Riportiamo la traduzione di un lungo articolo di Robert Wintner, scrittore, imprenditore marino alle Hawaii nel campo della subacquea (Snorkel’s Bob) e membro dell’Advisory Board di Sea Shepherd. Il tema e' l'apparentemente innocente hobby degli acquari: se da una parte e' difficile resistere alla straordinaria bellezza di alcune creature marine, dall'altra e' indispensabile rendersi conto che alle spalle di questo hobby vi sia un ricco commercio, in gran parte illegale, che devasta e depaupera ambienti fragilissimi. E' un prezzo che ci possiamo permettere - o abbiamo diritto - di far pagare? La risposta e' NO (27/08/10)
Un hobbista con un acquario medio è di solito un maschio tra i 30 e i 50 anni che ha speso centinaia o migliaia di euro, a seconda della grandezza del suo acquario, stand, luci, filtri, pompe, tubi e ornamenti. L’hobbista “principiante”, con un acquario da dieci litri, un anemone e dei pesci pagliaccio – come si vede nel film “Alla ricerca di Nemo” – sta eseguendo una condanna a morte. In un piccolo acquario, sia l’anemone che i pesci pagliaccio muoiono molto presto.
Ai vertici della piramide degli acquariofili stanno i miliardari aziendali come Sumner Redstone (ex-presidente di Viacom e CBS), che ha paragonato il suo acquario da parete a tutte le Hawaii. "Siamo usciti in barca (nelle Hawaii), dove si poteva vedere cosa stava sott’acqua. Non abbiamo visto che una frazione dei pesci che sono nel mio salotto ", ha dichiarato Redstone Kai Ryssdal di PBS.
Oppure Michael Dell (il proprietario dell’omonima marca di computer), il cui mega-acquario misura 8x8x40 e ha bisogno di una squadra di manutenzione.
Quando muoiono i pesci dell'acquario (il 99% in un anno), cresce la domanda per nuovi pesci. Il circolo perverso è inarrestabile. La maggior parte dei pesci da acquario costa tra i 50 e i 150 dollari al dettaglio. Di questi, dai 15 centesimi ai 15 dollari vanno a chi li ha catturati in mare. La media alle Hawaii è di 4 dollari “al pezzo”. Ma gli hobbisti possono alzare la posta: per un Pesce angelo bandito (Apolemichthys arcuatus) si arriva a 400 dollari, per un Pesce angelo mascherato (Genicanthus personatus - nella foto a sinistra) a 5.000.
Il Pesce chirurgo giallo (Zebrasoma flavescens - nella foto sotto) costituisce il 60-80% del totale delle catture.
Non ogni hobbista casa è ignaro dei danni devastanti che la sua “passione” comporta alla barriera corallina: alcuni vedono la differenza tra amare i pesci di barriera e tenere gli stessi in un acquario. Un acquario non perdonerà una cattiva chimica, salinità, pH, temperatura, equilibrio tra predatori e altre variabili. Quando muoiono i pesci d'acquario, gli hobbisti possono provare qualcosa di nuovo nel nuovo giro di catture e morte. Un ciclo chiamato "sostenibile" dai commercianti che si arricchiscono da questi traffici.
I cacciatori di pesci d’acquario hanno oppresso le barriere delle Hawaii per anni, con enormi discrepanze tra le catture dichiarate e le catture vere e proprie. Un'agenzia statale gestisce il commercio come "attivita’ di pesca" ammettendo che le catture dichiarate di 1-2 milioni di pesci all'anno è sottostimata di 2-5 volte. Ovvero quando si dichiaramo 1.000 pesci catturati, in realta’ si tratta di 2-5.000!
Quando Roz Baker, senatore di South Maui, ha tenuto una tavola rotonda per esaminare il regolamento del commercio di pesci d’acquario, uno dei principali esportatori hawaiani è intervenuto e corretto la cifra ufficiale di 500.000 Pesci chirurgo gialli all’anno, dichiarando di avere distribuito lui solo oltre un milione di esemplari in qualita’ di uno dei 15 esportatori noti dallo Stato alle Hawaii – in aggiunta ad altri 10 che operano n forme meno organizzate.
