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Il Centro Recupero Animali Selvatici del WWF a Vanzago

Presentati i dati dell’attività 2010 del Centro Recupero Animali Selvatici WWF di Vanzago, a Palazzo Isimbardi alla presenza del Presidente Podestà e dell’Assessore Agricoltura Luca Agnelli e della Presidente WWF Lombardia Paola Brambilla. In aumento i ricoveri ma si rileva anche una maggiore sensibilità ambientale (26/02/11)

Stefano Raimondi veterianario del CRAS ha illustrato i dati ”Sembrava impossibile riuscire a superare il record di ricoveri del 2009, che con 1.777 animali selvatici è stato il più alto degli ultimi 15 anni, invece, il 2010 segna un nuovo record: 2.291 arrivi di 106 specie diverse.”

Il Presidente della Provincia Guido Podestà è intervenuto ringraziando il CRAS per l’importante lavoro che porta avanti e per la concreta collaborazione con la Provincia che garantisce sia la tutela della biodiversità che l’importante funzione di educazione ambientale.  Anche in questo periodo di risorse non straordinarie Podestà si è impegnato a mantenere le risorse della Provincia a favore del CRAS di Vanzago e si è reso disponibile a mettere in piedi insieme progetti specifici, anche con l’aiuto di sponsor privati.

L’importanza del lavoro di sensibilizzazione svolto dal CRAS è stata ribadita anche da Gustavo Gandini Vice Presidente WWF Italia e docente alla facoltà di Veterinaria della Statale di Milano che ha ricordato come

L’attenzione al singolo animale alimenta il valore del rispetto per la biodiversità tutta e per un corretto rapporto tra uomo e natura. Il WWF Italia è sempre più impegnato a incrementare la professionalità dei volontari impegnati nei CRAS e a migliorare le strutture dei centri stessi per adempiere sempre meglio alla missione dell’associazione”.

Luca Agnelli Assessore Agricoltura, parchi, caccia e pesca della Provincia di Milano nell’aprire i lavori della mattina ha detto”In provincia di Milano una delle prime cause di incidenti alla fauna selvatica è legata alle infrastrutture e al consumo del suolo. Come Provincia abbiamo già avuto modo di segnalare alla Regione, nell’ambito del gruppo di lavoro Unione Provincie Lombarde, la necessità di attingere alle compensazioni legate alle infrastrutture per creare un fondo regionale sulla biodiversità che serva a finanziare i CRAS e le opere di mitigazione ambientale”.

Sul lavoro dei volontari Agnelli prosegue “ Ai tanti appassionati che mettono il loro tempo a disposizione in maniera gratuita va il nostro ringraziamento, così come va a tutti i soggetti che sono impegnati sul territorio a intervenire a soccorso della fauna in difficoltà, penso agli agenti della Polizia provinciale, alle Guardie ecologiche, alle guardie venatorie, alle guardie eco zoofile.”.

In Lombardia i CRAS sono istituiti con legge regionale e a loro viene affidato un servizio pubblico importante per il benessere degli animali, servizio che viene svolto professionalmente grazie alle competenze messe a disposizione dall’associazione” ha detto Paola Brambilla Presidente WWF Lombardia

Nella sua relazione Guido Grilli del Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria della Statale di Milano ha ricordato “La collaborazione tra la Facoltà di veterinaria dell’Università Statale di Milano e il CRAS WWF di Vanzago va avanti ormai da 16 anni con ottimi risultati e rappresenta una occasione importante. Il Centro ci dà la possibilità di studiare animali selvatici che non provengono dalla cattività e questo ci permette di raccogliere dati molto utili per la diagnostica ad esempio studiando le cause di morte e facendo osservazioni epidemiologiche ad esempio sull’aviaria. Inoltre possiamo dare l’occasione ai nostri studenti di portare avanti tesi sperimentali come le due in corso. Nel 2010 sono state ben 1400 le ore di tirocinio sul campo da parte di nostri studenti che hanno collaborato con il CRAS.”

Nel 2000 gli animali arrivati al centro erano meno di un quinto rispetto al record toccato solo 10 anni dopo. Questo è dovuto senz’altro anche all’ottimo lavoro svolto dal CRAS che gli ha permesso di essere sempre più conosciuto nel territorio e di stringere accordi con le varie Province lombarde, Milano in testa. Anche la sensibilità ambientale è aumentata visto che molti animali arrivano al centro, durante tutto l’anno, portati direttamente dai cittadini. Fra degenze e terapie la vita del CRAS è molto dinamica e intensa durante tutto l’anno con un andamento ciclico. I mesi più calmi sono i primi dell’anno quando arriva qualche gheppio che ha urtato contro un filo della luce, civette impiastrate nella colla per topi o pettirossi finiti in bocca ai gatti.

