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DJ3: altra orsa prigioniera in Trentino

DJ3: altra orsa prigioniera in Trentino

DJ3: altra orsa prigioniera in Trentino

L'orsa DJ3 è stata catturata in Val Algone, nelle Giudicarie, dalle autorita' del Trentino che l'hanno etichettata il 18 marzo come ''pericolosa per l'incolumita' e la sicurezza pubblica'' per avere preda to più volte delle pecore Val Breguzzo e aver fatto frequenti «passeggiate» nei pressi degli abitati di Daone, Breguzzo e Tione. L'orsa è stata successivamente rinchiusa centro faunistico del Casteller. Perplessità sulla procedura e richiesta di chiarimenti da parte delle associazioni ambientaliste (19/05/11)

Già alla fine dell'ottobre 2010 DJ3 era stata individuata da una squadra del Servizio foreste e fauna e catturata per applicare al suo radiocollare nuove batterie, prima di essere liberata. Il tutto dopo che tra l’estate e l’autunno gli agenti forestali avevano già attuato altre misure di dissuasione contro DJ3, che però non avevano convinto l’orsa a spostarsi.

Grazie al radiocollare funzionante, anche dopo il letargo è stato così possibile seguire passo passo DJ3 verificando la sua frequente presenza in zone abitate. È così intervenuto il Pesidente della Provincia Dellai ha firmato l’ordinanza per la sua cattura. Dopo qualche settimana di ricerca e appostamenti, DJ3 è stata individuata nelle Giudicarie, in Val d’Algone e catturata con una trappola «a tubo» in acciaio del diametro di 1,20 metri.

Oltre a DJ3, lunedì 16 maggio è stato catturato, radiocollarato per motivi di monitoraggio/studio e prontamente rilasciato sul posto, un ulteriore orso. L’esemplare, la cui identità sarà chiarita mediante le analisi genetiche, è risultato essere di sesso femminile, di età adulta ed in ottime condizioni di salute.

“È importante che la Provincia di Trento chiarisca subito quale siano state le scelte e le motivazioni urgenti e contingenti che hanno spinto a catturare e ricondurre alla cattività l'orsa DJ3. Orsa che frequentava le vallate delle Alpi trentine, cattura operata in base ad una irrituale Ordinanza e senza invece considerare e dare seguito alle indicazioni e prescrizioni avute a Dicembre scorso dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare” ha commentato Massimiliano Rocco, Responsabile del programma Specie, TRAFFIC & Timber Trade del WWF Italia.

“La rimozione di quest'orsa, di cui oggi non comprendiamo l'urgenza, potrebbe inoltre compromettere l'intero programma alpino, trattandosi di una orsa femmina in età riproduttiva, rallentando la crescita e stabilizzazione di una popolazione come quella alpina che solo da pochi anni sta riconquistando tali ambienti e che ha bisogno di un adeguato numero di esemplari ed in particolare di quei soggetti fondatori che ne condizionano il futuro.”

“Avendo condiviso e operato con le diverse istituzioni allo sviluppo del Pacobace sulle Alpi come del PATOM per l'Appennino”, dichiara Massimiliano Rocco “come associazione abbiamo accettato di discutere e di considerare anche la necessità di dovere operare la rimozione di alcuni esemplari, ma solo in quei casi di reale e concreta pericolosità e comunque per il bene della conservazione e sviluppo di una popolazione vitale di orsi sulle Alpi e non ci sembra veramente che oggi questa rimozione risponda appieno ai criteri del Pacobace. Comunque ci teniamo a ribadire che un simile atto non può essere portato avanti con questa leggerezza, con il serio rischio di compromettere la presenza della specie sulle Alpi e nel mancato rispetto delle indicazioni di gestione dettate da basilari e contingenti dati scientifici.”

“È indiscutibile l'importante lavoro che negli ultimi anni la Provincia ha portato avanti per la conservazione dell'orso e per tutelare questo tesoro unico per le Alpi, per questo ci lascia ancora più increduli la decisione assunta e le ragioni dell’emissione di una simile ordinanza e degli atti che ne sono conseguiti.”

“Come avevamo già rappresentato in occasione della cattura di Jurka simili decisioni non possono essere assunte con leggerezza ed in particolare come una soluzione facile e indolore, sempre possibile, decidendo così la cattura di simili animali, sottraendoli al loro habitat e privandoli della loro libertà.”

Il caso di Jurka del 2007, comunque diverso perché portato avanti in linea con le corrette procedure di gestione e con una puntuale attività condivisa e approvata dagli organi competenti, doveva essere considerato una vera eccezione e ricordiamo che si era discusso affinché ogni sforzo dovesse essere fatto in futuro perché simili situazioni non si venissero a ripetere ma la cattura oggi di questa nuova orsa ci fa dubitare sulla volontà di rispettare e operare in linea con tali principi di gestione e con quanto previsto dal Pacobace.