Facendo due conti, 1-2 x 2-5 = 2-10.000.000: a tanto ammontano le catture di pesci per rifornire gli acquari ogni anno alle Hawaii. Certo, quando si presentano queste cifre l’industria degli acquari si infuria dichiarando tale calcolo impossibile.
L'anno scorso a Maui, un solo commerciante ha dichiarato l’acquisto di piu’ pesci di quanti non siano stati dichiarati da tutti gli addetti alle catture: come è possibile? Ma per l’industria questi sono solo dettagli. 2 milioni? 5 milioni? Chi conta?
Il problema degli acquari deve essere inquadrato come una questione morale. Chi commercia in pesci d’acquario lo vede elusivamente in termini di conservazione e si sente offeso dal contesto morale. Ma il “senso pratico” è stato causa di infiniti comportamenti immorali attraverso la storia. La colpa è spesso negata, in particolare in pubblico, come quando l'equipaggio della baleniera giapponese Nishin Maru sventola cartelli che la scritta “ricerca scientifica” mentre sul ponte scorre rosso il sangue delle balene appena uccise.
Un rivenditore pesci d'acquario a Maui ha affermato: "I pesci non sono una risorsa limitata come il petrolio e l’oro, sono altamente riproduttivi, depongono milioni di uova più volte all'anno. La scarsa popolazione di pesci di piccola taglia a Maui dipende dal fatto che l’isola ha il tipo sbagliato di habitat. Se vai nel deserto, non trovi certo un alligatore!”. È vero, non abbiamo alligatori a Maui, ma una volta era abbondante il pesce sulla barriera, e questo non è stato tanto tempo fa.
Quando il Senatore Josh Green ha presentato un disegno di legge per vietare la cattura di pesci d’acquario, un cacciatore lo ha chiamato definendo la sua proposta "a sfondo politico e ignorante." Altri l’hanno chiamata "estrema e ingiustificata". È gente che non riesce a cogliere la disapprovazione di questa pratica da parte del pubblico, perche’ non condividono la morale comune e pensano a difendere il proprio business.
Un fatto fondamentale e' che nelle ultime campagne elettorali nello Stato di Hawaii è apparso evidente che i candidati alla Camera dei Rappresentanti e al Senato vogliono bandire la cattura dei pesci d’acquario nelle Hawaii. Tutti gli sforzi legislativi sinora sono deragliati alla Camera, dove il responsabile della Commissione “Water & Land”, Ken Ito (le evidenti origini giapponesi non possono far sperare nulla di buono in termini di conservazione delle risorse ittiche!) ha sempre dichiarato che nessuna legge passa se non è "buono per la pesca." A questo si aggiunge che il Chief Policy Advisor del Governatore delle Hawaii, Linda Lingle (repubblicana), è un ex grossista nel commercio di pesci d’acquario! Gli interessi in gioco sono notevoli.
Il Department of Land & Natural Resources delle Hawaii (DLNR) iniziò la propria attivita’ nel 1956, proprio mentre il commercio di pesci e materiali per l’acquario rimuoveva pezzo per pezzo le barriere coralline delle Hawaii. Il commercio riguardava anche le rocce porose, un substrato di roccia che costituisce un habitat per le piccole creature critiche per la sopravvivenza dell’intera barriera corallina.
Dopo 20 anni di riduzione della barriera corallina in macerie (1978), il DLNR ha iniziato limitando l'estrazione di corallo per specie fino al 1996, quando la legge dello Stato ha vietato la raccolta di ogni corallo e l’estrazione di roccia viva per 40 anni al fine di proteggere l'habitat di barriera.
Eppure non esiste alcuna protezione per gli animali che popolano questa barriera.
Lo Stato delle Hawaii continua ad affrontare il dilemma tra morale e pratica ad esempio a Honokohou Harbor su Big Island. La costa di Kona ha 135 miglia di barriera corallina continua. Una volta veniva chiamata la Costa d'Oro per la straordinaria quantita’ di Pesce chirurgo giallo. Ora è la Costa d'Oro, perché magnati come Charles Schwab e Michael Dell hanno investito circa 50 milioni dollari in proprieta’ immobiliari. La nuova corsa all'oro è per la cattura di grandi quantita’ di pesci d’acquario per i quali non vi è alcuna tutela e alcun limite di prelievo.
