caccia. Quali possono essere i suoi effetti sulla salute dell’uomo che si ciba di animali abbattuti con munizione di piombo? Diverse recenti ricerche mettono in evidenza due aspetti: il piombo è dannoso anche a concentrazioni molto piu’ basse di quanto si pensasse e nella carne della selvaggina resta piu’ piombo del previsto. La conclusione è che mangiare carne di selvaggina puo’ nuocere alla salute. Non solo degli animale – questo era certo – ma anche a quella umana (29/09/09)
Alcune ricerche recentemente pubblicate negli Stati Uniti (vedi documenti allegati, a destra) gettano nuova luce sulle conseguenze che l’assunzione di piombo attraverso la carne delle selvaggina abbattuta puo’ avere sulla salute delle persone. Gli effetti sulla salute degli animali (diretti con l'abbattimento e indiretti, con la morte per saturnismo causata dall'ingestione di piombo da parte di uccelli acquatici) e dell'ambiente erano gia' noti: col piombo non si scherza.
“Il piombo è un metallo velenoso, che può danneggiare il sistema nervoso (specialmente nei bambini) e causare malattie del cervello e del sangue. L'esposizione al piombo o ai suoi sali, soprattutto a quelli solubili, o all'ossido PbO2, può causare nefropatie, caratterizzate dalla sclerotizzazione dei tessuti renali, e dolori addominali colici.”
Uno studio della University of Colorado (Health Effects of Low Dose Lead Exposure in Adults and Children, and Preventable Risk Posed by the Consumption of Game Meat Harvested with Lead Ammunition) ha dimostrato che anche l’esposizione a piccole quantita’ di piombo – inferiori a 25 microgrammi per decilitro (μg/dL) – puo’ provocare ipertensione, indebolimento della funzionalita’ renale, declino delle capacita’ cognitive e problemi all’apparato riproduttore.
Il pericolo aumenta se si parla di bambini o addirittura feti. Il loro sistema nervoso e’ ancora in fase di costituzione ed e’ quindi particolarmente sensibile agli effetti nocivi del piombo che possono provocare danni alla crescita e allo sviluppo neurocognitivo gia’ a concentrazioni inferiori a 10 μg/dL. In questo caso non e’ stato neanche possible identificare una soglia minima al di sotto della quale possa essere escluso qualsiasi rischio.
Lo studio epidemiologico e la valutazione del rischio conseguente hanno indicato che il consumo regolare di selvaggina abbattuta con fucile e munizione al piombo puo’ causare degli aumenti anche sostanziali dei livelli di piombo nel sangue in particolare nei bambini.
Un altro studio (Lead Bullet Fragments in Venison from Rifle-killed deer: Potential for Human Dietary Exposure”, realizzato da scienziati del The Peregrine Fund, Washington Animal Disease Diagnostic Laboratory, Department of Veterinary Clinical Sciences - Washington State University, Department of Biology - Boise State University,
School of Earth & Environmental Sciences - Washington State University) ha verificato la presenza di piombo nelle carni di cervo coda bianca americano (Odocoileus virginianus) abbattuti con carabina e munizione tradizionale di piombo rivestito di rame, normalmente utilizzata per questo tipo di caccia.
30 carcasse sviscerate di cervo sono state radiografate per individuare la presenza di frammenti di piombo. Tutte hanno evidenziato la presenza di frammenti di metallo (media geometrica = 136 frammenti, raggio = 15–409) e una notevole dispersione di questi frammenti.
Le carcasse sono quindi state portate a differenti macellatori e la carne confezionata è stata sottoposta a una fluoroscopia che ha rilevato la presenza anche nel prodotto pronto per il consumo di frammenti nell’80% delle confezioni (24 cervi su 30). Il 32% dei 234 pacchetti di carne conteneva almeno un frammento e frammenti identificati come piombo dall’ICP erano presenti nel 93% di 27 campioni.
L’analisi degli isotopi ha permesso di confermare che il piombo individuato apparteneva a quello contenuto nella munizione utilizzata e non era gia’ presente nel corpo dell’animale abbattuto.
Il passo successivo è stato quello di alimentare dei maiali con questa carne per verificave la disponibilita’ biologica del piombo individuato, ovvero la sua capacita’ di passare all’interno dell’organismo. Le concentrazioni medie di piombo nel sangue di questi maiali hanno raggiunto i 2,29 μg/dL (con un picco a 3,8 μg/dL) due giorni dopo l’assunzione della carne contaminata dal piombo. Un valore significativamente piu’ elevato di quello di un gruppo di maiali di controllo che in media ha fatto registrare un valore di 0,63 μg/dL.
La conclusione degli scienziati è che esiste un rischio oggettivo per la salute legato all’assunzione di carne di selvaggina abbattuta con munizione al piombo.
La presenza significativa di residui di piombo nella carne di selvaggina e’ stata accertata anche da una ricerca svolta dalla Scuola di Medicina della University of North Dakota (Qualitative and Quantitative Detection of Lead Bullet Fragments in Random Venison Packages Donated to the Community Action Food Centers of North Dakota) che ha analizzato confezioni di carne di ungulato donate dall’associazione di cacciatori “Hunters For The Hungry” (Cacciatori per gli affamati) a dei centri di assistenza sociale.
Utilizzando sia la tomografia computerizzata ad alta risoluzione che la fluoroscopia a raggi X e’ stato possibile accertare un oggettivo rischio per la salute dei consumatori dovuto alla significativa presenza di residui di piombo.
Vale la pena ricordare che gli studi qui citati si occupano di ungulati che sono stati abbattuti con carabina e pallottola di piombo rivestita di rame. Questa pallottola, entrando nel corpo dell’animale, puo’ deformarsi e quindi disperdere residui anche significativi, come è stato dimostrato.
Cosa succede quando si utilizza una munizione spezzata, quella tradizionalmente utilizzata per la caccia a tutti gli animali piu’ piccoli di un ungulato, dalla lepre al fagiano, sino addirittura agli uccelli di piccola taglia (merli, tordi, allodole se non addirittura fringuelli e peppole quando autorizzati “in deroga”)?
In questi casi la munizione è composta di pallini di piombo piu’ o meno piccoli (vedi foto), senza alcun rivestimento, che si disperdono nel corpo dell’animale: non solo si possono deformare, rompere e disperdere, ma anche restando intatti in alcuni casi sono cosi’ piccoli (il caso estremo è rappresentato dalla munizione del Flobert, veramente minuscola) da venire normalmente mangiati assieme alla carne. È lecito quindi ipotizzare che cibarsi di tale tipo di selvaggina esponga a rischi ben superiori a quelli posti dalla carne studiata in America.
Cerchiamo di riassumere. Il piombo è velenoso anche in piccole concentrazioni. Le munizione di piombo utilizzate nella caccia disperdono piombo all’interno della carne e questo, una volta ingerito da chi mangia questa carne, viene assorbito dal suo organismo, intossicandolo.
E il cerchio si chiude con la prova definitiva. Se ricordiamo che “il piombo è un metallo velenoso che può danneggiare il sistema nervoso e causare malattie del cervello” abbiamo forse la chiave di lettura di certi comportamenti venatori, specie da parte di chi vanta una tradizione familiare di cacciatori che l’hanno cresciuto a selvaggina. Ora tutto è piu’ chiaro.