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Il trappolaggio in Quebec

Una pratica legale, diffusa e senza controllo: nel cuore francese del Canada lo spettro di una barbarie del passato che cerca di rendersi accettabile alla sensibilità odierna riuscendo a mascherarsi in mille forme. In questa lunga disanima la storia, la pratica, i problemi, le strategie del business della pelliccia (03/10/09)

Una prospettiva storica

I "Coureur de bois" del tempo che fuBen prima dell'arrivo degli europei, gli Indiani d'America sfruttavano la fauna e la flora per garantire la popria sussistenza. Cacciavano, trappolavano e pescavano prendendo soltanto ciò di cui avevano realmente bisogno per vivere. Gli scambi di pellicce con gli indigeni amercani risalgono al XV secolo, sin dai primi contatti con gli europei. Già nel 1560 delle spedizioni regolari di navi europee venivano ad acquistare pelllicce e, per fare rendere maggiormente  l'utilizzo di queste navi, si praticava anche a seconda delle regioni la pesca del merluzzo e la caccia alla balena.

Nel XVII e XVIII secolo, l'Europa dimostra una necessità crescente di "prodotti di lusso", il commercio delle pelliccie si sviluppò rapidamente e diventò un'attività molto ben strutturata. Giovani commercianti francesi, originari soprattutto di La Rochelle, Saint-Malo e Rouen, iniziarono a penetrare nella "Nuova Francia" e ad installarvisi. Commerciando con le tribù autoctone, questi "coureur de bois" (letteralmente "corridori di bosco") agivano come piccoli imprenditori.

Finanziavano spedizioni, comperavano canoe di pelle e prodotti alimentari, ed assumevano per ogni barca degli equipaggi di decine di uomini: guide, interpreti, ecc. e partivano per lunghi mesi. Com coltelli, asce, trappole e esche, spogliavano intere foreste dei loro animali ed erano costantemente alla ricerca di nuovi territori di caccia. La vita di questi "coureur de bois" era difficile e molti morivano nella foresta. Molti "trappeurs" ("trapper" in inglese, ovvero trappolatori), avidi di libertà, optarono per un modo di vita meno vincolante e si misero a lavorare per proprio conto.

Fabbricando la loro barca di pelle e la loro capanna in legno, trappolavano e  cambiavano le loro pelliccce per acquisire beni che non potevano produrre essi stessi. Alla fine dello XVIII, la domanda crescente di pellicce e di cuoio portò all'estinzione  quasi totale del castoro e del bisonte.

"Coureur de bois" dei nostri giorni

Un coyote in trappolaDifficile immaginare che centinaia di anni più tardi, la pratica del trappolaggio degli animali sia ancora così diffusa e l'industria delle pellicce ancora così presente. L'uomo, continua ad intrappolare, mutilare ed uccidere in modo primitivo animali il cui solo "difetto"  e' indossare una pelliccia! Sempre così insaziabile, questo grande predatore, pur rifiutando di rompere con le proprie tradizioni non vuole neppure perdere nessuno dei vantaggi che la civilizzazione gli offre.

Se le trappole ed i metodi di trappolaggio sono ben poco cambiati dall'inizio della colonizzazione (o forse dall'inizio dei tempi!), barche a motore, aeromobili, elicotteri, veicoli 4x4 e motoslitte hanno da tempo sostituito le barche di pelle e permettono oggi ai trappeurs di muoversi facilmente e rapidamente nei loro diversi siti di caccia.

Che il "Coureur de bois" moderno sia giovane o in pensione, il trappolaggio non rappresenta per lui un mezzo di sussistenza, ma piuttosto uno svago che gli procura un reddito supplementare. In Canada, solo una percentuale trascurabile della  popolazione trappola e caccia per nutrirsi e vivere.

Dal più piccolo al più grande, milioni di animali selvaggi sono intrappolati tutti gli anni in Canada. Nel Quebec oltre venti specie di animali sono interessate:  Orsi neri, orsi polari, linci, lupi, volpi, coyote, procioni, martore di Pennant, castori, topi muschiati, martore, donnole, lontre, visoni, moffette, lepri, scoiattoli, ecc.. - se porta una pelliccia nessun animale è salvo e numerosi animali possono essere intrappolati senza che nessun limite di prese sia imposto ai trappeurs.