Da aprile fino a luglio vi è invece un aumento eccezionale di attività: è il periodo della nidificazione e al centro arrivano centinaia di nidiacei. Lo scorso anno i ricoveri sono aumentati quasi esponenzialmente: in soli tre mesi, sono stati portati a Vanzago 1.355 animali, più del 50% del totale. Il picco, come di consueto, si è registrato nel mese di luglio con 528 ricoveri che significa una media giornaliera di 18 animali. Il numero di specie ricoverate è rimasto costante, con alcuni arrivi interessanti: tra gli uccelli una pantana, tra i mammiferi una faina e tra i rettili una Emys orbicularis.

Nel 2010, come da diversi anni ormai, merlo, rondone e riccio sono state le specie maggiormente ricoverate, con rispettivamente 342, 289 e 189 presenze. Sono stati accolti inoltre circa 600 fra nidiacei e cuccioli: merli, rondoni, rondini, balestrucci, passeri, fringuelli, allocchi, gufi, civette, gheppi, cornacchie, germani reali, cince, storni e poi ricci, caprioli, un cervo, faine, scoiattoli, ghiri e conigli selvatici. 

Il CRAS di Vanzago collabora attivamente da diversi anni con le Province did Milano, Como, Varese e Monza Brianza e non chiude le porte ad animali che arrivano da altre province o addirittura da zone non lombarde: nel 2010 sono arrivati al Centro 46 animali provenienti da altre regioni.

Degli esemplari di selvatici che il centro ospita ogni anno circa il 55% viene rilasciato in natura, ma non per tutti i pazienti del CRAS è possibile garantire un lieto fine: per il 27% sopravviene la morte e per il 7% si richiede l’eutanasia.  Questi dati vanno letti con la consapevolezza che gli animali non domestici, anche se in gravi difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante, giungendo nelle mani dell’uomo solo quando ormai sono all’estremo delle loro forze. Anche l’estrema sensibilità di queste specie alla vicinanza e alla manipolazione da parte degli esseri umani è un pericoloso fattore di stress per creature già estremamente provate. Non è un caso in questo senso che fra gli esemplari che non sopravvivono, la morte sopravvenga abitualmente nelle prime 24 ore di degenza. Una volta superati invece i primi difficili giorni, è raro che un animale non giunga alla liberazione.

Lo staff veterinario del centro, accuratamente preparato, si impegna attentamente a minimizzare il contatto ed il disagio con i pazienti recalcitranti: anche per le terapie si tende ad evitare interventi troppo intrusivi e violenti, rivolgendosi nei casi possibili all’omeopatia come approccio medico.

Malgrado una serie di arrivi così intensa durante lo scorso anno, 1.030 animali sono riusciti a tornare in libertà, numero destinato ad aumentare in quanto degli attuali 97 degenti, sarà possibile liberarne almeno la metà, all’arrivo della bella stagione. Nonostante la maggior parte degli animali ricoverati siano portati al Cras da privati cittadini (ben 730) sono molti gli enti o le istituzioni coinvolti nella consegna degli animali: Enpa, Provincia di Milano, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, G.E.V. – G.B.V., Corpo Forestale, Università e Lipu. Gli animali arrivano principalmente dal milanese ma non mancano gli animali che arrivano da fuori rregione, 46 nello scorso anno.

Molte sono le difficoltà che gli animali selvatici trovano in un ambiente urbanizzato come la pianura Padana, l’inquinamento, la riduzione degli spazi verdi, l’impatto con i veicoli e le vetrate, le trappole, ecc.. si rileva di particolare importanza capire se il ritrovamento animale selvatico è realmente sintomo di una situazione di pericolo o di malessere. In questi casi è utile contattare direttamente il CRAS, o la Polizia Provinciale, per chiedere consiglio e dare le informazioni sulle evidenti condizioni dell’esemplare stabilendo così se sia corretto intervenire.

Fra i motivi di ricovero registrati all’arrivo al Centro, alto è il numero di orfani (1.146): i giovani uccelli, tra cui i rapaci alle prime esperienze di volo, possono finire sui rami bassi o a terra ma non per questo gli adulti smettono di alimentarli. Per caprioli e ungulati, non sempre il ritrovamento significa che il piccolo sia stato abbandonato dalla madre, che potrebbe essersi allontanata in modo naturale per non attirare sul piccolo possibili predatori. Per questo si raccomanda di non prelevare I piccoli dal loro ambiente, se non corrono un immediato pericolo.
 
Il prezioso lavoro svolto, è possibile grazie all’appoggio del WWF Italia, al sostegno da parte della direzione dell’Oasi WWF Bosco di Vanzago che ospita il centro e al contributo di tutto lo staff di cui fanno parte decine di volontari presenti 365 giorni l’anno a cui va tutto il nostro ringraziamento.

Per segnalazioni: tel 02/93549076

Il CRAS è aperto tutti i giorni dell’anno nei seguenti orari:
1 novembre /31 marzo: 10.00/17.00
1 aprile/30 ottobre: 9.00/18.00.

Per sostenere le attività dei CRAS WWF . www.wwf.it/cras

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