L’assenza di gestione e dati inaffidabili ha fatto scomparire completamente otto specie da queste barriere. "Nessuno sa dove siano andate a finire e perché." Un’azienda che voleva tentare il nuovo business si è installata con un serbatoio di ritenzione fino a quando questo non si è guastato causando la morte di 650 pesci. Poco male, l’imprenditore li ha surgelati – perche’ non puzzassero – e semplicemente buttati via in sacchi di plastica a Honokohou Harbor.
Fortunatamente qualcuno li ha trovati e si è preso la briga di allinearli pazientemente a terra sul marciapiede (foto a lato). I media sono arrivati di corsa, l'effetto drammatico è stato enorme. Purtroppo una goccia rispetto ai milioni di pesci che soffrono una morte lenta negli 1,5 milioni acquari in tutto il mondo.
Le conseguenze giuridiche possono essere monumentali. Il DLNR gestisce il commercio di pesci di acquario come "un tipo di pesca," cercando di ottimizzare le entrate. Eppure sono leggi completamente separata quelle che regolano il trattamento, l'alimentazione e la manipolazione degli animali catturati per il commercio. Per i pesci d’acquario le "migliori pratiche" sono disumane.
Secondo il DLNR, in accordo con CORAL e Reef Check, il commercio internazionale di pesci d’acquario è "importante" e "sostenibile". "Sostenibile" significa in questo caso prelevare la quantita’ massima di pesce lasciando quei pochi che servono affinche’ la specie non scompaia. A Kona la "pesca" è in continuo calo a causa del crollo delle popolazioni di Pesci farfalla. Il DLNR controlla e difende il declino del commercio, sostenendo che "nessuna prova" dimostra che la causa del declino sia dovuta alla pesca.
Reef Check International e CORAL operano grazie a sovvenzioni e donazioni. Reef Check è un apologeta del commercio di pesci d’acquario. Il suo direttore, Eric Cohen, è il più grande rivenditore di pesci di barriera delle Hawaii. Eric Cohen si definisce un "stakeholder" della barriera Hawaii, ovvero una persona che ha con essa degli interessi in comune. Reef Check sollecita donazioni per aiutare a "monitorare la salute scogliera", esortando un maggior prelievo di pesci d’acquario in forme piu’ "sostenibili". Si tratta di "conservazione" come mezzo per fare piu’ soldi (vedi www.FortheFishes.org)
A gennaio le Hawaii avranno un nuovo governatore e auspicabilmente una nuova leadership. Il tenace impegno nella contea di Maui ha portato alla chiusura del prelievo di pesce per gli acquari nel mese di agosto 2010: un precedente importantissimo per le Hawaii.
La cattura di pesci di acquario alle Hawaii non ha alcun limite, non c'è un limite al numero di collettori e non sussistono limitazioni per le specie rare o endemiche. Il 98% delle barriere coralline Hawaii può essere svuotato di ogni pesce dal commercio dell'acquario, ed è del tutto legale. I commercianti urlano contro qualsiasi proposta di regolamento, ma con la stessa foga berciano che la raccolta deve rimanere sostenibile!
La rappresentante al Congresso Mazie Hirono, tutta la delegazione legislativa, il sindaco e la maggioranza dei residenti della contea di Maui vogliono conservare questi cosiddetti "pesci d'acquario" a casa, sulle barriere di Maui.
Il compianto Ed Lindsay, un leader carismatico e hawaiano, ha ricordato una passeggiata attraverso la hall di un albergo in California. Stanco e desideroso di andarsi a riposare, si fermò presso l'acquario in cui un Pesce Pulitore delle Hawaii (Labroides phthirophagus - nella foto a sinistra) fissava tristemente fuori. Ed ha detto che quasi piangeva. Si sentiva impotente e arrabbiato e determinato a far sapere al mondo che chiunque è il benvenuto nelle Hawaii, ma non può più prendere ciò che appartiene a questa terra!