Durante la sola stagione di trappolaggio 2001-2002, 8.300 trappeurs hanno  trappolato 263.700 animali sul territorio del Quebec (1). Queste statistiche non  tengono in considerazione quelle migliaia di altri animali catturati casualmente che non hanno alcun valore commerciale e sono molto semplicemente considerati come "rifiuti", né di tutti quegli altri intrappolati ed uccisi nel quadro di "ricerche scientifiche", né di tutti quelli intrappolati ed uccisi dai bracconieri. (2)

Le menzogne per giustificare il trappolaggio

Oggi, l'argomentazione più popolare per valorizzare l'attività di trappolaggio è che gli Indiani ne dipendono. Tuttavia, non sono questi ultimi che effettuano i prelievi più importanti poiché soltanto il 5% circa degli animali da pelliccia intrappolati lo e' da parte degli Indiani: l'80% di tutte le pellicce  canadesi proviene da allevamenti di animali da pelliccia. Inoltre, i trappeurs indigeni non potrebbero vivere soltanto di questa attività stagionale (3) e che rende loro soltanto alcune centinaia di dollari all'anno. La situazione difficile dei popoli autoctoni non è legata all'industria del pelliccia: una prova e' che le loro condizioni di vita non sono affatto migliorate durante il boom di quest'industria negli anni '80. Quest'industria va a vantaggio per lo più di commercianti ed a dettaglianti, e, per potere continuare a riempire le proprie casse utilizza come pretesto come stratagemma pubblicitario che sfrutta la simpatia e compassione che prova la maggioranza della gente verso gli Indiani.

Una pelliccia, segno di lusso o cinica barbarie?Un'altra giustificazione spesso utilizzata e' che il trappolaggio è uno strumento  indispensabile per garantire una gestione sana della fauna e che il trappolaggio è realizzato in modo da mantenere le popolazioni di animali da pelliccia in equilibrio con il loro ambiente naturale. A tale riguardo, ci si può chiedere se anche il fatto di manipolare habitat faunistici per rendere più prolifica una specie animale ambita per la sua pelliccia sia parte di una sana gestione della fauna!!

L'industria sostiene anche che quest'attività serve a controllare gli animali nocivi e prevenire le malattie animali. I trappeurs affermano che senza i loro interventi, gli animali morirebbero in ogni modo. Tuttavia, le possibilità che un animale debole e malato si trovi nella trappola di un trappeur sono minime, se si considera che la maggioranza degli animali che sono catturati sono attivi, dunque sani.

L'industria del pelliccia tenta anche di fare credere che la pelliccia sia più ecologica degli abiti sintetici mentre i costi energetici (di cui molti sono dovuti all'utilizzo del petrolio) generati per produrre un abito a partire dalla pelle di un animale sono 4 volte più elevati di quelli generati per produrre un abito sintetico. Per preparare abiti che provengono da animali di aziende d'allevamento di animali da pelliccia si utilizza 66 volte piu' energia che per la preparazione di abiti sintetici.

Il trappolaggio non controlla neppure le malattie animali come la rabbia, poiché quando gli animali sono eliminati su un territorio ne arrivano altri che si battono per stabilirvisi: i morsi scambiati nei combattimenti contribuiscono di fatto a propagare la malattia. (4)

Una lince in trappolaMolti fattori ecologici, come la temperatura, l'abbondanza o la mancanza di alimenti e la capacità naturale degli animali di limitare la loro popolazione sono sufficienti a creare un equilibrio tra gli animali ed il loro habitat. La natura non ha bisogno dell'uomo per gestirsi: lo fa molto bene senza il suo aiuto!

Più l'uomo invade i territori faunistici, più le possibilità aumentano che animali selvaggi, disorientati ed in ricerca di prodotti alimentari, si trovino in zone abitate. Pattumiere allo scoperto attirano a volte animali selvaggi affamati. L'installazione di trappole in ambienti umani è non soltanto pericolosa, ma completamente inammissibile dato che esistono numerosi metodi che non implicano né crudeltà né morte e che permettono di rimuovere questi animali selvaggi trasferendoli in altri  territori. Del resto, in questo settore, la tolleranza e la comprensione dovrebbero guidare i nostri atti poiché siamo i soli responsabili della distruzione delle nostre
foreste e conseguentemente dell'habitat degli animali selvaggi che vi abitano.

