Si tratta di una realtà che da decenni riguarda molti paesi europei e che e' stata oggetto di uno specifico intervento realizzato in Provincia di Lucca utilizzando metodi di dissuasione per contenere la predazione dei cormorani. Risultati estremamente interessanti che dimostrano come il fucile non sia affatto necessario per tutelare gli interessi degli allevatori e le assurde pretese dei pescatori (10/04/10)
Per far fronte al problema legato alla presenza di uccelli ittiofagi nel territorio provinciale, l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica ha espresso parere favorevole all’iniziativa di individuare tecniche e metodi dissuasivi per allontanare specie ittiofaghe tuttora tutelate dalla normativa comunitaria (direttiva 79/409), nazionale (L. 157/92) e regionale (L.R. 3/94).
La conoscenza della biologia delle specie ittiofaghe e delle abitudini della popolazione di cormorani svernanti nel bacino del Serchio, monitorata a partire dall’inverno 1996, ha facilitato lo svolgimento di un lavoro che ha riguardato una vasta area di intervento.
L’obiettivo di questo lavoro è stato quindi quello di ridurre il conflitto esistente tra la conservazione di uccelli ittiofagi e le attività economiche legate alla fauna ittica a livello locale.
A tal fine sono state condotte le seguenti operazioni:
- monitoraggio dell’andamento delle presenze di ittiofagi nel bacino del Serchio, operando confronti con le situazioni preesistenti;
- valutazione dello status della fauna ittica lungo l’asta del Serchio sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo in relazione alle varie situazioni dell’habitat fluviale;
- verifica della fattibilità e dell’efficacia dell’applicazione di sistemi di dissuasione al fine di stilare un protocollo d’intervento ottimizzato;
- avvio di un dialogo tra i principali gruppi interessati al problema principalmente rappresentati
La forte riduzione del numero di cormorani nella stagione di svernamento 2003-2004:
- non riflette un andamento generalizzato delle popolazioni toscane indagate
- non è da mettere in relazione a mancanza di risorsa trofica, come dimostrano i risultati dell’indagine ittica (Pascale 2005)
Si può supporre, quindi, che essa sia associata al disturbo provocato dai mezzi di dissuasione applicati durante la stagione di svernamento 2003-2004.
Gli atti del convegno in allegato, qui a destra, nella sezione Documenti.