Il Pesce Pulitore delle Hawaii, non si trova in nessun'altra parte del mondo, e pulisce i parassiti da altri pesci. La sua assenza espone le barriere a infestazioni parassitarie. Un Pesce Pulitore delle Hawaii in cattivita’ puo’ morire di fame in 30 giorni, ma è possibile acquistarne uno on line per 50 dollari, 4 dei quali sono rimasti nelle Hawaii.
Gli Spirografi (Sabellastarte spectabilis - a destra) praticano un foro nella testa del corallo, dal quale poi spuntano i loro piumini per filtrare l’acqua e trattenere le sostanze alimentari. I cacciatori di questa specie la catturavano estraendo direttamente tutto il blocco di corallo. Ora si difendono dichiarando di non prelevarli piu’. Certo, sono finit… Da 67.000 catture nel 2003 si è arrivati a 16.000 nel 2009 prima di porre uno stop a questa barbarie.
Poi è toccato al Paguro bernardo l'eremita (Dardanus calidus - foto a sinistra) . Questi cambiano conchiglia quando crescono, ma con migliaia di loro tolti all’ambiente, molte barriere sono vulnerabili al collasso. In Kane'ohe Bay su Oahu ne sono stati catturati 300.000 da vendere per 11 centesimi ciascuno, del tutto indifferenti al ruolo che i paguri giocano come una specie integrante di questo ambiente, indispensabile per la sopravvivenza della barriera. I commercianti dichiarano anche in questo caso che i “prelievi non sono piu’ quelli di una volta”: anche in questo caso devono fare i conti col saccheggio incontrollato degli anni precedenti e vendono come “senso di responsabilita’ dell’industria” l’effetto nefando delle rapine degli anni precedenti.
Per rendersi conto della situazione, si puo’ dare un’occhiata al sito http://www.hermit-crabs.com/ gestito da 35 anni da una “appassionata”, convintissima che nel proprio acquario i paguri trovino cure ed amore e pronta ad accogliere entusiasticamente tutti i fortunati neofiti di questa “meravigliosa esperienza”. Nella sua mente l’idea che la sua passione di fatto alimenta la devastazione di un delicato ambiente naturale per strapparne esseri indifesi e trasportarli dalla barriera corallina delle Hawaii in una vaschetta d’acqua in qualche cittadina americana non ci passa proprio (ndr).
Non si necessita di alcuna autorizzazione per la raccolta né dei paguri né delle anguille di qualsiasi specie. La domanda per anguille adulte è in rapida crescita a Hong Kong e Kona. La cattura, con un breve pezzo di tubo di plastica chiuso e un’esca all’estremità, è estremamente facile. Le anguille stanno ormai lasciando alle Hawaii senza alcun limite e per loro non c'è futuro.
La Humane Society degli Stati Uniti e la Humane Society International (HSUS/HSI) affermano che i pesci di barriera hanno esigenze complesse e non sono adatte per la cattività. Le specie di barriera in acquario hanno una speranza di vita molto inferiore alle loro potenzialità naturali.
Un Pesce chirurgo giallo può vivere 40 anni su una barriera, ma lo stress della cattivita’ più spesso lo uccide in un anno, se la cattura e il trasporto non lo hanno ucciso prima. I Pesci chirurgo gialli sono erbivori che pascolano su alghe dall’alba al tramonto. Con la loro diminuzione, crescono le alghe e il soffocamento dovuto alle alghe è una minaccia primaria per le barriere coralline delle Hawaii.
HSUS / HSI continua ad invocare l’approvazione da parte delle Hawaii di norme contro il maltrattamento degli animali da compagnia e contro il traffico di fauna selvatica. Una pratica chiamata “fizzing”, ad esempio, consiste nella puntura della vescica natatoria del pesce con un ago ipodermico per compensare il barotrauma dovuto alla rapida risalita in superficie, trascinato dalla rete (il cosiddetto “occhio sporgente morte”).