Le trappole utilizzate in Canada

La civilizzazione è distinta della barbarie o ne è una fase avanzata? (Israele Potter,  1855)

Gli animali semi-acquatici come i castori, le lontre di fiume, i visoni d'America ed i topi muschiati sono di solito intrappolati per mezzo di gabbie subacquee o di trappole a molla o cappi collegati ad un sistema di annegamento. Gli animali catturati da questi tipi di trappole possono divincolarsi per una ventina di minuti prima di morire annegati.
 
Le altre trappole più utilizzate sono diversi tipi di trappole per le zampe a tagliola, di trappole a molle e a laccio.

Un ermellino in trappolaLe trappole a tagliola, modificate o non modificate, servono per catturare animali vivi e sono utilizzate soprattutto per la lince, il lupo, il coyote e la volpe. Queste trappole sono di solito fornite di una catena collegata ad un piolo di ancoraggio inserito nel suolo. Alcuni animali, per tentare di liberarsi, mordono disperatamente la trappola fino a rompersi i denti, altri riescono a liberarsene amputandosi letteralmente una zampa ma la maggior parte deve attendere l'arrivo del trappeur per metter fine alle proprie sofferenze.

Le trappole a molle installate al suolo, fornite di un piolo e di un sistema di fissaggio nascosto e collegato a un albero, permettono anche di issare l'animale in aria per evitare che la sua pelliccia sia danneggiata da un predatore. L'animale vivo, catturato in questo modo, deve soltanto attendere che il trappeur venga ad abbatterlo in un modo qualunque.

Un cane finito in una trappola di tipo Conibear col musoLa trappola a molla di tipo "Conibear", generalmente chiamata "libro da messa", e di cui esistono molte varietà, non è una trappola mortale. Fornita di un doppio quadro in acciaio che si richiude al contatto di una sbarra, e' progettata per uccidere un animale a "breve scadenza". Questa trappola a molla risulta spesso una macchina di tortura per l'animale, poiché la sua efficacia dipende dal modo con il quale l'animale e' rimasto intrappolato. Queste trappole possono richiudersi sul muso degli animali che sono stati  ttirati dall'odore di un'esca o da un'esca precedentemente depositata dal trappeur, mentre altri restano imprigionati per le gambe, la coda, i genitali o  qualsiasi altra parte del corpo.

Queste trappole sono utilizzate per catturare castori, lontre di fiume, topi muschiati, visoni d'America, donnole, ermellini, martore, molfette, martore di Pennant, procioni, coyote, lupi, linci, volpi, scoiattoli.

Trappole per ratti (a molla) servono anche a catturare piccoli animali come ermellini e diverse varietà di scoiattoli, ecc.

Una tagliola per orsiFino a poco tempo fa in Quebec il piccolo polatouche (generalmente chiamato scoiattolo volante) era intrappolato senza limiti per mezzo di trappole per ratti. Dato che la sua pelliccia non ha alcun valore commerciale, era ucciso soltanto per piacere o per fungere da esca. Questo piccolo mammifero inoffensivo e' stato raggiunto recentemente all'elenco delle specie in pericolo di estinzione in Canada, compreso il Quebec.

I lacci di filo metallico ed altre trappole a strangolamento

Le trappole a laccio sono fabbricate di solito in modo artigianale e catturano gli animali per il collo o per una zampa, stringendosi appena l'animale tenta di liberarsi e fuggire. Questi lacci sono molto crudeli poiché non uccidono l'animale sul colpo ma lo feriscono atrocemente. Le trappole a laccio molle (sia a terra ferma che sotto l'acqua) sono soprattutto utilizzate per il castoro, la lontra di fiume, la donnola, la moffetta, il topo muschiato, il visone, la martora dell'America, il coyote, il lupo, la lince del Canada, la volpe, il procione, la martore di Pennant, le lepri, gli scoiattoli e l'orso nero.

Una trappola di tipo "chaudière"Mentre sono cacciati con le armi in primavera ed in estate, d'autunno gli orsi neri, cuccioli inclusi, sono intrappolato dai lacci e dalle "chaudière" (caldaie, nell'immagine). Queste trappole sono composte da 2 parti principali: un dispositivo di scatto sul quale è attaccata un'esca (frittelle zuccherate, melassa, pesce, ecc.), ed il laccio che si stacca del meccanismo principale e blocca la zampa dell'orso ad un ceppo che funge da ancoraggio. Una volta catturato da questa trappola, l'orso non ha altre scelte che di attendere soltanto il trappeur venga ad ucciderlo.

I recinti e le esche

Nella grande maggioranza dei casi, i posti dove le trappole sono installate sono forniti di esche di carne o vegetali o spruzzati di esche olfattive (urina o secreti di ghiandole di altri animali). Inoltre, l'utilizzo della maggior parte delle trappole su terra ferma è di solito combinato alla "tecnica del recinto" che consiste nel costruire fin dall'inizio del periodo del trappolaggio per mezzo di alberi morti, di arbusti e di rami, un recinto all'interno di  un bosco ed rifornirne regolarmente il centro con carogne di animali e altre esche: moffette, castori, caprioli, lepri, uccelli, animali mangiatori di carogne, si
abituano rapidamente a queste fonte d'alimentazione ed i trappeurs possono così catturarne molti con facilita'.

La tecnica cosiddetta del "dirt hole" (buco per terra) è anche molto popolare: un foro scavato nella terra, all'interno del quale è messa un'esca con una trappola nascosta all'entrata: il tutto, ben camuffato, permette di catturare volpi, lupi, coyote, ecc.

Uccisione degli animali intrappolati

Un modo per uccidere un lupo"Si compara a volte la crudeltà dell'uomo a quella delle bestie feroci. È fare un insulto a questi ultimi" (I fratelli Karamazov, 1879-1880)

In Quebec nessuna legge obbliga i trappeurs ad effettuare una visita quotidiana dei loro impianti. Alcuni trappeurs non trovano più il posto dove avevano installato le loro trappole, mentre altri le visitano soltanto una sola volta alla settimana, essendo l'ideale per trovare l'animale congelato (la caccia con le trappole si svolge in inverno quando la pelliccia e' piu' folta e quindi di maggiore pregio)  ed intero, cosa che elimina la necessità di ucciderlo e permette di conservare il suo valore al massimo in occasione della vendita della pelliccia.

In Quebec non esiste neppure una legge per determinare come un animale intrappolato vivo debba essere messo a morte. Sono i trappeurs stessi che scelgono i metodi che preferiscono utilizzare. Quando un animale intrappolato è trovato, se non è morto a causa delle ferite, di fame, di freddo o di disidratazione o se non è stato sbranato da un predatore, non gli rimane soltanto da attendere il momento in cui verrà il suo "boia".

Per mettere a morte un animale catturato in una trappola senza tuttavia danneggiare il suo pelliccia, molti metodi sono applicati dai trappeurs - eccone alcuni:

  • Afferrare l'animale da dietro, stenderlo sul lato, mettere un piede sul suo corpo e rompergli il collo ruotandogli la testa per mezzo di un bastone o di una sbarra di ferro (metodo di solito utilizzato per volpi, coyoti e lupi)
  • Dargli un colpo di bastone o di sbarra di ferro sul muso, abbastanza per stordirlo,  quindi stenderlo e schiacciargli la gabbia toracica con le ginocchia o i pugni o mettersi in piedi sul suo corpo fino a che muore soffocato (metodo di solito utilizzato per volpi, coyoti e lupi)
  • Iniettargli nel cuore o altrove dell'alcol di legno, dell'acetone con una siringa fissata al termine di una bastone (questo metodo è spesso utilizzato per moffette, un piccolo animale che non ha valore commerciale e che è spesso il primo a investigare un'esca destinata a catturare un altro animale)
  • Dargli un colpo di bastone, di martello, di manico d'ascia, di sbarra di ferro, o di picozza da ghiaccio sulla testa o dargli un colpo di "karaté" tra il collo e la testa
  • Sparargli una palla di proiettile di misura 22 in un occhio (metodo di solito utilizzato per gli orsi)
  • Strangolarlo
  • Affogarlo

Un procione in una trappola di tipo ConibearIl trappolaggio è una tradizione che si perpetua e che si trasmette di padre in figlio, ma quando queste tradizioni del passato dipendono dalla barbarie, hanno ancora il loro posto nella nostra società?

Mentre la maggioranza della popolazione si preoccupa della violenza che affligge la nostra società, una minoranza la valorizza e la promuove mettendo tutto in opera per propagare l'idea che il trappolaggio sia un'attività innocente, che è assolutamente normale catturare animali, non perché rappresentano una minaccia per la nostra  società né perché sono "nocivi", ma semplicemente per prendere loro la pelliccia. Così, per garantire un "ricambio generazionale", non soltanto si sovvenziona questa attivita' brabara col denaro dei contribuenti canadesi, la si promuove con programmi
di istruzione sul "Trappolaggio e gestione degli animali da pelliccia" (Pgaf), ma si arriva al punto di farne la promozione nelle scuole primarie e secondarie. (5)

Il cosiddetto "trappolaggio senza crudelta'"

Grazie alle pressioni esercitate per molti decenni sulle autorità, i difensori degli animali europei sono finalmente riusciti ad ottenere, nel 1991, il divieto dell'utilizzo delle trappole a tagliola in tutta l'Europa (Regolamento (CEE) n. 3254/91 del Consiglio, del 4 novembre 1991, che vieta l'uso di tagliole nella Comunità e l'introduzione nella Comunità di pellicce e di prodotti manifatturati di talune specie di animali selvatici originari di paesi che utilizzano per la loro cattura tagliole o metodi non conformi alle norme concordate a livello internazionale in materia di cattura mediante trappole senza crudeltà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE  serie L n. 308 del 9.11.1991) e la cessazione, fin dal 1996, di qualsiasi importazione di pelliccia di animali che provengono da paese che utilizza ancora questo tipo di trappola.

Gli effetti di una tagliola sulla zampa di un coyoteL'industria canadese della pelliccia, allarmata da questa decisione e temendo di non potere più esportare le sue pelli, si è battuta varie volte per fareslittare la scadenza di questo regolamento ed è anche riuscita a farlo fallire, prendendo a pretesto che arrecherebbe danno agli Indiani. Così, dopo avere minacciato l'Unione europea di sanzioni economiche rigorose e proteggendosi con gli accordi del GATT e dell'organizzazione mondiale del commercio (WTO) (6), il Canada è finalmente riuscito per convincere l'Unione europea - che ha del resto ceduto con una facilità sorprendente - ad esentarlo da questo divieto proponendogli un accordo internazionale che doveva tenere conto del benessere degli animali intrappolati.

Nel dicembre 1997, a Bruxelles, il Canada (7) ha firmato un accordo su norme internazionali di trappolaggio senza crudeltà (Anipsc) affinché le esportazioni di pellicce potessero continuare. Quest'accordo prevedeva che a partire dal 30 aprile 2001, le trappole a ganasce sarebbero state vietate. Il rispetto dell'accordo, sottoscritto anche dalla Russia, sospende gli effetti del Regolamento europeo 3254/91.

Una Volpe grigia in trappolaUna volta completate tutte le prove (8), quest'accordo e' entrato ufficialmente in vigore soltanto a partire dal 2007 senza che tuttavia abbia migliorato la sorte degli animali, poiché a partire da questa data le trappole a tagliola, cioè  fornite di denti, uncini, artigli o filo spinato possono comunque essere utilizzate sempliemente "rivestendo" le punte con uno strato di gomma o di plastica. La potenza della trappola resta la stessa e le ferite inflitte agli animali sono sempre gravi: frattura delle ossa, lacerazione dei tendini, smembramenti delle articolazioni, carne strappata, ecc..

Quest'accordo non permette neppure di ridurre lo stress inflitto agli animali vittime di queste trappole o di qualsiasi altro trappola che continueranno anche ad essere non selettiva e a catturare delle specie non determinate, compresi cervidi, cani e gatti domestici, uccelli rapaci ed a volte anche degli animali in via di estinzione.

Specie vulnerabili in Quebec

Nulla in quest'accordo prevede una sorveglianza seria perche' poiché la posa di trappole come tale non è oggetto di un regolamento, e che anche se misure restrittive esistessero, non potrebbero affatto essere applicate nei vasti territori sui quali è permesso intrappolare: in Quebec si trappola sul 98% di tutto il territorio, incluse le riserve faunistiche. E il Quebec ha una superficie di 1.667.441 km 2 (ovvero 3 volte la Francia, 5,5 volte l'Italia).

È anche interessante notare che in Quebec soltanto 10 specie animali sono interessate da quest'accordo detto "trappolaggio senza crudeltà": martora d'America, ermellino, castoro, topo muschiato, pecan, lontra di fiume, coyote, lince,  procione e lupo. La volpe ed il visone ad esempio, che fanno tuttavia parte degli animali più intrappolati di questa provincia, non fanno neppure parte di questo elenco!

L'arte di nascondere la crudelta'

I giovani canadesi respingono gli abiti in pelliccia perché sono fonte di sofferenze per gli animali e rifiutano di indossare abiti che rappresentano per loro un simbolo della gerarchia sociale: ma è proprio questa clientela che l'industria tenta di sedurre per sopravvivere.

Una giacca con interno e collo di pelliccia: meno vistosa di una pelliccia, ma certo non meno crudeleI giovani rappresentano una clientela importante nell'universo del consumo e questo e' ben chiaro all'industria della pelliccia. Vedendo diminuire le vendite,  le imprese del settore cercano con tutti i mezzi di vendere i loro prodotti. I creatori, disegnatori, modellisti, artigiani e fabbricanti inventano nuovi modelli e tentano di creare un "look
giovane ed originale".

Così da alcuni anni, si vedono nei negozi sempre più calzature invernali e borsette fatte in vera pelliccia, sempre più collari di pelliccia decorano i colletti, sempre più abiti per bambini sono fatti in pelliccia - in pelliccia è anche tessuto in alcuni indumenti di lana! Ricamato, lavorata a maglia, tornata, rasata, tessuta, colorata di tutti i colori e venduta ad un prezzo irrisorio, il pelliccia è "mascherata" per renderla più "accettabile" ed è così ben camuffata che numerosi consumatori non sospettano neppure che i loro abiti contengono pelliccia vera. 

Il 90% delle pellicce di volpe serve quasi esclusivamente alla preparazione di accessori. Ciò dimostra bene come l'industria si sia organizzata per riuscire a compensare le perdite in cui incorre non vendendo più abbastanza dei suoi capi d'abbigliamento classici.

Rifiutare la violenza e la crudelta'

Eva Mendes in un'immagine della PETA contro le pelliccieEva Mendes in ua campagna della PETA contro le pellicciePerché continuare a chiudere gli occhi ed incoraggiare la crudeltà quando tante altre alternative sono dipsponibili? Numerosi sarti da donna e stilisti rifiutano di creare abiti in pelliccia o portarne. Il pelliccia falso è ora molto popolare  e ci si può mantenere belli caldi e protetti portando abiti invernali fabbricati con materiali sintetici leggeri, lavabili e che non provengono da animali morti.

Dietro le immagini "glamour" degli stilisti e dei produttori di articoli di pelliccia si celano milioni di animali mutilati e messi selvaggiamente a morte semplicemente per generare un prodotto di lusso.  Portare una pelliccia, o un capo contenente della  pelliccia, significa  chiudere gli occhi sul martirio annuale di milioni di animali che, come noi, tengono anche alla loro pelle.

Non sarebbe tempo di rompere con queste tradizioni barbare ed antiquate e dimostrare più riguardo verso le altre forme di vita che ci circondano? Non sarebbe tempo di riannodare il filo della vita e riapprendere ad amare e rispettare il nostro prossimo, anche quando porta piume, corna o pelliccia? Non è tempo di iniziare a
risarcire i danni che gli sono stati inflitti e rivendicare i suoi diritti così forte come rivendichiamo i nostri? E quindi, forse sarebbe necessario ricordarsi e ricordare ai nostri dirigenti ed ai nostri amministratori che quando la natura sarà stata completamente distrutta, non ci potranno mai più essere profitti, né commercio internazionale.

Alcune statistiche

Cuccioli di orso nero finiti in trappola in QuebecDall'arrivo dei primi coloni europei in Canada, almeno dodici specie canadesi sono scomparse della terra, e 21 altri non sono più presenti al paese.

Nel maggio 2004, 169 specie vegetali o animali erano considerate in via di estinzione dal "Comitato sulla situazione delle specie nel pericolo in Canada" (Cosepac), 114 specie erano considerate minacciate e 140 altre in condiizoni preoccupanti. Il numero di specie in pericolo in Canada continuerà dunque ad aumentare durante i prossimi anni mentre questo comitato porterà la sua attenzione su altre specie ancora non valutate.

Alcuni esempi:

La Volpe Americana (Vulpes velox) nel 1978 era classificata nella categoria delle specie scomparse del Canada. Il suo habitat era stato eliminato a profitto dei terreni agricoli, e quest'animale è stato vittima delle campagne di trappolaggio e d'avvelenamento destinate a distruggere altri animali come coyote e lupi. Nel 2000-2001, i rilevamenti contavano le Volpi Americane a 600 individui in tutto il Canada.

Il Tasso argentato o tassideo (Taxidea taxus) è una specie minacciata di estinguersi in Quebec e tutto il Canada. In Quebec, l'ultimo tasso americano ad essere stato intrappolato risale al febbraio 2004 nella regione di Lanaudière. La giovane femmina fu catturata in un laccio che era destinato ad un lupo. In Quebec, la popolazione di tassi americani è stata oggetto di persecuzione da parte dei cacciatori e dei trappeurs che ne vendevano il pelliccia. Nell'ovest del Canada, l'utilizzo di veleni per uccidere i lupi ha influito sui tassi americani.

La Martora dei pini di Terranova (Martes americana atrata) era precedentemente presente nella maggior parte delle regioni boscose dell'isola. Il suo habitat è stato distrutto soprattutto dall'industria forestale su vasta scala ed il trappolaggio eccessivo di questa specie ne ha ridotto sensibilmente il numero.

L'Orso polare (Ursus maritimus) la caccia soprattutto per la sua pelliccia è un fattore che limita il numero di orsi polari, gia' messi in serio pericolo dal riscaldamento globale. Quasi 625 orsi polari sono uccisi ogni anno in Canada di cui circa una trentina in Quebec, vicino alla soglia massima di abbattimenti che la specie in condizioni normali puo' sopportare.

Il Grizzly (Ursus arctos horribilis) è  completamente scomparso dalle praterie canadesi a causa della caccia intensa che questa specie ha subito in questa regione. Si ritiene che la popolazione canadese si componga di un massimo di 20.000 orsi Grizzly.

Il Lupo delle foreste orientali (Canis lupus lycaon chiamato in inglese Eastern Timber Wolf, Eastern Canadian Wolf o Eastern Canadian Red Wolf) una sottospecie del lupo grigio, vive nel Sud-Est dell'Ontario ed il sud-ovest di Quebec. Nel maggio 2001, la Cosepac ha designato il Lupo delle foreste orientali come una sottospecie in uno stato di  conservazione che preoccupa a causa della sua vulnerabilità di fronte alle attività
umane, inclusauella del trappolaggio.

Il Puma orientale (Puma concolor) rischia di scomparire. Il suo trappolaggio e la caccia eccessiva ne sono le principali cause. L'ultima segnalazione confermata di un Puma nell'est del paese data 1938. Un grande felino che si sospettava fosse un Puma è stato preso in una trappola in
Quebec, vicino alla frontiera del Maine.

La Lince rossa (Lynx rufus) è una specie destinata a essere designata minacciata o vulnerabile. In Quebec, tra 12 e 37 linci rosse sono intrappolate tutti gli anni "casualmente". Lo sfruttamento mediante il trappolaggio dalla fine degli anni 1960 è la principale causa della sua rarefazione.

Il trappolaggio, un'industria in via di estinzione

Un cane imprigionasto in una tagliola con la zampa distrutta89 paesi hanno già bandito le trappole a tagliola per le zampe, ovvero:

Germania, Inghilterra, Austria, l'Bahrain, Bangladesh, Belgio, Belize, Benin,  Botswana, Brasile, Bulgaria, Burkina-Faso, Burundi, Camerun, Costa d'Avorio, Cile, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Cuba, Chypres, Danimarca, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Spagna, Guinea Equatoriale, Finlandia, Francia, Gabon, Gambia, Ghana, Grecia, Groenlandia, Guinea, Guiana, Hong Kong, Olanda, Ungheria, isole Caïmans, India, Israele, Irlanda, Italia, Giamaica, Giordania, Kenia, Libano, Liberia, Liechtenstein, Lussemburgo, Mali, Malawi, Malesia, Maldive, Mauritania,

19 paesi hanno bandito tutte le trappole:

Burkina-Faso, Burundi, Guinea Equatoriale, Gabon, Gambia, Ghana, Costa d'Avorio, Kenia, Liberia, Mali, Mauritania, Marocco, Senegal, Swaziland, Tanzania, Togo, Tunisia, Uganda e Zimbabwe. (ndt, ci permettiamo di vare che probabilmente in tutti questi paesi l'effettiva capacità e volontà delle autorità di fare rispettare tale diviento è quantomeno dubbia)

Stati Uniti

Attirata dall'esca e dalla fame anche un'aquila testabianca (specie protetta) può finire vittima di una trappolaSecondo un sondaggio effettuato nel l996, in tutti gli Stati Uniti, il 75% degli americani vorrebbe vedere quest'industria bandita completamente.

Il Colorado, la Florida e Massachusetts hanno bandito le trappole a tagliola e le trappole di tipo Conibear.

L'Arizona ha proibito i lacci ed il trappolaggio sulle sue terre pubbliche e questo equivale all'80% di tutto lo stato dell'Arizona.

Il New Jersey proibisce la produzione, l'utilizzo ed il possesso di trappole a tagliola.

L'Oklahoma ha anche bandito i lacci e le trappole di tipi Conibear.

Alabama, Connecticut, Hawaii, New York, Pennsylvania, Rhode Island e Vermont proibiscono l'utilizzo dei lacci.

(testo tradotto dall'originale in francese di A.D. Leiba)

Note

(1) non esiste alcuna cifra precisa quanto al numero esatto di trappeurs che ci sarebbero in Quebec che sono semplicemente stimati tra 7.000 e 20.000.

(2) tra il 2003 ed il 2004, più di 7.000 atti di bracconaggio sono stati segnalati in Quebec. Per esempio, all'inizio del dicembre 2004, una dozzina di bracconieri del Beauce (Quebec) sono stati denunciati. Nel marzo 2003, una rete di braconaggio differenziato è stata smantellata a Charlevoix (Quebec). Questa rete fra l'altro aveva messo a punto il contrabbando di organi d'orso nero. Le attività della rete risalivano all'anno 2000 - nel novembre 2002, più di 100 cacciatori, trappeurs, tassidermisti, ecc. in Quebec sono stati accusati di traffico di sacche biliari di orsi neri, traffico che si svolgeva da oltre 7 anni. In occasione di quest'arresto, più di 250 sacche biliari
di orsi neri sono state sequestrate.

(3) il trappolaggio si pratica soprattutto in inverno quando il pelliccia degli animali è più spessa e che è piu' facile per i trappeurs dissimulare le trappole sotto la neve.

(4) l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non giustifica il trappolaggio come una misura di prevenzione delle malattie animali. Secondo l'OMS, il migliore modo di prevenire queste malattie, come la rabbia,  è di fare vaccinare gli animali domestici, evitare di attirare animali selvaggi non lasciando disponibili i rifiuti e prendere precauzioni adeguate quando ci si avventura nella foresta.

(5) i trappeurs del Quebec, in accordo con la politica governativa della promozione del trappolaggio, propongono alle commissioni scolastiche dello stato un'attività "educativa" intitolata "Iniziazione alla gestione delle risorse rinnovabili".  Quest'attività è sovvenzionata soprattutto dal ministero delle risorse naturali e destinata ai bambini delle scuole primarie e secondarie come pure a gruppi sociali. Notiamo che in Quebec, un bambino di 12 anni può ottenere una licenza di trappolaggio.

(6) GATT (general Agreement on Tariffs and trade): istituzione destinata a regolamentare il commercio internazionale fino alla fine del 1994, momento al quale è stata costituita l'organizzazione mondiale del commercio (WTO).

(7) il 15 dicembre 1997, a Bruxelles (Belgio), il Canada e la Russia hanno firmato un accordo su norme internazionali di trappolaggio senza crudeltà (Anipsc). Accordo che è stato seguito dagli Stati Uniti nell'agosto 1998. La lista della trappole "a norma Anipsc" del febbraio 2009 si trova a questo indirizzo.

(8) molti animali selvaggi servono da cavia per provare queste trappole dette "meno crudeli". Le trappole di cattura e di messa a morte sono provate in recinti e l'efficacia delle trappole è valutata su animali coscienti e liberi dei loro movimenti in laboratorio o in recinto, come pure da misure in situ. Il programma di ricerca e di sviluppo delle trappole dell'Istituto della Pelliccia del Canada, condotto agli impianti dell'Alberta Research Council Vegreville, ha confermato che le trappole a mandibole "migliorate" causano sempre ferite agli animali e che non sono selettive. Inoltre, questo stesso istituto nota che queste nuove trappole farcite, quando sono utilizzati su alcuni animali, tale le volpi, i coyoti ed i lupi, non provocano la morte rapida  dell'animale.

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